Un paese unico
Storie minime da un paese unico.
Don Antonio Locantore, il prete dei contadini
Inserito da Cristoforo Magistro il M, 26/12/2007 - 23:00.1918, l'anno della spagnola
Inserito da Cristoforo Magistro il L, 12/03/2007 - 15:30. E’ curioso notare la capacità dei dialetti di “inzupparsi” di qualunque cosa capiti alla comunità e conservarla a futura memoria. Chi scrive ricorda, ad esempio, di aver sentito più volte qualche anziano invocare il ritorno della spagnola con espressioni del tipo: “Ah, quella spagnola puttana che non viene!”. Nelle intenzioni del richiedente la predetta signora doveva sistemare i ragazzini fastidiosi, e solo loro. Come tante altre “maledizioni” che persino madri, zie e conoscenti -le più brave e amorevoli di questo mondo- lanciavano tranquillamente su figli e nipoti appena ne combinavano qualcuna – la joccia si aveva gratis, per le colpe lievi toccava il sagn’ da ’ngann!, ma come niente si passava al butt d’ sagn da ‘ingann!, il temibile fiotto di sangue dalla gola, l’emottisi in piena regola- anche questa, alla lunga, finiva col far ridere i destinatari, ma sollecitava curiosità.

Campagne di Accettura in un’immagine di Henry Cartier-Bresson
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I briganti montesi
Inserito da Cristoforo Magistro il V, 02/02/2007 - 18:44.Con questa terza parte termina la ricerca sul brigantaggio postunitario. Nel farla mi sono accorto che della questione sapevo poco o niente e sono consapevole nel chiuderla dei difetti che presenta. Ciò che qui propongo sono quindi degli appunti o, meglio, un percorso di ricerca; uno dei tanti possibili e praticabili.
Spero che qualcun altro riprenda il tema; magari su questo stesso sito.
Nello scrivere queste pagine spero almeno di aver reso il senso di addolorato stupore che ho provato scoprendo, man mano che andavo avanti nella lettura dei documenti, la gravità dei limiti del nostro processo di unificazione nazionale.
Ricordarli non deve tuttavia servire, a mio avviso, a sollecitare vittimismo e rivendicazioni fuori tempo, ma se mai ad operare per correggere ciò che attraverso i tempi lunghi della storia ancora pesa sul presente.
Credo e spero inoltre che la conoscenza dettagliata del nostro passato possa favorire la formazione di una forte identità regionale e nazionale. E’ questo un obiettivo importante da raggiungere dal momento che siamo costretti a confrontarci con una realtà sempre più complessa e mondializzata.
La salvaguardia delle specifiche identità locali all'interno del sistema-mondo può realizzarsi solo sapendo bene ciò che siamo stati.
La sociologia ha creato il termine glocalizzazione per indicare l’insieme di elementi globali e locali che influenza la vita di ognuno nel terzo millennio. La parola non è fra le più simpatiche, ma indica bene il fenomeno in cui siamo immersi.
Briganti montesi
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Cause, gestione e conseguenze della questione brigantaggio
Inserito da Cristoforo Magistro il L, 18/12/2006 - 18:50.In questa seconda parte della ricerca sul brigantaggio si fa il punto sulla situazione socio-economica di Montescaglioso alla vigilia dell’insurrezione antiborbonica del 18 agosto ’60 e nei primi mesi di vita politica “da italiani”. L’analisi è centrata in particolare sulla posizione dei contadini, dei preti e dei galantuomini e sulla questione delle terre demaniali di cui da anni si invocava la quotizzazione.
Per indurre la popolazione a simpatizzare col governo unitario, il 18 agosto si era promesso “ogni specie di bene (…) senza alcuna sorta di mali”. Ciò che ai contadini interessava, sopra ogni altra cosa, era avere un po’ di terra propria, ma quando arrivò il momento di tener fede all’impegno alcuni settori dell’amministrazione statale frapposero ostacoli.
Nello stesso tempo i comitati formati dai nostalgici dei Borbone stabilivano contatti con i latitanti per reati comuni cui si andavano aggiungendo gli sbandati del disciolto esercito borbonico. La politicizzazione del movimento fu sancita dall’arrivo dell’ufficiale catalano Josè Borjes convinto di poter restituire il regno a Francesco II con l’aiuto dei contadini.
