sabato 23 settembre 2017

Grande successo ieri sera a Matera, San Pietro Barisano con Steve Grossman

MATERA
Aveva solo 18 anni quando Miles Davis lo chiamò per registrare il suo album “Big Fun”. Da quel momento Steve Grossman entrò nella lunga lista delle stelle del jazz, apprezzato dal pubblico e dalla critica non solo per la grande capacità
di gestire il suo strumento dando vita a toni sovracuti, ma anche perché diede una spinta alla nascita e allo sviluppo dell’Hard Bop. Questa sera il musicista di Brooklin, che da alcuni anni ha scelto di vivere in Italia, a Bologna, sarà a Matera per esibirsi, alle 21, accanto alla Lucanian Big Band nella Chiesa rupestre di San Pietro Barisano, la stessa che qualche anno fa, per iniziativa dell’Onyx jazz club, ospitò un altro grande sassofonista, Steve Lacy.
Grossman, classe 1951, con il suo linguaggio insieme energico e contemplativo, rappresenta tutt’oggi forse la sintesi migliore e più originale dello stile di Sonny Rollins e di John Coltrane. E non è un caso che in più circostanze il sassofonista newyorkese abbia più volte rimarcato la lezione ricevuta dai due grandi musicisti.
Uno stile che gli ha permesso, negli ultimi trent’anni di successi, di esibirsi accanto a nomi del calibro di Johnny Griffin, Cedar Walton, McCoy Tyner, Elvin Jones e Billy Higgins, solo per citarne alcuni e di diventare il protagonista dell’hard bop contemporaneo. Oggi Steve si divide tra New York, Parigi e Bologna, città che gli ha restituito entusiasmo
e sicurezza e a cui lui ha dato nuova linfa divenendo un imprescindibile punto di riferimento per tutti i sassofonisti jazz del centro Italia.
Grossman, stasera, si esibirà accanto alla Lucanian Big Band, una formazione costituita da giovani talenti lucani impegnati a diffondere il jazz attraverso un repertorio che passa dallo swing al be-bop fino ad arrivare, appunto, all’hard bop.
In repertorio alcuni standard degli anni ’50 e ’60.
Stamani, invece, nei locali della Mediateca provinciale, in piazza Vittorio Veneto, il sassofonista newyorkese terrà un seminario sull’improvvisazione nella musica jazz rivolto ai musicisti.
Concerto e seminario rientrano nel cartellone “Mi fa jazz” organizzato dalle associazioni “Jazzing”, “Basilischi” e “Cinergia”. Un tuffo nel passato per avvicinarsi in modo originale a quella complessa architettura sonora che è il jazz.


Serafino Paternoste

Fonte Gazzetta del mezzogiorno del 26/11/2006

 


 



 


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