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FORNO CREMATORIO CUI PRODEST? ( A CHI GIOVA ?)

Cari concittadini sembra un pesce d’ Aprile la deliberazione del 1° Aprile 2019 sulla costruzione del forno crematorio a Montescaglioso, ma è tutt’altro  che uno scherzo.

Che il futuro di Montescaglioso possa essere simboleggiato da un forno crematorio ci sembra oltre che grottesco  decisamente paradossale , anche in considerazione dello slogan con cui questa amministrazione è stata eletta: “ Rinascita Montese”!

Il Sindaco spieghi a tutta la cittadinanza perché ancora una volta  decisioni su questioni importanti per la nostra città come la costruzione di un forno crematorio , non sono state né comunicate , né condivise con la cittadinanza stessa che ha il diritto di esprimere la propria opinione su una questione cosi delicata per le implicazioni non solo di tutela della salute , dell’ambiente ma anche psicologiche che la realizzazione di un’opera del genere porta con sé.

Deliberazione, approvazione del progetto, aggiudicazione della gara in sordina tra il primo Aprile e la fine di giugno 2019; tutto il processo è stato portato avanti quasi di nascosto dalla cittadinanza che nei mesi scorsi terrorizzata si chiedeva se fossero vere quelle dicerie su una possibile installazione a Montescaglioso di un forno crematorio che altro non è se non un inceneritore.

Il Sindaco ha affermato che i forni crematori non inquinano. Ce lo dimostri attraverso il riferimento a fonti scientifiche. Decine di studi serissimi, invece, dimostrano che l’inquinamento dei forni crematori (che Sindaco non possono essere paragonati ai panifici e suona quasi blasfemo questo suo paragone) e  i relativi danni per la salute sono reali e documentati. Riportiamo testualmente quanto afferma l’ISDE che è un’associazione di medici per l’ambiente e che vuole portare informazioni scientifiche obiettive e far luce sui rischi reali in cui potrebbero incorrere le popolazioni che vivono in prossimità dei forni crematori. Dai forni si sprigionano : polveri, monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo, composti organici volatili, composti inorganici del cloro e del fluoro, metalli pesanti. Possono aggiungersi le emissioni di mercurio (dall’amalgama presente nelle otturazioni dentarie), zinco, diossine-furani (la famigerata TCDP riconosciuta come altamente cancerogena) e IPA. (“Inquinamento causato dall’attività di cremazione delle salme” ISDE, Associazione medici per l’ambiente di Arezzo). L’EPA stima che un forno crematorio che cremi in media 100 salme all’anno, emetta quasi un chilo di mercurio; l’esposizione al mercurio e alla diossina, anche a dosi estremamente basse , è responsabile di danni al sistema nervoso e sono estremamente cancerogeni.

Le emissioni , tra l’altro, sono facilmente trasportabili dalle correnti aeree tanto che si depongono in fase di vapore o semisecco ovunque, sulla vegetazione e sul terreno entrando quindi nella catena alimentare. L’articolo dell’ISDE sottolinea , tra l’altro, che” in quelle zone dove sono presenti altre importanti fonti di inquinamento come inceneritori di rifiuti e cementifici a causa dei possibili effetti sommativi negativi sulla salute umana e sull’ambiente da parte degli altri agenti tossici emessi” non potrebbero essere installati i forni crematori.

Montescaglioso è in linea d’aria molto vicina sia al cementificio di Matera che all’ex ILVA di Taranto e il Sindaco che è anche Consigliere di amministrazione della FARBAS ( Fondazione Ambiente- Ricerca Basilicata) avrebbe dovuto scongiurare l’apertura di un’ulteriore fonte di inquinamento nel nostro territorio, non farsene promotore. E’ un atteggiamento un po’ contraddittorio da parte di chi denuncia il probabile inquinamento di un cementificio e nel frattempo installa nella nostra città un forno crematorio ( un inceneritore, sostanzialmente).

Pensiamo anche all’impatto emotivo e psicologico che la realizzazione di questo forno ha sulla cittadinanza  e sul futuro della nostra città, futuro che non è davvero legato alla creazione di un forno crematorio. Montescaglioso, è ormai un paese che vede andare via decine di famiglie e di giovani laureati che sono la linfa vitale di questa comunità , giovani che non vedono altro futuro se non quello dell’esilio volontario e doloroso.

Quali strategie ha messo in campo questa amministrazione per dare un futuro a questo Paese? Il dissesto finanziario e il forno crematorio! Ci saremmo aspettati che il futuro della nostra città fosse legato a ben altre valorizzazioni e ad altri progetti. Montescaglioso potrebbe trovare, se meglio amministrata, nella promozione della sua cultura e della sua storia, le risorse necessarie per risollevarsi dal dissesto nel quale è stata “sepolta”, è il caso di dirlo.

NUMERI: parliamo anche di numeri

Una società di Andria, la “ ATI, Civil Engineering Service- Cooperative Engineering & Service” sceglie e propone all’amministrazione Zito nientemeno che la costruzione nel cimitero di Montescaglioso di un forno crematorio ; un cimitero il nostro ubicato in una zona bassa, a ridosso della famosa frana e a pochi metri dal centro abitato. Immaginiamo che i sindaci dei paesi limitrofi al nostro si stiano flagellando per l’occasione perduta per la loro comunità di avere un tale gioiello, quale è un forno crematorio, che è un sicuro fattore di crescita per la propria città. Crescita dell’inquinamento ovviamente!

Leggendo il disciplinare di gara contenuto nella deliberazione di giunta  dell’1/04/2019 all’art. 9 sulla determinazione delle tariffe si legge: le tariffe di cremazione saranno determinate dal concessionario secondo calcoli di sua convenienza ( della società di Andria) in modo da raggiungere nel periodo della concessione la copertura dei costi ( dove sono citati i 600 euro di cui parlava il Sindaco Zito  nella risposta a Monte in Testa?) Non è specificato in nessun articolo del bando qual è il numero minimo e massimo delle salme che dovrebbero essere cremate ( Zito dice 700) quindi il Comune di Montescaglioso in nessun modo e in nessun caso potrà controllarne il numero. Al Comune verrà riconosciuta a fronte di tutto quello che un forno crematorio presuppone in termini di inquinamento e di danni per la salute la ridicola somma di 31.000 euro annui più il 5% per ogni cremazione.

Dopo il dissesto e la pubblica illuminazione ( che non sappiamo ancora a chi giovi e chi faccia risparmiare) adesso si vuole aggiungere una nuova ipoteca sul futuro della nostra città!

Alla luce di tutto questo richiediamo l’immediata sospensione della realizzazione del forno crematorio e l’indizione di un Referendum col quale i cittadini possano esprimere la loro opinione sulla necessità o meno di costruire un’opera tanto inutile e dannosa.

                                                                                                   MARIA SCARAMUZZO

                                                                                       Consigliere di minoranza del GRUPPO IDEA

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