"Consulenze d'Italia, per esempio la Basilicata" di Gaudiano & Sangerardi, ed. Socrates
Come succede per i migliori best-seller il passaparola mi ha portato a conoscenza di questo libro. Una raccolta e un’analisi di atti e delibere del consiglio e della giunta della regione Basilicata nel periodo di tempo 2003-2005. Incuriosito oltremodo dai racconti di amici e conoscenti che lo avevano già letto mi sono fiondato in libreria per acquistarlo. Introvabile a Milano sono riuscito però a farmi prestare una copia che ho divorato in pochi giorni.
Ho potuto così avvicinarmi a un mondo sconosciuto. Quello degli appalti, incarichi, addendum, trattative, perizie della pubblica Amministrazione. I due autori analizzano ogni singolo documento che riescono ad ottenere dagli uffici pubblici e si pongono alcune domande riguardo l’utilità di ogni intervento e il vantaggio che ne deriva per la comunità.
Ad esempio si chiedono perché si procede a discutibili operazioni monetarie senza gare pubbliche d’appalto; perché e secondo quali canoni si ritiene l’università di Firenze più qualificata di quella lucana o dei più famosi politecnici di Milano, Torino e Bari; perché affidare a gruppi di lavoro esterni importanti e onerosi incarichi salvo poi ammettere la loro poca conoscenza della questione affiancandoli con funzionari regionali; perché si paga per rimuovere materiale inerte dai fiumi quando invece il materiale rimosso dovrebbe essere al contrario fonte di guadagno per la comunità.
Leggendo il libro si viene a conoscenza dei bilanci in rosso della AGROBIOS, di un’ambasciata lucana a Roma che ci costa milioni di euro, della gestione delle ASL con primariati inutili, strane relazioni tra giudicanti e giudicati, buffi concorsi e sconcertanti provvedimenti che arruolano persone con competenze accertate in campi del tutto diversi da quelli richiesti, incarichi strapagati e identici per mansioni a quelle di altri dirigenti, profumatamente pagati anche questi e a loro volta già doppioni per ruolo e mansioni uno dell’altro. Si leggono bandi che sembrano emanati ad personam che non indicano i criteri per scegliere tra più candidati e vinti poi dall’unica persona che (guarda caso, aggiungo io) ha partecipato.
Insomma una caterva di sprechi, mala gestione del denaro pubblico e conti che non tornano.
Il libro è difficile, molto tecnico, a volte ripetitivo ed è spesso arduo seguire il filo logico delle vicende raccontate a causa delle estese ramificazioni tra personaggi e linguaggio tecnico tipico dei documenti delle amministrazioni pubbliche. Manca un contraddittorio. Su alcune vicende sarebbe stato interessante leggere il parere e il punto di vista dei personaggi coinvolti. Una mancanza questa che può indurre a pensare che gli autori abbiano voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe. D’altro canto non si può certo ignorare che un atto deliberativo di un’amministrazione pubblica dovrebbe già contenere al suo interno tutti i dati necessari alla comprensione dell’utilità dei progetti finanziati. La trasparenza dovrebbe essere fondamentale per una pubblica amministrazione.
Questo libro va comprato e letto. Che si pensi che gli autori siano stati poco obiettivi o, al contrario, freddi cronisti, le informazioni che questi ci forniscono devono essere il bagaglio di ogni cittadino lucano. Informazioni che vanno magari approfondite e riviste ma assolutamente acquisite.
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