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Cappuccini

 

Il convento è intitolato a S. Francesco ed all’Immacolata. Collocato all’esterno dell’ abitato medievale, è oggi pienamente inglobato nell’espansioni più recenti. L’erezione del convento è da collocare tra la fine del secolo XVI e gli inizi del XVII. L’intenzione di consentire l’insediamento di una comunità di Francescani è espressa dall’Università di Montescaglioso, già intorno al 1593. Non è da escludersi che sul finire del secolo un piccolo gruppo di frati possa essersi insediato, probabilmente nell’adiacente chiesa della S. Croce, in attesa di poter erigere il proprio convento. Questo è eretto a partire dal 1616 quando l’Arcivescovo di Matera concede il proprio assenso all’insediamento dei frati i quali godono dell’appoggio della famiglia marchesale, i Grillo, che sostengono economicamente la piccola comunità e soprattutto la costruzione della chiesa e del convento.

  

La comunità, tuttora presente a Montescaglioso, sarà soppressa agli inizi dell’ottocento per essere reinsediata dopo il concordato del 1818 tra S. Sede e Borboni.

La chiesa è formata da una navata centrale e da una laterale a sinistra. Sulla destra dell’aula principale, si aprono una serie di grandi archi che ospitavano altari e cappelle. La chiesa conserva un buon numero di tele e, nella navata laterale, la tomba di Niccolò Grillo che aveva contribuito alla costruzione del convento. Sulla lastra che chiude la sepoltura, una lunga epigrafe celebra il contributo dei Grillo alla realizzazione del convento. La semplice facciata della chiesa è decorata da una nicchia con la statua dell’Immacolata ed un piccolo campanile cuspidato realizzato in tufo. Addossata alla controfacciata della chiesa esiste ancora una cantoria tuttora utilizzata per gli uffici notturni.

 

Il convento, che anticamente era stato sede di uno dei noviziati della “ Provincia Pugliese “ dei PP. Cappuccini, è addossato alla chiesa ed è organizzato intorno ad un piccolo chiostro con al centro una cisterna. Al piano terra, la sacrestia, il refettorio la cucina ed alcuni locali di servizi; al piano superiore, le celle dei frati.

Introno al monastero è ancora esistente un ancor vasto giardino, attualmente  molto più piccolo del grande orto che i frati erano riusciti a conservare fino agli inizi del novecento, quando l’espansione urbana di Montescaglioso si concentrerà su parte dei terreni appartenenti ai frati. 

Sul sagrato della chiesa, un grande cippo in tufo, finemente scolpito e databile al secolo XVII, segnala il luogo di culto. Nel giardino si conserva ancora efficiente, un complesso sistema di raccolta delle acque piovane organizzate intorno ad una cisterna per la raccolta delle acque meteoriche e ad un profondo pozzo scavato nella cantina del monastero, in grado di intercettare la falda acquifera posta a notevole profondità.

In una parte del convento attualmente è ospitata una struttura alberghiera.

Testo: Francesco Caputo; foto: Angelo Lospinuso (CEA Montescaglioso).

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