Nuclear dinner

 

P. Roma: magliette     Invito al   Nuclear dinner: cameriere radioattivo  Scanzano: cena nucleare

La vicenda delle scorie da depositare a Scanzano colpisce immediatamente l’attenzione di tutti i giovani partecipanti agli scambi. La domanda è sempre la stessa ovvero come  è possibile immaginare di realizzare un simile intervento in un territorio “ prezioso “ come quello del metapontino. L’associazione portoghese presente a Montescaglioso nello scambio 20004 propone la realizzazione di un “ intervento “ su Scanzano e le scorie da coordinare con i gruppi che ancora presidiano il campo base. Non il solito seminario o convegno ma una sorta di operazione “ commandos “ che possa sfociare nella più classica delle operazioni di  “ sensibilizzazione “ delle masse, peraltro già sensibilizzate, una bella cena, “ La cena nucleare / nuclear dinner “. La preparazione è molto complessa e articolata. Il gruppo di lavoro raccoglie rappresentanti di tutte le associazioni presenti nello scambio: l’idea, infatti, è parecchio accattivante ma molto complessa nella organizzazione. Primo passo, contatto con il gruppo pervicacemente impegnato ad occupare il campo base di Scanzano. Per diversi giorni è un viavai continuo tra Montescaglioso e Scanzano. I partecipanti al progetto esplorano il territorio, interrogano i protagonisti locali della vicenda, raccolgono materiali fotografici, spulciano sistematicamente i giornali con i resoconti della “ battaglia “. Infine, cominciano a progettare la performance. Sarà una cena che nelle atmosfere e nei colori dovrà restituire il clima della contaminazione. Le suppellettili, bicchieri, piatti, posate, sono tutte gialli. Le luci impiantate sul campo base virano dal giallo, al verde Simpson, al viola. Anche il menù va sul giallo/verde. Quindi pasta al pesto, verdure, meloni gialli e torta con al centro il simbolo della radioattività. Il servizio a tavola è svolto da “ camerieri “ che indossano tute bianche antiradioattive e maschere. La militarizzazione del territorio conseguente all’eventuale realizzazione dell’impianto è evocata con il controllo dei documenti effettuato all’ingresso del campo. Arriva anche la Polizia ( in borghese ). Con estrema gentilezza chiedono di spiegare cosa diavolo si combina. Alla fine gli agenti sono invitati alla cena (invito accettato). Dalla visione dei video girati si scopre poi che la squadra addetta al chek – point è riuscita a identificare anche i poliziotti che sorridendo e con estrema pazienza si sono prestati al gioco. All’iniziativa sono presenti circa 150 persone, di cui la metà formata dai partecipanti allo scambio e da amici di Monte che hanno accompagnato il gruppo. Il gruppo progetta e realizza un logo dedicato alla campagna antinucleare stampato serigrafato su un centinaio di magliette che tutti indossano in una foto ricordo scattata sul sagrato della chiesa di S. Rocco a Montescaglioso.


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