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MONTESCAGLIOSO (Rocco Scotellaro)

Tra il 1948 e il 1949 a Montescaglioso e in altri paesi lucani e del Sud Italia vi furono disordini nati in seguito all’occupazione delle terre da parte di braccianti e contadini stanchi della loro secolare miseria. Un bracciante di Montescaglioso, Giuseppe Novello, perse la vita in uno di questi disordini ferito mortalmente da un colpo sparato dalle forze dell’ordine. Rocco Scotellaro, noto poeta lucano, a quei tempi sindaco della vicina Tricarico, fu molto colpito da questi avvenimenti e compose una poesia intitolata MONTESCAGLIOSO dedicandola alla vedova di Novello:

Mai perso bene questo sole e l’acqua,
ma quando la tempesta vendemmia le vigne
i cani si fanno irosi, addentano,
impazziscono le donne distese nei letti,
allora l’ultimo cerchio che fa l’acqua è nostro,
c’è sempre chi getta la pietra nel pozzo.

Tutte queste foglie ch’erano verdi:
si fa sentire il vento delle foglie che si perdono
fondando i solchi a nuova bella terra macinata.

Ogni solco ha un nome, vi è una foglia perenne
che rimonta sui rami di notte a primavera
a fare il giorno nuovo.

E’ caduto Novello sulla strada all’alba,
a quel punto si domina la campagna,
a quell’ora si è padroni del tempo che viene,
il mondo è vicino da Chicago a qui
sulla montagna scagliosa che pare una prua,
una vecchia prua emersa
che ha lungamente sfaldato le onde.

Cammina il paese tra le nubi, cammina
sulla strada dove un uomo si è piantato al timone,
dall’alba quando rimonta sui rami
la foglia perenne in primavera

             ROCCO SCOTELLARO

ciffo:

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  • Domani ricorre l'anniversario del tragico avvenimento cui è dadicata la poesia di Scotellaro, postata da Ciffo un bel po' di tempo fa, e che mi piace ricordare. Per chi volesse approfondire quegli eventi, linko un articolo che ricorda l'importante contributo delle donne montesi alle lotte per la terra e contiene un'intervista alle dirette protagoniste:

     http://www.storiain.net/arret/num149/artic6.asp

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