venerdì 15 dicembre 2017

Cos’è una parafarmacia?

In occasione della recente apertura,nel nostro paese,di una parafarmacia,mi pare opportuno scrivere a proposito e contribuire al miglioramento dell’ informazione, spesso scarsa ,che se ne ha.Al momento,manca una definizione giuridica del termine(si tratta di un fenomeno giovane,figlio degli ultimi tempi)e tuttavia possiamo definire parafarmacia quella particolare tipologia di negozio,estremamente diffusa all’estero,soprattutto in Francia,che si occupa della vendita di tutto ciò che non necessita obbligatoriamente di ricetta medica e cioè farmaci SOP( SENZA OBBLIGO DI PRESCRIZIONE),OTC,automedicazione,prodotti per l’infanzia,omeopatici,erboristici,per l’igiene,per veterinaria,ecc.Tale servizio è erogato necessariamente da farmacisti e nel rispetto di una maggiore scontistica su tutti i prodotti,a differenza delle farmacie “tradizionali.In Italia,la diffusione a macchia d’olio delle parafarmacie ,è avvenuta in risposta alla politica di liberalizzazione di vari mercati, intrapresa dall’ex ministro Bersani in linea con le direttive di Bruxelles sulla libera concorrenza e la trasparenza dei mercati e contro lobbies e anacronistici privilegi feudali ancora presenti soprattutto nel nostro paese.Il Medioevo si palesa nel momento in cui lo stato rilascia certificati di laurea in farmacia e di abilitazione all’esercizio della professione e nega,nei fatti e nella realtà concreta,il diritto stesso ad esercitare la professione per cui si è studiato!Infatti,ancora oggi ,l ‘apertura delle farmacie”tradizionali” è subordinata al criterio del numero di abitanti e della popolazione da servire.E tutti i farmacisti che ogni anno si laureano che prospettive hanno? La possibilità di aprire delle parafarmacie è la prima parziale risposta a questa emergenza e il primo timido tentativo dei governi di svecchiare un’Italia ancora troppo ancorata ad assurdi privilegi di casta e di lobbies!Berlusconi, in campagna elettorale,urlava “Italia,rialzati “, Veltroni confidava in un” Si può fare”, io grido ” Italia,svecchiati e modernizzati !! “.Qualcuno può spiegarmi perchè,quando si è studenti,non si hanno “sconti” in termini di esami(gli esami vanno sempre e comunque sostenuti)mentre,poi,nel mondo del lavoro,si devono accettare supinamente ingiustizie( il divieto di vendita dei farmaci con prescrizione)? Fino a prova contraria, la laurea che si consegue è in FARMACIA,NON IN PARAFARMACIA!!!!
e allora? a che gioco si gioca? Concludo,questo articolo,augurando a tutti coloro che sudano sui libri e non solo sui libri di poter, un giorno,fare il lavoro che si è sempre sognato di fare,possibilmente senza dover prima lottare anni e anni…


Commenti da Facebook

3 Commenti

  1. vince_ditaranto

    Ciao Etna,
    complimenti per l’iniziativa di fornire una spiegazione secca e precisa di “cosa è” e “a cosa” può servire una Parafarmacia. Oltre al fatto che un pò di sana pubblicità non fa mai male :wink:!!!
    Indubbiamente il vantaggio per la comunità si potrà riscontrare sia in una gamma differenziata di prodotti sia soprattutto in una concorrenza sui prezzi dei prodotti tradizionali. Si sa che quando c’è concorrenza il vantaggio per tutti è assicurato. Per tutti tranne per i monopolisti che devono accontentarsi di entrate più modeste, poverini…!!!!
    Diciamo che hai toccato molti argomenti anche se connessi tra loro e sicuramente mi trovi daccordo su tutta la linea, magari in futuro ne approfondiamo uno per volta.
    Caste, conflitti di interessi, privilegi feudali sono il CANCRO della nostra società e le zavorre che non ci fanno crescere. Bisogna parlare in continuazione di queste problematiche per sensibilizzare l’opinione pubblica e cercare soluzioni condivise con i nostri cari politici, gli unici che possono e dovrebbero intervenire a favore dei cittadini. Cerchiamo di dire sempre la nostra e di informarci anche in problematiche che non ci coinvolgono direttamente. Si cresce solo con l’informazione.

