Cucibocca 2010

La Notte dei Cucibocca: 5 Gennaio 2010, vigilia dell’Epifania. 

Il programma per Martedì 5 Gennaio 2010.

Ore 19,00, Abbazia di S. Michele Arcangelo: i portici ed i chiostri illuminati da torce e lampade a olio.

Ore 19,30, Abbazia di S. Michele, vestizione dei Cucibocca.

Ore 20,30. Uscita dei Cucibocca dall’Abbazia di S. Michele. Si avviano per i vicoli del centro storico e Corso Repubblica, alla ricerca dei bambini a cui " cucire la bocca ", per giungere a Piazza Roma intorno alle ore 21,30.

Ore 21,30 – 23.00 Animazione per i bambini intorno a Piazza Roma e su Corso Repubblica.   

INFO tel. 334.8360098.

La pagin web el CEA dedicata al Cucibocca

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Il manifesto 2010

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12 Commenti

  1. piazzaroma

    vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa centrano con i cucibocca i dischi di canapa da frantoio che da qualche anno vengono usati come cappelli per la mascherata che solitamente si fa la sera del 5 gennaio.

    Mi viene un amletico dubbio, ma gli organizzatori della carnevalata hanno mai visto nei tempi addietro un cucibocca? o è solo un modo per attingere ai contributi regionali?

      1. ZODD

        daz ke voi sapete vome si fa , xke nn andate a dae una mano invece di pensar a lagnarvi ?  a si dimenticavo  nn c’e’ tempo per ste cose … io dico sempre che a monte ci vorrebbero un po di anni 90…. dove nn si faceva piu nulla . forse cosi qualcuno si sveglia

    1. Cristoforo Magistro

      Mi pare che a proposito dei cucibocca si sia montata l’ennesima tempesta in un bicchier d’acqua.
      Non vedo nulla di grave nelle osservazioni di Piazzaroma né nel suo richiamo alla natura originaria di una manifestazione che si segnalava per quanto di arcaicamente misterioso richiamava del mondo rurale.
      Più in generale sono d’accordo con Caputo sul fatto che le tradizioni si rinnovano e, contraddicendosi in termini, s’inventano di sana pianta, ma ritengo anche che sarebbe meglio difendersi dalla cultura, per così dire, prolocostica che dalla filologia.
      Non sto parlando evidentemente di questa specifica manifestazione, ma non credete anche voi che lo sforzo di confezionare ogni evento per adattarlo al medium tv e simili abbia portato a una inutile, snaturante e tardiva riminizzazione di ogni espressione della cultura popolare civile e religiosa?

  2. webmaster
    Davvero non capisco come possa esserci gente che si lamenta di queste sciocchezze!
    Da alcuni anni grazie alla buona volontà di qualcuno abbiamo riscoperto una tradizione, si è aggiunta una data al calendario turistico montese, per le strade cittadine vediamo tv e turisti, qualche attività montese lavora…. e non abbiamo di meglio che pensare al fatto che i vestiti dei cucibocca non sono esattamente quelli giusti che la tradizione prevede?
    Muah… monte e i montesi non finiscono mai di sorprendermi!
    1. piazzaroma

      Caro Ciffo non sono d’accordo.

      La mia non è certamente una lamentela, anzi benvengano non una ma decine di iniziative di chicchesia che portino turisti o televisioni nel nostro paese, e neanche la mia è una critica al fatto che si accedano a contributi regionali o meno, cosa che peraltro non sono neanche sicuro che nel caso specifico ci siano, l’importante che tali iniziative non snaturino il reale significato culturale e tradizionale che hanno avuto nel tempo.

      Personalmente avendo assistito negli anni scorsi alla notte dei cucibocca cosi come concepita e organizzata ritengo che nulla ha a che vedere con quello che il cucibocca in se rappresentava nella comunità contadina montese.

      Non a caso i cucibocca uscivano la sera del 5 gennaio vigilia dell’epifania.

      Il cucibocca nella tradizione montese stava a significare che le feste di natale erano ormai finite e che con l’atto di cucitura delle bocche bisognava lasciarsi alle spalle le allegre serate di cupa cupa e serenate del natale per riprendere la vita quotidiana di lavoro nei campi.

      La figura del cucibocca non era altro che un vecchio "massaro" quindi vestito come un pastore che con bisaccia, lanterna il classico "viscieddo" in testa girava in solitario trascinandosi dietro delle rumorose catene al fine di cucire le bocche armato di "sugghia e chiscedda" e incuotere timore e non certamente in processione magari preceduti dalla banda musicale cosi come andrà a finire forse negli anni a venire.