Cause, gestione e conseguenze della questione brigantaggio
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Gli studi sulla “Questione brigantaggio”
Inserito da Cristoforo Magistro il G, 02/11/2006 - 16:45.Non c’è che l’imbarazzo della scelta per chi voglia studiare il brigantaggio. Ne parlano oltre duecento titoli di libri disponibili nelle principali biblioteche, un numero incalcolabile di articoli sparsi su riviste e giornali e 237.000 pagine internet.
Né poteva essere diversamente se si considera che la “questione brigantaggio”, come già avvertiva il generale Lamarmora nel corso della sua audizione davanti alla Commissione d’inchiesta parlamentare, la prima della nostra storia unitaria, istituita per studiarla si presentava «immensamente complicata»
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A proposito di un altro genere di lettere ritrovate
Inserito da Cristoforo Magistro il M, 27/09/2006 - 15:25.Visto l'interesse suscitato dall'articolo sulle lettere dei soldati presentiamo qui un breve saggio, già pubblicato su "Mondo Basilicata" n. 8/2005, sullo stesso tema ma che ha per protagonisti soggetti diversi: i nostri emigrati.
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Le lettere ritrovate (seconda parte)
Inserito da Cristoforo Magistro il V, 15/09/2006 - 17:00.Solo io so la pena...

La prima lettera che sotto si riporta testimonia lo stato d’animo di una madre, cui la guerra fascista ha strappato quattro figli, nel rispondere a uno di essi, combattente in Albania, del quale non sapeva più nulla da quasi due anni.
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Le lettere ritrovate
Inserito da Cristoforo Magistro il S, 02/09/2006 - 14:45.I documenti che si riporteranno nella seconda parte di questo articolo sono due lettere del 1945. La prima è di una madre al figlio combattente in Albania; la seconda, di un soldato tornato a Monte da due giorni, è diretta a una signora albanese che, ospitandolo e nascondendolo ai tedeschi dopo l’otto settembre 1943, gli aveva salvato la vita.
Tutte e due provengono dalla corrispondenza formata dalle migliaia di lettere da e per l’Albania che non giunsero mai ai destinatari perchè furono bloccate dalla censura militare. Inutile dire che la stessa sorte toccò alla corrispondenza verso tutti i paesi in cui c’erano nostri soldati.
La censura era stata istituita in tutti i paesi in guerra per impedire che le brutte notizie deprimessero il morale dei combattenti e dei loro famigliari, ma fu conservata per un certo tempo anche nei territori liberati dal nazifascismo.
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Montesi
Inserito da Cristoforo Magistro il L, 17/07/2006 - 17:30.Le notizie e le considerazioni riportate in queste pagine si fondano su un lavoro di ricerca a tutto campo sulle fonti battesimali della Parrocchia San Pietro e Paolo di Montescaglioso iniziata insieme all’amico Damiano D’Ambrosio dieci anni fa e poi sospesa perchè la mole di lavoro che avrebbe comportato l’archiviazione elettronica dei dati era insostenibile e la proposta di creare un gruppo di studenti che vi provvedesse all’interno di un progetto di formazione suscitò solo imbarazzata perplessità nell’amministratore cui fu fatta.
In altre realtà, e non mi riferisco solo ai centri mormoni o ai serissimi istituti tedeschi o francesi che si occupano di demografia storica e microstoria, ma anche all’iniziativa avviata nel 2000 da Renato Soru - il creatore di Tiscali e attuale governatore della Sardegna - con il consorzio Shardna (http://www.shardna.it/) cui ha poi aderito anche il Centro Nazionale Ricerche, lo studio di simili materiali costituisce la base su cui si stanno sviluppando innovativi studi genetici e storici. In mancanza dei mezzi economici, scientifici e di management necessari a una tale impresa, sarebbe velleitario pensare a qualcosa di lontanamente simile.
Tuttavia, tuttavia..., questa potrebbe, forse, essere l’occasione buona per far ripartire il progetto di censimento del passato del nostro paese ricostruendo il corso delle generazioni.
Si potrebbe lanciare l’iniziativa: “Adotta un anno della nostra storia”...
Se ne riparlerà, spero.
Intanto colgo l’occasione per ringraziare - è, veramente, il minimo che possa fare - il Parroco Don Vittorio Martinelli grazie alla cui liberalità nel consentire la consultazione dei libri parrocchiali è nata questa utopia.
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