mercoledì 20 settembre 2017

CEA Monte a Dubrovnik.

Nel mese di Luglio CEA Montescaglioso, nell’ambito di una iniziativa coordinata dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo e patrocinata a Montescaglioso dall’Assessorato al Turismo del nostro comune, ha organizzato una mostra dedicata al culto di S. Biagio in Basilicata. La mostra è stata aperta per alcune settimane e presentava un’analoga ma più vasta ricerca relizzata in Abruzzo, arricchita dalla esposizione di strumenti ed oggetti rituali attinenti il culto contadino di S. Biagio. L’insieme delle due mostre in questi giorni è a Dubrovnik in Croazia che il 3 febbraio festeggia il Santo patrono della città nota nell’antichità come ancora oggi con il nome di  " Repubblica di S. Biagio ".      

Nell’apposita pagina del sito del CEA, una sitesi della mostra lucana:

http://www.montescaglioso.net/node/6348

In allegato, il comunicato sampa della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo.

Comunicato stampa

Sabato 31 gennaio 2009, alle ore 12.00, nel Palazzo Vescovile di Dubrovnik,  sarà presentata la mostra fotografica itinerante dal titolo "Il culto di San Biagio in Abruzzo e Basilicata" realizzata a cura della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo con la collaborazione del Centro di Educazione Ambientale di Montescaglioso (Mt) (gestore: CooperAttiva),  in Basilicata.

            L’esposizione articola circa cinquanta pannelli fotografici che  guidano il visitatore alla conoscenza del personaggio San Biagio e alle maggiori espressioni cultuali rilevate in suo onore  sul territorio abruzzese e  lucano: chiese, opere d’arte, riti, tradizioni, testimonianze orali. Ad essi si accompagna una variegata rassegna  di pani e dolci sacrali, opportunamente disposti e valorizzati con tovagliati e oggetti tipici dell’artigianato, che arricchisce la sequela delle immagini raccontando la devozione e la fantasia del popolo abruzzese. Oggetti di vita popolare e utensili di antichi mestieri completano il percorso iconografico. La lettura delle immagini è scandita da brevi testi e didascalie, alcuni dei quali tradotti in lingua croata.

            L’allestimento sarà curato da:  Ivana Di Nardo, Maria Gaetani, Consiglio Martelli, Carlo Percario, Germano Presicce, funzionari del  Centro Operativo BSAE di Lanciano, ideatore e coordinatore del progetto,  e da Franca Balassone, del Centro Operativo BSAE di Popoli.

            La mostra, in itinere da circa due anni sul territorio abruzzese e nel periodo  da maggio a luglio 2008 in Basilicata, approda finalmente nella splendida cornice di  Dubrovnik, l’antica Ragusa, nota in Occidente  come la "Repubblica di San Biagio", all’interno delle solenni e suggestive festività annuali in onore del santo, trovando così l’epilogo naturale e perfetto del lungo cammino percorso.

            L’evento, reso possibile grazie alla generosa ospitalità del Centro Studi Mediterranei con il supporto dell’Università di Zagabria, la Matica Hrvatska – Ogranak Dubrovnik, la Matrix Croatica Dubrovnik (società culturale), l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria,  il Comune e il Vescovo di  Dubrovnik consente l’incontro, la conoscenza e lo scambio tra tre popoli diversi eppure uniti da comuni matrici culturali, nel caso specifico dalla devozione per il santo armeno e favorisce uno stimolante confronto tra le rispettive tradizioni.  Al vescovo di Sebaste  gli abruzzesi, i lucani e i croati hanno profuso attraverso la storia  un ricco patrimonio di beni materiali e immateriali che rende visibile la realtà sociale, economica, culturale, antropologica  delle rispettive comunità.       

            L’incontro assume altresì significati che vanno  ben oltre l’iniziativa in sé configurandosi quale momento  di apertura e dialogo interculturale,  premessa per ulteriori e più duraturi sodalizi e intese culturali, ma anche di acquisizione di maggiore consapevolezza delle rispettive identità e specificità territoriali, elementi di grande attualità in un momento storico inesorabilmente proiettato verso la globalizzazione e l’uniformità culturale.


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