      Credo Ciffo che sia legittimo chiedere che le tradizioni culturtali che si vogliono far rivivere ripresentino i significati reali del mondo contadino e non siano solo una semplice "mascherata" tanto per far vedere che si fa qualcosa.

      Per quanto riguarda il tizio che sul guestbook si permette di criticare il mio anonimato voglio solo ricordare che le mie critiche le ho fatto firmandomi "sotto mentite spoglie" con un nik name da utente registrato come la maggiorparte degli utenti che scrivono su questo sito a differenza sua che non ha avuto il coraggio di darsi neanche il nik name.

       

      p.s. cosa vuol dire cucire la bocca a volte serve? che uno deve accettare le cose cosi come vengono proposte senza la possibilità di esprimere un suo giudizio altrimenti viene tacciato di disfattismo?, bene perchè se è cosi non è certamente il mio caso perchè la bocca non ho alcuna vogli di chiuderla ma di usarla sia per esprimere dei giudizi in negativo come in questo caso sia per esprimere giudizi in positivo come in tanti altri casi dove gli organizzatori si sono veramente distinti CEA inclusa.

       

       

      1. CEA

        La ricomparsa. Anni ottanta e novanta, una tradizione ormai dimenticata. Nel 1998 o 1999, in un gruppo di amici e genitori, la triste riflessione che i nostri figli mai avevano e/o avrebbero vissuto questa bella festa. Ed allora l’idea malsana, riproviamoci. Detto, fatto. Un piccolo corteo, ma con i cambiamenti derivanti dal nuovo contesto. Impossibile tornare all’antico con tanti piccoli gruppi in giro per  vicoli e le persone barricate in casa. E per di più nel centro storico la popolazione è molto diminuita. I partecipanti non sono neanche sufficienti a dividere le forze. La gente  ormai è sempre in piazza e quindi ci adeguiamo, anche collocando nel gruppo le zampogne che nei ricordi d’infanzia, stazionavano in piazza o sul corso. D’altra parte non è che dobbiamo fare filologia e le tradizioni non sono immobili, si evolvono. Basta vedere il Carnevale e la festa patronale. Altro strappo alla regola, il primo cucibocca-donna, al quale si incendia pure la barba. Il disco da frantoio. Recuperiamo vecchi mantelli. Dai fabbri catene arruginite. Facciamo appello alla memoria e soprattutto interroghiamo tanti anziani. Viene così fuori l’uso del disco di canapa e degli occhiali in buccia d’arancia. Ma anche l’uso in poche comitive del bastone con l’osso intinto nel grasso usato, per tirare dritto il solco con l’aratro ed il bue. Nel corso degli anni man mano che si raccolgono notizie si fanno piccole aggiunte arricchendo l’evento. La manifestazione cresce anche nell’attenzione fuori Monte. Articoli sui giornali, Tele Norba, TG3 sempre presenti. Due anni fa, un diretta satellitare internazionale. Tutta visibilità per il paese. E’una Carnevalata ? Anche! Il Cucibocca come i Campanacci di S. Mauro Forte, segnano il vero ed antico inizio del Carnevale. Ed il Cucibocca a Montescaglioso è una figura del corteo di CArnevalone. l Contributi regionali. Evento mai finanziato. Costa circa 700 euro, tra manifesti, affissioni e zampogne. In 4/5 ci mettiamo dalle 50 ai 150 euro ciascuno. Si vende qualche bel manifesto e le riproduzioni in terracotta. Mauro Bubbico dal 1999 realizza la grafica " a gratis ". La Tip. Motola, prende solo le spese vive di carta e lastre ed anzi quest’anno manco si fa pagare. Il Comune garantisce il servizio vigili durante il percorso. Parco Murgia, mette a disposizioe la prima pagina del proprio sito web, uno dei più visitati della Basilicata,ed i depliants di Parco Murgia festival. Nel 2008 e 2009 si presenta la domanda all’APT per poter migliorare la promozione (magari per radio) e la dotazione di musica. Niente da fare, ci abbiamo rinunciato definitivamente e si va  avanti lo stesso. La partecipazione. E’sempe più difficile avere la disponibilità di persone per  travestirsi ". C’ è un un guppetto di 5/6 affezionati ed irriducibili, ma si potrebbe arrivare anche a 15/20 persone e magari tornare anche ai piccoli gruppi che " vagano " isolati per i vicoli. Tutti si lagnano e si lamentano, ma quando si tratta di metterci la faccia, si scappa. Ci sono altre comitive, magari con costumi diversi ed altre proposte? Ben vengano o si autogestiscono. Il Cucibocca, non è certo una proprietà privata. Più si è, meglio è. Negli anni passati, durante l’evento, vendendo palloncini ed organizzando degustazioni, si raccoglievano anche contributi per la Croce Rossa, ma ormai l’impegno nel reale è raro. Per esempio si può tornare a raccogliere fondi, magari per il Mozambico. E’una festa per i bambini e le famiglie: lo facciamo con piacere, ci divertiamo e siamo contenti di far divertire gli altri. Ringraziamenti. Ai tanti che in 12 anni hanno indossato la puzzolente barba di canapa. Non citiamo nomi poichè l’anonimato dei Cucibocca, è essenziale. Proposte ? Queste pagine, come sempre, sono a disposizione per migliorare l’evento e partecipare alla sua organizzazione.        

        Per CEA Montescaglioso: Angelo Lospinuso (12 anni da Cucibocca professionista) e Franco Caputo (12 anni da assistente Cucibocca).

        1. michela

          … e quest’anno la fama del Cucibocca è arrivata fino a Cremona e a Pisa.. (probabilmente presi dalle solite inutili critiche pochi si sono accorti che sotto le puzzolentissime barbe c’erano una bella pisana doc e un montese di pisana adozione, new entries ormai già consolidate) e tra i fotografi un esponente dell’Opera del Duomo di Pisa … in più i manifesti preziosi dell’incorruttibile (in quanto ad estro!) Mauro campeggiano in più case sparse per la penisola mentre il pupazzetto del cucibocca, di straordinaria mano Caputiana, mi ricorda tutti i giorni dalla libreria cremonese di casa mia che le feste di Natale sono, ahimè, finite, ma che…… tra pochissimo arriverà il CARNEVALONEEEE!!! ;););)
          un bacio e un abbraccio ai fanciulli del CEA che “in barba” alle chiacchiere reggono ancora!! Avanti così!
          topobiche_81

          1. Mario Ventrelli

            Parbleu: concedetemi la possibilità di intervenire in questo interessante dibattito! Premetto (violando la mission del silenzio cui i cucibocca sono consegnati) che sono io il “misterioso” pisano di adozione che ha sfilato l’altra sera tra i cucibocca montesi. Insieme a un ottimo fotografo e a una psicologa dell’università di Pisa, entrambi affascinati da questa evento.  Peraltro, tornato   alla  Normale dove lavoro, complice anche il puzzo di canapa che ha perseguitato la mia camicia a distanza di 3 giorni,  grande interesse ha destato la mia pur carente descrizione della manifestazione.  Mi è stato anzi chiesto se vi fosse una bibliografia a riguardo che permettesse di approfondire questa singolarissima tradizione popolare.  La cosa deve far riflettere. Affinché  si esorcizzi qualsiasi “tentazione folkloristica”, come qualcuno ha scritto, ritengo che questa interessante tradizione andrebbe strutturata attraverso un serio studio di tipo antropologico. E’ in questa direzione, a mio giudizio, che andrebbe spostato il dibattito. Ogni altro spunto di discussione, specie se orientato al sospetto e al malpensiero, lasciamolo al mai domo Comitato Feste Patronali.

      2. webmaster
        piazzaroma messa così mi suona molto meglio.
        Criticare qualcosa senza motivare buttando la pietra dei contributi regionali facendo nascere inutili e infondati sospetti non è certo il modo migliore di farsi apprezzare… se non come un disfattista.
        Comunque, nonostante il secondo commento più motivato continuo a non essere d’accordo.
        Vista la spontaneità della stessa manifestazione c’è qualcuno che nega a te o a qualunque altro di vestirti nel modo giusto e di creare un vero cucibocca secondo tradizione?
        E poi… esiste davvero un cucibocca “ufficiale” secondo tradizione?
        Quando si fa il carnevalone ci sono decine di gruppi spontanei che affollano le strade del paese… qualcuno potrebbe sognarsi mai di criticare uno di loro perchè magari non si sono vestiti nel modo giusto? Non credo… io potrei solo apprezzarli per aver fatto qualcosa che io non ho avuto forza e coraggio di fare. E se proprio credo che non sono bravi ho tutto a disposizione per crearmi un gruppo tutto mio secondo le mie “regole”, quelle giuste.

        Ben vengano le critiche ed eventuali spunti per parlare ed arricchirci tutti ma lasciamo stare le battutine su contributi e simili, a meno che non siano reali argomenti di cui discutere.

  3. falco

    Lo dico senza fronzoli, piazzaroma sei un disfattista. Sei il tipico tuttologo che è convinto di sapere tutto di tutti.

    Una buona malalingua montese atta solo a distruggere e a infondere sospetti e maldicenze.

    CEA avanti così alla grande 

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