Qual è il vostro luz?
Sto leggendo un libro davvero interessante di David Grossman, autore israeliano dal titolo Che tu sia per me il coltello. Il romanzo consiste in un carteggio tra un uomo e una donna, Yair e Myriam, sconosciuti l’uno all’altro. Lui la nota in mezzo ad una festa liceale percependone un atteggiamento di difesa dalla folla intorno a lei, se ne procura l’indirizzo e le chiede spudoratamente nella prima lettera di iniziare una corrispondenza senza censure, senza le regole che abitualmente legano un uomo e una donna. Non vorrei fare la critica al libro vorrei solo porre alla vostra attenzione un pezzo e farvi una domanda, potrebbe nascerne una discussione insolita per questo sito e al tempo stesso intrigante.
“... ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all'estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte nè brucia nel fuoco. Da lì, da quell'ossicino, l'uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo. Voglio dire, quale fosse l'ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho smesso di cercarlo. L'ho dichiarato disperso finchè l'ho visto nel cortile della scuola. Subito quell'idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un'altra persona.”
Ebbene la mia domanda è: qual è il vostro luz? Al mio ci sto ancora pensando.
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