Capitelli restaurati

E’stata inaugurata a Matera questa mattina 4 Marzo, la ” Scuola di Alta Formazione – Michele D’Elia “, sezione lucana dell’ ” Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro “, l’eccellenza mondiale nel settore, presente il Ministro Franceschini. La scuola ha sede nel monastero di S. Lucia al Piano, nel cuore della città, già sede del Municipio e come l’Istituto di cui è diramazione, è una struttura operativa del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. I primi corsi erano già aperti da oltre un anno. La presentazione al numeroso pubblico convenuto è stata accompagnata dalla mostra delle opere restaurate nel primo anno di attività, oggetto dell’esercitazione pratica degli allievi. E’stata anche l’occasione per presentare ai cittadini il monastero delle Benedettine, chiuso da oltre un ventennio, ove è stato realizzato un accurato restauro delle strutture. La Scuola è intitolata a Michele D’Elia, Soprintendente per i Beni Storici ed Artistici della Basilicata a partire dal 1977. E’ stato Direttore dell’Istituto Centrale del Restauro ma anche il sostenitore instancabile della ” Scuola a Matera “, ma soprattutto il Soprintendente chiamato a gestire il disastro provocato in Basilicata dal sisma del 1980.  Se tante opere d’arte lucane si sono salvate, è merito del mitico prof. A Michele D’Elia va anche il merito dell’intervento che portò nel 1983 alla scoperta e poi al restauro degli affreschi della Biblioteca dell’Abbazia di Montescaglioso. Il sisma aveva provocato la caduta di pochi centrimetri di tinteggiatura a calce sotto la quale spuntavano colori. Chiamato ad un sopralluogo, in poco tempo organizzò una serie di saggi ed infine la pulitura dell’intero ciclo.  Ma l’apertura della Scuola ha un significato ancora più profondo per Montescaglioso. Tra le opere restaurate e presentate nella mostra, i due capitelli a stampella dell’Abbazia di S. Michele, trafugati dai chiostri del monastero nel febbraio 1969. Dopo il ritrovamento si erano quasi persi in un deposito privato; recuperati con le colonnine e le basi al controllo pubblico, furono esposte nella mostra sui Benedettini tenuta a Lagopesole nel 1995, in un’altra mostra in Abbazia nel 2000 e poi musealizzati a Palazzo Lanfranchi a Matera. Tornate in un deposito della Soprintendenza, sono diventate ” banco ” di esercitazione degli allievi della Scuola che hanno realizzato un intervento eccezionale. Scoperte e consolidate alcune policromie dei manufatti ed in particolare una decorazione a spirale, su una delle colonnine; ricomposti i trafori dei decori di una delle nicchie ridotti in frantumi; restaurate le basi. Le opere sono presentate con un allestimento che ricompone i manufatti all’interno di un profilo grafico che ne contestualizza la collocazione nell’Abbazia. Metodologia e risultati del restauro sono presentati in un apposito pannello. Con il restauro si sono creati i presupposti per un ipotetico rientro dei manufatti a Montescaglioso, una volta acquisita la garanzia di una fruizione in totale sicurezza o in alternativa, la realizzazione di copie con le tecnologie ora disponibili. Ai ragazzi ed ai docenti della Scuola, un doveroso ed immenso grazie ed ai cittadini l’invito a visitare la mostra aperta fino al 1° Maggio. ATTENZIONE: per ragioni organizzative, orari e periodo di apertura non sono ancora certi. Quanto prima un aggiornamento. F. Caputo (CooperAttiva).


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