domenica 24 settembre 2017

da voceliberafidenza- ROSARNO

martedì 12 gennaio 2010

ROSARNO E’ POI COSI LONTANA?


Siamo sicuri che Rosarno sia poi cosi lontana?
Più volte ho lanciato l’allarme del pericolo caporalato e infiltrazioni di carattere mafioso anche nella nostra ricca emilia, ma a quanto pare sembra sia un problema che ci lascia indifferenti.
I fatti di Rosarno, e se ho deciso solo oggi di dire la mia è solo perchè si rimane senza parole davanti a tanto odio, sono solo una goccia nel mare di problematiche che la nostra nazione sta vivendo in materia di emigrazione e inserimento dei nuovi arrivati nella nostra società
La politica italiana ha fallito, e le parole del Presidente Fini che non ha esitato a dichiarare che le istituzioni non hanno fatto il proprio dovere ci danno il senso di uno stato che non solo è assente ma che spesso è anche colluso, perchè se è vero che tutti sapevano allora la situazione è di una gravità senza precedenti.
L’italia è una polveriera, situazioni come quella di Rosarno sono sparse su tutto il territorio, i clandestini raccoglitori di pomodoro sono presenti a Rosarno come a Foggia, come sono presenti i manovali clandestini a Parma e in tutte le provincie del nord.
Cambiano solo i settori dove vengono utilizzati, ma non cambia la sostanza.
Il manovale clandestino parmigiano viene trattato allo stesso modo dei raccoglitori calabresi.
Salario da fame, documenti falsi, strutture abitative fatiscenti, nonchè pizzo da lasciare ai caporali che quotidianamente accompagnano i lavoratori sui posti di lavoro.
La cosa peggiore è che anche qui nella ricca emilia tutto è risaputo ma tutto viene coperto da una vergognosa omertà che spesso riguarda anche chi per il compito a cui è preposto dovrebbe far si che queste cose venissero denunciate.
Un po di tempo fa un ragazzo egiziano che si amputò quattro dita in un cantiere di Fidenza fu rispedito direttamente in egitto senza passare dal pronto soccorso.
A chi fa comodo tutto questo?
Certamente non ai cittadini, ne ai lavoratori, ma a coloro che da tutto ciò traggono enormi vantaggi, quindi a coloro che sfruttano la manod’opera clandestina per abbassare i prezzi di mercato e concorrenza, a coloro che subappaltano lavori a ditte di comodo che poi utilizzano determinata manod’opera assumendo si e no dieci persone ma occupandone decine tutti con gli stessi documenti che dividono nei vari cantieri.
Fa comodo a quelli che hanno interesse a fomentare odio e razzismo con le loro campagne xenofobe per creare un clima di esasperazione ed evitare una vera integrazione tra cittadini italiani e gente che proviene da altre terre.
L’italia non è un paese razzista, bensi un paese dove mafia, camorra, ndrangheta, e soprattutto potere economico politico collusi trà loro usano la povertà e la miseria per tenere divise le persone e poter far meglio i loro porci interessi.
Mafioso non è solo colui che gira con la pistola in mano, ma è anche colui che vede e chiude gli occhi, chi fa leggi che impediscono la regolarizzazione dei clandestini e anche tutti coloro che traggono vantaggi dalla povertà della gente.
tonino ditaranto Pubblicato da tm a 10.29 0 commenti Link a questo post

 

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Commenti da Facebook

3 Commenti

  1. gianni

    Tonino quello che dici è sicuramente vero, hai ragione a dire che in Italia non esiste una vera politica di integrazione ma attenzione le colpe a mio avviso sono anche di coloro che  dicono che certe cose si possono evitare semplicemente con la solidarietà e regalando la cittadinanza a tutti gli extracomunitari.

    In primo luogo io penso che bisogna parlare del problema in modo serio e in modo "tecnico". Il problema non si risolve avendo paura che qualcuno possa considerarci un razzista o cose del genere. Ad esempio non è possibile neanche prendere sul serio le considerazioni che provengono dall’Egitto che addirittura ci accusano di razzismo. Caro tm in Spagna i cladestini non hanno per niente accesso…anzi è già capitato qualche volta che qualche extracomunitario si è visto sparare addosso perchè voleva varcare il confine per entrare in Spagna. Si la Spagna di Zapatero che non mi sembra essere un componente della Lega. Il problema dell’integrazione esiste anche in Francia con le loro città formate da quartieri pieni di cladestini in rivolta e con episodi che si ripetono continuamente. In Olanda (che viene considerato il paese europeo più "aperto" di tutti) ci sono numerosi problemi di integrazione e gli extracomunitari prima di entrarci devono guardarsi un video dove due uomini si baciano per far capire loro che in quel paese bisogna accettare anche questo.

    Non credo fosse responsabilità solo della mafia per i fatti di Rosarno….il vero problema è la difficoltà di trovare una giusta politica di integrazione e questa non si trova con il buonismo. Io credo che il modo giusto è quello di avere la mano ferma ma questo purtroppo spesso e volentieri viene confuso con il razzismo. Nell’integrazione bisogna pensare anche alle difficoltà degli italiani stessi. ad esempio nelle periferie delle grandi città i prezzi degli affitti sono arrivati alle stelle proprio perchè gli extracomunitari sono disposti a vivere in 10 in un appartamento che di solito può ospitare in modo decente una famiglia di 4 persone. A quel punto l’affitto diventa sopportabile per un gruppo di extracomunitari ma insostenibile per una famiglia.

    Una politica di integrazione deve pensare anche a questo, deve pensare anche al futuro degli stessi italiani prima di pensare a quello degli extracomunitari. Anche il problema dei posti negli asili che scarseggiano per gli italiani è un problema che non si può sottovalutare. Non serve a nulla dare cittadinanza se non si è grado di dare dignità ed è ancor più pericoloso fare una politica basata sulla solidarietà dimenticandosi degli italiani stessi. Pericoloso perchè penso che una politica basata su un buonismo da salotto porterà solamente al razzismo. Ad esempio non possiamo permetterci di eliminare il crocifisso solo perchè questo può essere offensivo per qualcuno. Il crocifisso è parte integrante della nostra cultura, non possiamo addirittura arrivare a farci questo problema. Non devono essere gli italiani ad integrarsi con gli extracomunitari ma deve essere il contrario come succede nei paesi arabi dove le donne italiane non possono girare per strada con il capo scoperto per rispetto della loro cultura.

    L’integrazione deve essere fatta in modo serio pensando a tutti i problemi che ci possono essere, deve essere fatta con mano ferma senza basarsi sul solito moralismo antirazzista che paradossalmente potrebbe portarci a quello che adesso per fortuna non esiste…cioè al razzismo. 

    1. tm

      Ue Gianni, come va?

      ogni tanto ci ritroviamo a postare sugli stessi argomenti anche se spesso con posizioni diverse ma sempre frutto di pensieri intelligenti e di un dialogo tra due persone che discutono non perchè devono difendere delle posizioni, ma perchè devono cercare di capire, e dialogare con te per me è sempre un vero piacere.

      Se ti rileggi attentamente il mio post credo che non troverai una sola frase in cui io indico i fatti di Rosarno come un fenomeno razziale o di razzismo, al contrario affermo che l’Italia non è un paese razzista nonostante vi sono dei gruppi che spingono per alimentare l’odio razziale.

      Ti sembrerà strano ma quegli stessi gruppi anche loro non sono razzisti, bensi normalissimi speculatori (compreso la mafia) che soffiano sul fuoco della divisione e dell’odio tra genti appartenenti a popoli diversi e quindi della non integrazione  con il preciso scopo di impedire che la normalizzazione dei rapporti spinga gli extracomunitari a chiedere uguali diritti sui posti di lavoro.

      Come ben sai se questo è possibile con operai regolarmente assunti e quindi in regola con i permessi di soggiorno ciò non è fattibile con i clandestini sui quali i datori di lavoro, ma prima di loro i caporali possono usare un potere ricattatorio tale da costringerli ad accettare salari di fame e vivere nelle condizioni che tutti sappiamo.

      Non sono assolutamente un buonista, e come te e tanti altri ritengo che chiunque viene in Italia debba non solo accettare le nostre regole ma comportarsi in maniera tale che il rispetto per il paese che li ospita viene prima di ogni altra cosa, compreso l’accettazione del crocifisso nelle aule, tradizionalmente consolidato nella cultura italiana compreso quelli come me che cattolici non sono.

      Però caro Gianni mi insegni che spesso un fenomeno sociale di larga vastità si combatte non con la negazione e con la persecuzione adottando il reato di clandestinità, ma come avvenne negli Stati Uniti nella prima metà del secolo scorso per l’alcolismo e come avviene oggi in diversi stati europei per le droghe leggere con la liberalizzazione, perchè solo in quel modo si toglie ai portatori di morte e agli scafisti portatori di schiavi il monopolio del mercato.

      Quindi come vedi il rapporto è molto semplice: 

      clandestinità=mafia più forte

      regolarizzazione= mafia più debole.

      Se come da più parti conclamato esiste un rapporto tra mafia, potere politico e potere economico allora trai tu le dovute considerazioni.

      un saluto affettuoso tonino

       

      1. gianni

        Ciao Tonino, va tutto bene, grazieSmile

        Con il mio commento non volevo contraddire il tuo discorso, ho approfittato del tuo post soltanto come spunto di riflessione sulla questione immigrazione. Hai fatto bene a dire che di questo chi ha dei vantaggi sono i cosidetti caporali e la mafia. Del resto questo non è un fenomeno nuovo e non è neanche estraneo per le nostre zone. Qualche anno fa le vittime del caporalato sono stati gli italiani stessi nelle nostre campagne (basta ricordare quei furgoni pieni di brindisini che per 4 soldi venivano a lavorare nelle nostre terre!!!).

        Quello che voglio evidenziare è che non ha senso ed è anche pericoloso avere un atteggiamento di buonismo per risolvere il problema….così si rischia di innescare una guerra tra poveri e di far diventare razzisti chi non lo è mai stato. La mia critica è per quel modo di fare politica tipicamente buonista di sinistra. Una politica distante dai problemi concreti della gente, dalle necessità della classe operaia che deve difendere ma che invece usa soltanto come trofeo per rimarcare il loro buonismo. Una politica fondata sul salotto buono che crede di avere in possesso il modno della cultura e dell’università….un mondo molto distante dai lavoratori. Paradossalmente quella classe operaia adesso non può che votare Lega perchè lì si parla molto poco politichese e si parla di problemi reali come quello che l’immigrazione può creare. Si perchè non sono i filosofi o i politici "acculturati" che hanno o che avranno problemi di convivenza con gli extracomunitari ma sono le classi sociali più deboli, quelli che non hanno tempo e facoltà di parlare di filosofia e non hanno tempo di commentare un scemo ministro egiziano che ci accusa di essere razzisti….figurati, proprio loro!!!!

        A mio avviso il modo giusto è quello di affrontare il problema difendendo in primo luogo la nostra cultura e le nostre tradizioni, senza preoccuparci del fatto che dobbiamo essere noi (o peggio costringere i cittadini!!!) ad integrare/modellare le nostre abitudini. In secondo luogo di affrontare il problema in modo non ideologico e in modo strettamente tecnico senza usare il solito pietismo che più volte ci contraddistingue proprio perchè lo scopo dei nostri politici è la propaganda e non la risoluzione dei problemi.

        Grazie Tonino per la stima….stima che ovviamente ricambio totalmente!!! Buona domenica 

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