martedì 19 settembre 2017

Politica

Avete osservato, in giornali e riviste, la quantità di spazio riservato alla politica, ai detti degli uomini politici e alle loro attività? Naturalmente, anche notizie di altro genere vengono date, ma quelle di carattere politico predominano; la vita politica ed economica è diventata di suprema importanza. Le circostanze esterne – comodità, denaro, posizione, potenza –  sembrano dominare e foggiare la nostra esistenza. L’esibizione – il titolo, il costume, il saluto militare, la bandiera – hanno assunto un significato sempre più grande, e il processo totale della vita è stato dimenticato o deliberatamente messo da parte. È tanto più facile gettarsi in un’attività sociale e politica che intendere la vita nel suo insieme! Associarsi a una scuola qualunque di pensiero organizzato, con attività politica o religiosa, offre un’evasione rispettabile dalla meschinità e dalla fatica della vita d’ogni giorno. Con cuore piccino si può parlare di cose grandi e dei capi popolari; si può nascondere la propria pochezza con le facili frasi degli affari del mondo; la nostra mente irrequieta può felicemente, e con l’incoraggiamento popolare, accingersi a diffondere l’ideologia di una religione nuova o antica.La politica èla riconciliazione degli effetti; e poiché alla maggioranza di noi premono gli effetti, l’esterno ha assunto significato d’importanza fondamentale. Manipolando gli effetti, noi speriamo di avere ordine e pace; ma sfortunatamente le cose non sono tanto semplici. La vita è un processo totale, l’interiore come quella esterna; la vita esterna incide innegabilmente su quella interiore, ma questa inevitabilmente sopraffà quella. Quello che siamo, lo portiamo fuori, all’esterno. L’interiore e l’esterno non possono essere separati e tenuti in compartimenti stagni, poiché essi agiscono di continuo l’uno sull’altro; ma gli intimi desideri, i motivi e le ricerche nascoste sono sempre più potenti. La vita non dipende dall’attività politica o economica; la vita non è mera mostra esteriore, non più di quanto un albero sia la foglia o il ramo. La vita è un processo totale la cui bellezza va scoperta soltanto nella sua integrazione. Questa integrazione non avviene sul livello superficiale delle riconciliazioni politiche ed economiche; è da ricercarsi al di là delle cause e degli effetti.Poiché noi giochiamo con le cause e con gli effetti e non ci spingiamo mai al di là di essi, se non verbalmente, le nostre vite sono vuote, senza molto significato. È per questa ragione che siamo divenuti schiavi dell’eccitazione politica e del sentimentalismo religioso. C’è speranza soltanto nell’integrazione dei diversi processi di cui siamo fatti. Integrazione che non viene in essere attraverso ideologie o l’adesione a qualunque autorità particolare, politica o religiosa che sia; essa viene in essere soltanto mediante un’estesa e profonda coscienza. Questa coscienza deve scendere entro strati più profondi dell’essere e non accontentarsi di risposte e reazioni superficiali.


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