giovedì 26 Novembre 2020

L’ARTE DEL PREDICAR BENE E RAZZOLAR MALE!!

La scuola stà per aprire le proprie porte e quindi chi ci governa non può far mancare la propria voce.

Nella città calabrese l’anno precedente il record di ammessi con il 93 per cento

Da Brescia a Reggio Calabria
Così la Gelmini diventò avvocato

L’esame di abilitazione all’albo nel 2001.
Il ministro dell’Istruzione: «Dovevo lavorare subito»

 

Novantatré per cento di ammessi agli orali! Come resistere alla tentazione? E così, tra i furbetti che nel 2001 scesero dal profondo Nord a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria si infilò anche Mariastella Gelmini. Ignara delle polemiche che, nelle vesti di ministro, avrebbe sollevato con i (giusti) sermoni sulla necessità di ripristinare il merito e la denuncia delle condizioni in cui versano le scuole meridionali. Scuole disastrose in tutte le classifiche «scientifiche» internazionali a dispetto della generosità con cui a fine anno vengono quasi tutti promossi.

La notizia, stupefacente proprio per lo strascico di polemiche sulla preparazione, la permissività, la necessità di corsi di aggiornamento, il bagaglio culturale dei professori del Mezzogiorno, polemiche che hanno visto battagliare, sull’uno o sull’altro fronte, gran parte delle intelligenze italiane, è stata data nella sua rubrica su laStampa.it da Flavia Amabile. La reazione degli internauti che l’hanno intercettata è facile da immaginare. Una per tutti, quella di Peppino Calabrese: «Un po’ di dignità ministro: si dimetta!!» Direte: possibile che sia tutto vero? La risposta è nello stesso blog della giornalista. Dove la Gelmini ammette. E spiega le sue ragioni.

Un passo indietro. È il 2001. Mariastella, astro nascente di Forza Italia, presidente del consiglio comunale di Desenzano ma non ancora lanciata come assessore al Territorio della provincia di Brescia, consigliere regionale lombarda, coordinatrice azzurra per la Lombardia, è una giovane e ambiziosa laureata in giurisprudenza che deve affrontare uno dei passaggi più delicati: l’esame di Stato.

Per diventare avvocati, infatti, non basta la laurea. Occorre iscriversi all’albo dei praticanti procuratori, passare due anni nello studio di un avvocato, «battere» i tribunali per accumulare esperienza, raccogliere via via su un libretto i timbri dei cancellieri che accertino l’effettiva frequenza alle udienze e infine superare appunto l’esame indetto anno per anno nelle sedi regionali delle corti d’Appello con una prova scritta (tre temi: diritto penale, civile e pratica di atti giudiziari) e una (successiva) prova orale. Un ostacolo vero. Sul quale si infrangono le speranze, mediamente, della metà dei concorrenti. La media nazionale, però, vale e non vale. Tradizionalmente ostico in larga parte delle sedi settentrionali, con picchi del 94% di respinti, l’esame è infatti facile o addirittura facilissimo in alcune sedi meridionali.

Un esempio? Catanzaro. Dove negli anni Novanta l’«esamificio» diventa via via una industria. I circa 250 posti nei cinque alberghi cittadini vengono bloccati con mesi d’anticipo, nascono bed&breakfast per accogliere i pellegrini giudiziari, riaprono in pieno inverno i villaggi sulla costa che a volte propongono un pacchetto «all-included»: camera, colazione, cena e minibus andata ritorno per la sede dell’esame.
Ma proprio alla vigilia del turno della Gelmini scoppia lo scandalo dell’esame taroccato nella sede d’Appello catanzarese. Inchiesta della magistratura: come hanno fatto 2.295 su 2.301 partecipanti, a fare esattamente lo stesso identico compito perfino, in tantissimi casi, con lo stesso errore («recisamente» al posto di «precisamente», con la «p» iniziale cancellata) come se si fosse corretto al volo chi stava dettando la soluzione? Polemiche roventi. Commissari in trincea: «I candidati — giura il presidente della «corte» forense Francesco Granata — avevano perso qualsiasi autocontrollo, erano come impazziti». «Come vuole che sia andata? — spiega anonimamente una dei concorrenti imbroglioni —. Entra un commissario e fa: “Scrivete”. E comincia a dettare il tema. Bello e fatto. Piano piano. Per dar modo a tutti di non perdere il filo».