  2. Raf

    “Il mercato alloca le risorse in maniera ottimale”. E’ un principio vecchio quanto l’economina ma spesso in italia ci se ne dimentica. Dove la libera concorrenza non c’è o il mercato è drogato da situazioni che lo deviano dalla situazione di perfezione l’allocazione di risorse non è ottimale. E’ il caso delle farmacie: i prezzi sono sono elevati, c’è una categoria che si arricchisce spropositatamente, … e il consumatore che ne paga le conseguenze.
    Quindi, cara etna, se tu hai sottolineato la questione dal punto di vista del laureato in farmacia che non può fare il suo lavoro, io evidenzio l’aspetto dei consumatori.
    Visto che la politica deve fare l’interesse dei più, non delle lobby, ben vengano le liberalizzazioni non solo in farmacia, ma in tutti (e sono tanti) i settori in cui ci sarebbe bisogno.

  3. Frankcasa

    Eh si….qualcosa sta cambiando, gli atavici privilegi che la FEDERfarma aveva conservato, sino a poco tempo fa, con continue ingerenze nella politica, stanno per sgretolarsi. La mia non è una supposizione faziosa, anche se nella gestione della Cosa pubblica italiana a pensar “male” ci si prende sempre Smile, ma una “tranquilla” ammissione fatta nel 2006 dal presidente di Federfarma Giorgio Siri nel corso di una intervista alla trasmissione Report, a cui segui’ un’ interrogazione parlamentare:

    Alla domanda del giornalista in merito al fine di quei finanziamenti Siri risponde:

    ” Possono soprattutto contrastare eventuali cose che potrebbero caderci sulla schiena, sulla testa senza che il politico si renda conto del danno prospettico che potrebbero fare queste cose .l finanziamento al politico, migliora ovviamente il rapporto …. da la possibilità di una facilità di accesso al dialogo molto piu’ effettiva penso di qualcun altro” SurprisedSurprisedSurprised…..fuori campo giornalista:
    “La tegola sulla testa sono riusciti ad evitarla per anni impedendo la possibilità di vendere nei supermercati, e a prezzi più bassi, i farmaci da banco come avviene in buona parte del mondo. Questa volta però, non ce l’hanno fatta.”Laughing

    Finalmente ,in italia, i laureati in Farmacia possono ambire a poter svolgere un lavoro per il quale hanno studiato anni!!! già, l’italia è un paese per cui molte persone si trovano ad esultare nel vedersi riconoscere un proprio DIRITTO!!!

    mmmh… forse avrei dovuto mantenere il carattere minuscolo …. si infatti :

    diritto…. dato che si è esteso l’esercizio alle parafarmacie… le quali possono vendere, come affermato da Etna, alcune tipologie di farmaci…. ( i politici non possono dimenticare d’un tratto i “finanziamenti” passati da FEDERfarma…)

    Un sentito augurio alla Parafarmacia aperta nel nostro comune di un florido esercizio e di un repentino cambio di insegna con la privazione del prefisso “para”… che vorrei ricordare ai più significa:

    _ non avere la possibilita’ di “vincere” un “concorso” per sedi farmaceutiche. Per avere buone probabilità di successo occorre: indovinare tutti i quiz del concorso, avere molti titoli (pubblicazioni, anzianità di servizio).(occhio alle virgolette Wink)

    _ non disporre di QUALCHE MILIONE DI EURO per acquistarne una.

    _ non riceverla per titolo ereditario…(suona corporativistico e medioevale vero?…)

    _ sposare una collega titolare Smile

    _ limitazioni territoriali: una farmacia ogni 5000 abitanti! ( l’80 % dei comuni italiani ha una popolazione inferiore ai 7500 abitanti!!!)

    Para… ricordiamolo bene… significa SOPRATTUTTO spendere MENOOO per curare la propria SALUTE!!! trovando qualità e soprattutto Professionalità! IN PIU’ acquistare in una Parafarmacia significa essere solidali con un commercio pulito, non macchiato da macchinazioni politiche!!!

    AD MAIORA PARAFARMACIA!

     

     

     

    Ad maiora!

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