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Blind theater

Un progetto coordinato in GARBa 2003 congiuntamente da Olanda, Slovacchia e Italia. La sperimentazione riguarda un’azione teatrale da realizzare alla cieca, ovvero cercando il coinvolgimento degli spettatori azzerandone uno dei sensi, la vista, con un benda.

  

Nella prima settimana di lavoro il gruppo cerca una storia da sceneggiare tra le tante leggende del paese. Costruita la traccia della vicenda da rappresentare, la storia di una giovane del posto alla quale è predetto un futuro che puntualmente non si avvera (morale “ Carpe Diem “), si prova come utilizzare, in assenza della vista, gli altri sensi. Per la rappresentazione è scelta la silenziosa piazzetta antistante il serbatoio idrico a Torre Vetere. Al centro, sono collocate le sedie rosse per il pubblico a forma di cerchio. Il pubblico, bendato, sarà rivolto verso l’esterno, ed al centro del cerchio sarà collocato l’impianto audio, che “ colpirà “ gli astanti dalle spalle. Al calar del buio giunge il pubblico indotto ad un rapporto di totale fiducia con gli animatori e ad un isolamento dal contesto ambientale.  La storia è raccontata con suoni e musiche ma anche con i performers che si insinuano tra il pubblico bisbigliando qualcosa nell’orecchio o toccando le mani dei presenti fino a proporre anche odori.  Nell’azione realizzata non èimportante la comprensione della storia raccontata quanto la possibilità di sperimentare un nuovo rapporto con la realtà e l’ambiente. 

Alcune pagine web dedicate al progetto: http://www.platform.fi/members/johanna_torkkola/garba.html

Testo: Francesco Caputo (CEA Montescaglioso; foto: Manuela Porceddu (Associazione ROOM Rotterdam – Olanda).

CEA:
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