Le polemiche si trascinano per mesi e mesi al punto che il governo Berlusconi non vede alternative: occorre riformare il sistema con cui si fanno questi esami. Un paio di anni e nel 2003 verrà varata, per le sessioni successive, una nuova regola: gli esami saranno giudicati estraendo a sorte le commissioni così che i compiti pugliesi possano essere corretti in Liguria o quelli sardi in Friuli e così via. Riforma sacrosanta. Che già al primo anno rovescerà tradizioni consolidate: gli aspiranti avvocati lombardi ad esempio, valutati da commissari d’esame napoletani, vedranno la loro quota di idonei raddoppiare dal 30 al 69%.
Per contro, i messinesi esaminati a Brescia saranno falciati del 34% o i reggini ad Ancona del 37%. Quanto a Catanzaro, dopo certi record arrivati al 94% di promossi, ecco il crollo: un quinto degli ammessi precedenti.

In quei mesi di tormenti a cavallo tra il 2000 e il 2001 la Gelmini si trova dunque a scegliere, spiegherà a Flavia Amabile: «La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l’esame per ottenere l’abilitazione alla professione». Quindi? «La sensazione era che esistesse un tetto del 30% che comprendeva i figli di avvocati e altri pochi fortunati che riuscivano ogni anno a superare l’esame. Per gli altri, nulla. C’era una logica di casta, per fortuna poi modificata perché il sistema è stato completamente rivisto». E così, «insieme con altri 30-40 amici molto demotivati da questa situazione, abbiamo deciso di andare a fare l’esame a Reggio Calabria».
I risultati della sessione del 2000, del resto, erano incoraggianti. Nonostante lo scoppio dello scandalo, nel capoluogo calabrese c’era stato il primato italiano di ammessi agli orali: 93,4%. Il triplo che nella Brescia della Gelmini (31,7) o a Milano (28,1), il quadruplo che ad Ancona. Idonei finali: 87% degli iscritti iniziali. Contro il 28% di Brescia, il 23,1% di Milano, il 17% di Firenze. Totale: 806 idonei. Cinque volte e mezzo quelli di Brescia: 144. Quanti Marche, Umbria, Basilicata, Trentino, Abruzzo, Sardegna e Friuli Venezia Giulia messi insieme.

Insomma, la tentazione era forte. Spiega il ministro dell’Istruzione: «Molti ragazzi andavano lì e abbiamo deciso di farlo anche noi». Del resto, aggiunge, lei ha «una lunga consuetudine con il Sud. Una parte della mia famiglia ha parenti in Cilento». Certo, è a quasi cinquecento chilometri da Reggio. Ma sempre Mezzogiorno è. E l’esame? Com’è stato l’esame? «Assolutamente regolare». Non severissimo, diciamo, neppure in quella sessione. Quasi 57% di ammessi agli orali. Il doppio che a Roma o a Milano. Quasi il triplo che a Brescia. Dietro soltanto la solita Catanzaro, Caltanissetta, Salerno. Così facevan tutti, dice Mariastella Gelmini. Da oggi, dopo la scoperta che anche lei si è infilata tra i furbetti che cercavano l’esame facile, le sarà però un po’ più difficile invocare il ripristino del merito, della severità, dell’importanza educativa di una scuola che sappia farsi rispettare. Tutte battaglie giuste. Giustissime. Ma anche chi condivide le scelte sul grembiule, sul sette in condotta, sull’imposizione dell’educazione civica e perfino sulla necessità di mettere mano con coraggio alla scuola a partire da quella meridionale, non può che chiedersi: non sarebbero battaglie meno difficili se perfino chi le ingaggia non avesse cercato la scorciatoia facile?

