
|
La porta proibita, Tiziano TerzaniInserito da benna il V, 01/09/2006 - 16:21
Poiché non ci è dato di capire il presente senza conoscere il passato, un libro sulla Cina come si presentava 20 anni fa, quando era ancora un paese chiuso, un’economia chiusa, con qualche minuscolo germe di apertura all’ Occidente. Cos’è la Cina oggi si può capirlo solo attraverso le fasi storiche che ha attraversato: un popolo di storia millenaria, dalle mille leggende e tradizioni, ricchissimo di cultura a cui negli anni ’50, seguendo l’utopia di un socialismo foriero di benessere per tutti, è stata estirpata la memoria storica, dove in maniera lieve, dove in maniera violenta, in nome di un progresso e di una modernità che taccia il passato, la storia, le tradizioni come retaggio di un passato feudale che va dimenticato. Un’ indicibile piattezza cala su di un popolo variegato: nessuna religione se non l’idea di un salvifico socialismo, vestiti tutti uguali, nessuna proprietà privata, mancanza di libertà di pensiero e quasi anche di azione, mancanza di informazione, se l’unica a cui puoi attingere è quella del Partito. Il sogno di Mao altro non è stato che un regime totalitario camuffato. E nella furia dell’affermarsi della “Rivoluzione Culturale” uno dei prezzi più alti è stato pagato da ciò che in maniera tangibile riportava al passato millenario della Cina: le dimore imperiali, meravigliosi templi e tutto l’artigianato famoso in tutto il mondo. La stessa Pechino è stata mutilata nella sua anima: la distruzione delle sue mura e quanto di bellissimo custodiva in sé. Un paese in cui ai suoi abitanti è impedito avere contatto con lo straniero (a cui faticosamente è stato concesso il visto), a cui viene inculcato sin da bambino la bontà del sogno socialista, senza la possibilità di poter avere un termine di paragone, né all’interno del proprio passato, né nel confronto di quanto c’è all’esterno dei propri confini. Basti pensare che dalla “Rivoluzione Culturale” in poi nella scuola cinese non è previsto l’insegnamento della materia “storia”. Di tutti i vantaggi che comporta, ma che a se stesso non rimane che constatare l’immobilità in cui si trova, l’infelicità di una condizione che non si può migliorare. Cosa accade se viene aperto uno spiraglio verso l’esterno? Come un enorme pentolone che prima sviluppa dei bollori sotterranei, poi esplode e fa saltare via il coperchio. Ed ecco la Cina che si affaccia al nuovo millennio: una popolazione di un miliardo e 300 milioni di abitanti, non massa indifferenziata, non “popolo”, nell’affannosa ricerca di un arricchimento privato, nella condizione ora possibile di profitto personale. Noi, dall’ Occidente, abbiamo pensato alla Cina come ad un paese di formichine, gente che lavora anche 18 ore al giorno instancabilmente e senza anima. Ma come capire tutto ciò se non conosciamo come ha vissuto per 40 anni? Ad un’ideologia imposta come benefica si oppone l’anelito dell’affermazione personale. La Cina è esplosa. E i germi di quest’ esplosione sono stati alimentati, sono covati, infine schizzati fuori, fuori anche dai suoi stessi immensi confini. Un popolo affamato che ora si pone come terza potenza economica mondiale. Questo libro, scritto dal giornalista, scrittore, viaggiatore Tiziano Terzani, non parla della Cina di oggi ma della Cina degli anni ’80, dove è vissuto per 4 anni, prima di essere espulso come “persona non gradita”. E il paese l’ha conosciuto dall’interno, imparandone la lingua, assumendo un nome cinese, viaggiando per il suo sconfinato territorio, nelle sue province più lontane, lontane dai circuiti ufficiali impacchettati per lo straniero, mandando i suoi 2 figli alla scuola cinese. In uno stile pulito, semplice, senza fronzoli ma diretto riusciamo noi, a migliaia di chilometri di distanza, capire cos’era la Cina di allora, sentirne i profumi di strada, girarci intorno e immaginare un pesante grigiore e rimpiangere, pur non avendoli mai visti, i fasti di un paese antico, nei suoi accessi colori. Questo libro è un viaggio in Cina, senza biglietto. Benna ciao, mi sono appena collegata e ho visto la tua recensione di Terzani...sul mio comodino è aperto da qualche giorno "Un altro giro di giostra" sempre suo! splendide lettrici, non conosco terzani ma avete suscitato in me quella curiosità che mi porterà a leggere almeno uno dei suoi scritti. in questi giorni mi hanno parlato di un fantastico autore del primo novecento, mi riferisco a Curzio Malaparte, qualcuno mi sà dire qualkosa di più su di lui, e se ne vale la pena di leggerlo?! grazie ciao Ciao LomFra, topobiche_81 grazie "mille e una notte", credo che dovrai tenermelo da parte per un pò, dato che come ti dicevo sto studiando economia aziendale al mattino, statistica il pomeriggio e mi concedo qualche capitolo de 'il ritratto di dorian gray' la notte x la n-sima volta, adoro quell'ambientazione fine ottocento e la vita dei dandy inglesi splendidamente descritte da Wilde, e la frase "Curare l'anima con i sensi e i sensi con l'anima" Ciao michela! Sempre di terzani io vi consiglio anche "Un indovino mi disse". Cara marTina benna! che tipo! |
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Ottimo benna un po ditempo fa ho seguito una sua intervista sarà il mio prossimo acqusto.
cmq consiglio un Libretto interessante Konrad Lorenz. Otto peccati capitali della nostra civiltà.
buona lettura