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Etichetta Monte

 

   

Un progetto realizzato nel 2004 su un’idea dell’associazione slovena SKUC. L’attività analizza i comportamenti della gioventù ed in particolare di quella che si vede sfilare nel corso a Montescaglioso. Si nota una certa accuratezza nel curare la persona e nel presentarsi agli amici. Anche nel casual, una lunga serie di griffes, e quindi comportamenti identitari veicolati dall’esterno: l’industria della moda, la televisione, i comportamenti uniformanti degli amici e del gruppo e più in generale del contesto. L’identità personale risulta mutuata non più dall’appartenenza ad un luogo, ad una comunità ma dalla partecipazione a determinati livelli e modalità di consumi. Può esserci la mediazione generazionale ma in fondo la situazione non cambia molto. L’azione concreta del progetto parte dal prendere atto delle tendenze in atto che tra i giovani italiani risulta particolarmente radicata e sviluppata. Si intende proporre una nuova young fashion, questa volta basata su un concetto di identità da radicare nel contesto di appartenenza, ovvero Montescaglioso. lI gruppo di lavoro avvia ricerche preliminari finalizzate a individuare segni forti capaci di costruire un’immagine legata al paese. Si fotografano gli stemmi dell’abbazia e dei palazzi, i segni della vita quotidiana, i riferimenti a feste e riti come pure vecchi costumi nel Museo della Civiltà Contadina. Dopo la ricerca un lungo lavoro di progettazione permette di realizzare nuove griffes collegate al paese ed un particolare “ EtichettaMonte “ a significare una sorta di “ Made in Monte “. E’allestito un vero e proprio laboratorio di sartoria per confezionare gli abiti della nuova griffe.

      

Circa 100 magliette sono serigrafate con elementi grafici rinvenienti dalla rilettura dei segni identificanti della comunità locale. A lavoro terminata la presentazione al pubblico è realizzata con un’intera serata dedicata ad una vera e propria sfilata di moda. Dal laboratorio di sartoria prende avvio il “ corteo “ ( love parade ) con i nuovi abiti e t-shirt, preceduto da giocolieri di strada. Nella piazzetta antistante il serbatoio dell’Acquedotto Pugliese, sfilano modelli/e con i nuovi abiti che vengono anche esposti al pubblico. E’organizzata un’asta per vendere ( con grande successo ) i pezzi realizzati. Tra le “ griffes “ realizzate particolarmente originali alcune magliette con lo  stemma dell’Abbazia ( la “ A “ cerchiata con sull’apice la croce ) usata come un graffito da strada; un’altra maglietta con la cornucopia ripresa dal pozzo dell’abbazia; una t-shirt con un elemento grafico che rinviene dallo stemma della famiglia Contuzzi; un vestito realizzato avendo come modello i costumi di Carnevalone. Infine un’altra t-shirt (croccante) sulle festività di S. Rocco nella quale appare il cavallino della Ferrari con la testa mozzata. Il perchè di questa scelta: nelle interviste realizzate i ragazzi hanno scoperto che spesso i cavalli da tiro utilizzati per il carro trionfale finiscono in macelleria, cosa ha ovviamente lasciato molti con l’amaro in bocca.

     

CEA:
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