Gian Antonio Stella
04 settembre 2008


Commenti da Facebook

8 Commenti

  1. SpigaVacand

    Che piacevole sorpresa, altro che le ingiuste e strumentali accuse di “razzismo” , la ministra sotto sotto apprezza così tanto l’istruzione merdionale tanto da sobbarcarsi un viaggio di oltre mille km per poter passare l’esame di stato nella prestigiosa università calabrese…che dire…come diceva Peppino a Totò nel mitico film “la malafemmina”…HO DETTO TUTTO !

    W L’Italia…o meglio la cucina Italia, perche oltre quella siamo sempre più un Paese di MERDA!

    ciaoooooooo

  2. vale461mito

    Eccola l’Italia delle contraddizioni, dei pagliacci, delle persone che si fanno un mazzo cosi e di quelle che cercano di fregare tutti con raccomandazioni e scorciatoie ILLECITE. La cosa che più mi da fastidio è vedere una GALLINA bacchettare milioni di STUDENTI e migliaia di INSEGNANTI; la suddetta GALLINA non dovrebbe proprio avere voce in capitolo invece è li ad occupare un posto che a noi ITALIANI costa caro, visto che i ministri li PAGHIAMO NOI con i nostri soldi, le nostre TASSE.

    Ci hanno tolto l’ICI ma hanno buttato giù i comuni che non hanno poi tanti soldi di per se. Ci rimettono il grembiule ma allo stesso tempo tolgono posti di lavoro mettendo l’insegnante unico (pensate a chi si trova un/a cesso/a di maestro/a), il risultato è SCARSA PREPARAZIONE e prof. universitari che si mettono le mani nei capelli quando poi i ragazzi arrivano ad affrontare i corsi (dopo le superiori). Perché è inutile dirlo, ma prepararsi bene già dalle ELEMENTARI è una cosa FONDAMENTALE e non si può fare che uno studente rischi di “saltare” un passo cosi importante della sua crescita intellettuale.

    Ora la GALLINA farebbe bene a dimettersi, e in più vi ricordo che nel sistema tedesco si fa scuola-lavoro, cioè uno STUDIA e LAVORA, qui si studia per DIVENTARE PRECARI e spesso le UNIVERSITA’ sono dei PARCHEGGI…Intanto arrivare a fine mese per molti in ITALIA è impossibile…

    –>GALLINA DIMETTITI!<--

    Tutti in piedi sul divano!!

    1. RAVILO

      AHAHAH…l’arte del predicar bene e razzolar male e’ di tutta Italia mica solo della Gelmini. Non venitemi a dire che voi sareste rimasti a tentare la fortuna di Brescia , ahahah ma non fatemi ridere siamo tutti italiani e la pensiamo tutti ugualmente quindi non fate i moralisti che tutti avremmo scelto la strada meridionale , ci si raccomanda per 15 giorni all’ospedale figuriamoci se non avreste fatto 1000 km per uan vita da avvocato, il bello è che ora la Gelmini è diventata ministro è tutti diventano invidiosi , c’è ne sono ovunque..

      1. Silvia

        Io non l’ho fatto e come me molti altri….ora però io faccio la vita d’avvocato e non so mai quanto e se guadagnerò qualcosa alla fine del mese mentre il nostro ministro  e tanti altri che l’esame l’han fatto giù nei periodi in cui non si doveva studiare nulla ora fanno tutt’altro nella vita…meglio così mi vien da dire….

        una milanese

      2. vale461mito

        L’avrebbero fatto tutti? Ok va bene, ma allora perché denigrare sempre il sud se poi si va a fare l’esame a mille km di distanza? La coerenza dei politici è praticamente NULLA. Come mai se a fare le leggi sulla scuola è uno della sinistra tu caro ravilo ti scateni contro mentre se la fa uno di destra l’appoggi? