mercoledì 20 settembre 2017

Benedizione Solenne restaurata Chiesetta di Santa Lucia Vecchia

locandina

Il Parroco Don Domenico Monaciello, il Comitato Feste e l’intera Comunità Parrocchiale di Santa Lucia, con grande gioia, invitano tutta la cittadinanza al rito di benedizione solenne che impartirà l’Arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo alla restaurata Chiesetta di Santa Lucia Vecchia. Nella giornata di Venerdì 9 Dicembre alle ore 18.30, infatti, sarà riaperta al culto la storica Chiesetta (databile al XVII sec.), già seconda Parrocchia della Città dal 1960 e poi chiusa al culto negli anni 70.
Il piccolo edificio di culto era, fino al XIX sec., dedicato a S. Maria dell’ Abbondanza ed annoverata tra i possessi del Capitolo della Chiesa Parrocchiale intitolata ai SS. Pietro e Paolo. Sul portale della Chiesetta, ancora oggi, si conserva lo stemma del Capitolo, raffigurante le chiavi incrociate di San Pietro. Altre opere di particolare qualità presenti sono: i portali di accesso ai locali anticamente annessi alla cappella, l’altare in tufo dipinto, il tabernacolo con un elegante e rara decorazione in tarsie in marmo policromo, gli archi laterali con la chiave finemente decorata, l’altorilievo scolpito sulla cornice con i simboli dell’abbondanza (al centro spighe di grano e sui lati due alberi di melograno ed olivo). Per l’occasione sarà allestita un’accurata mostra fotografica e documentaria allestita da Franco Mazzoccoli dal nome “Le Chiese di Santa Lucia dal 1960 al 1972 tra fede, politica ed intoppi burocratici”, visitabile dal giorno 10 fino a Sabato 17 Dicembre (ore 10.00-  13.00 e 17.00 – 20.00). Nell’occasione saranno resi pubblici i diari che Don Pietro Andriulli, già parroco di Santa Lucia, ha scritto nel corso degli anni. Sin dalle prime pagine Don Pietro dimostra una meticolosa e puntigliosa capacità di racconto, abbellita da dotte citazioni in latino. Leggendo i suoi appunti è possibile apprezzare il suo interessamento alla vita spirituale dei suoi fedeli, il suo impegno nel rendere più “popolare” e più facilmente comprensibile il suo messaggio di fede ed il suo spirito combattivo dimostrato in diverse occasioni. Tra le altre iniziative in programma nelle celebrazioni della Santa siracusana protettrice della vista, in collaborazione con il Centro Diagnostico Polispecialistico San Michele Arcangelo, Sabato 10 Dicembre (ore 10.00-12.30 e 15.00-18.00) saranno offerte delle visite gratuite oculistiche a tutti coloro i quali (over 65 anni) si presenteranno presso la sede del centro in Viale Kennedy 88. Per quanto concerne la parte prettamente liturgica, in preparazione della festa del 13, saranno celebrate delle Sante Messe presiedute da Padre Andrea Viscardi (10 p.v. ore 18.30), Don Ivan Santacroce (11 p.v. ore 19.00) e Don Vittorio Martinelli (12 p.v. ore 18.30). Martedì 13 Dicembre, invece, le Sante Messe saranno officiate alle ore 8.30 da Don Pietro Andriulli, alle ore  11.00 da Padre Virgilio Forcillo ed alle ore 18.00 dal Parroco Don Domenico Monaciello. A seguire, come di consueto, precessione per le vie cittadine.

IL COMITATO FESTE

Fonti storiche e documentarie: Franco Caputo – CEA
Franco Mazzoccoli

 

locandina-mostra

Le ragioni di una mostra

 

Allestire una mostra sulla restaurata Chiesa di Santa Lucia non mi è sembrato inizialmente una cosa facile. Quando Don Domenico Monaciello, in occasione della celebrazione della cerimonia di restituzione al culto della chiesetta, mi ha chiesto di farlo sapendo che da tempo raccolgo documenti e foto sulla vita sociale, politica, culturale di Montescaglioso gli ho risposto che, purtroppo, sulla, diciamo così, vecchia chiesa di Santa Lucia ero in possesso di poco materiale: qualche foto d’epoca e un po’ di articoli di giornale sul passaggio da quella vecchia a quella nuova. Però ben volentieri ho accettato di indagare e di cimentarmi percorrendo un sentiero per me sconosciuto.

Ho così ritrovato il progetto della chiesa nuova e ho fotografato alcuni aspetti della chiesa restaurata fino al fortuito e insperato recupero di una spe-cie di diario che Don Pietro, Parroco di Santa Lucia, aveva scritto nel corso degli anni.

I verbali scritti da Don Pietro si sono rivelati subito un tesoro di notizie e di informazioni tanto da diventare una specie di canovaccio, di guida alla installazione della mostra che è stata approntata e che si presenta.

Don Pietro inizia a scrivere il suo diario, che, come ho scoperto in seguito, era regolarmente vidimato dal vescovo, il 13 dicembre 1960, giorno in cui ottenne la “canonica provisione” conferitagli da Monsignor Giacomo Palombella dopo la elevazione, il 1° gennaio dello stesso anno, a dignità di Parrocchia della chiesetta di Santa Lucia.

Sin dalle prime pagine Don Pietro dimostra una meticolosa e puntigliosa capacità di racconto, abbellito da dotte citazioni in latino.

Leggendo i suoi appunti è possibile apprezzare il suo costante interessamento alla vita spirituale dei suoi fedeli, il suo impegno nel rendere sempre più “popolare” e più facilmente comprensibile il suo messaggio di fede e il suo spirito combattivo dimostrato in diverse occasioni.

Partendo dalla constatazione che alla apertura della chiesa al culto e alla celebrazione della messa di Natale erano presenti solo cinque persone, convoca uomini e donne per spiegare l’importanza e il significato di una istituzione religiosa come quella appena ricevuta.

Si prodiga anche a reperire fondi per l’acquisto di oggetti ed arredi essenziali ed indispensabili per una normale attività religiosa, patrimonio di cui la chiesa era completamente priva.

Con il passare del tempo organizza vari gruppi ed associazioni affidati a persone dimostratesi capaci e affidabili, con il soddisfacente risultato di vede-re di giorno in giorno accrescersi la partecipazione, soprattutto di giovani, alle cerimonie religiose.

Si celebrano, così, i primi matrimoni, i bambini frequentano il catechismo iniziando il percorso che li porterà alla prima comunione e si organizzano, talvolta con grandi difficoltà, le processioni.

La chiesetta, che misura sei metri per dodici, diventa perciò piccola e, dietro insistenza del parroco,  il sindaco dell’epoca, “Chettino” Carriero, pro-mette di reperire un suolo sul quale possa essere costruita la nuova parrocchia.

Intanto la comunità parrocchiale si organizza acquistando la statua in legno di Santa Lucia, invitando preti di altre parrocchie per le predicazioni in preparazione della festa di Santa Lucia o per gli esercizi spirituali di quaresima o per spiegare le prerogative di una vita da missionario, partecipando a convegni e corsi di studio sulla realizzazione dell’apostolato.

Purtroppo vari episodi condizionano il normale svolgimento delle aspi-razioni di Don Pietro.

La processione in onore della santa viene rimandata perché un grave avvenimento ha recato lutti in cinque famiglie. La morte di Papa Giovanni XXIII, il “papa buono”, provoca sconforto nei parrocchiani e i risultati delle elezioni amministrative non sono così favorevoli alla permanenza del sindaco uscente.

Il nuovo sindaco, Rocco Marchitelli, secondo quanto scrive Don Pietro, non vorrebbe impegnarsi come aveva fatto il suo predecessore e approfitta della mancanza di un membro della opposizione per convocare urgentemente il consiglio comunale con la speranza di annullare la delibera di acquisto dagli eredi Artuso del suolo destinato alla costruenda Parrocchia.

Da manuale la descrizione che ne fa Don Pietro che si spinge a convincere un segretario di partito a richiamare in paese e, quindi, ad obbligare a partecipare al consiglio comunale il consigliere del suo stesso partito che si era assentato per assistere alle nozze del fratello!

La giunta minoritaria, comunque, non regge e arriva il commissario e, con lui, due telegrammi del ministro del tesoro, Emilio Colombo, che comunica al parroco di aver disposto, per la costruzione della nuova parrocchia, la concessione di 65 milioni (15 + 50).

L’Arcivescovo può quindi convocare l’architetto Salvatore Masciandaro per affidargli il compito di redigere il progetto che è pronto nel mese di maggio del 1966.

Inizia così l’iter burocratico che da maggio 1966 si concluderà il 21 febbraio 1968 quando una ruspa inizierà a dissodare il suolo.

Non volendo minimamente anticipare quello che Don Pietro scrive per non togliere al visitatore della mostra il gusto di sghignazzare sulle consuetudini italiche concludo, anche per non annoiare ulteriormente, sottolineando l’importanza degli avvenimenti e la decisione di voler mostrare un percorso che si conclude il 12 marzo 1972 data in cui Monsignor Giacomo Palombella consacra la chiesa e l’altare in onore di Santa Lucia.

Franco Mazzoccoli

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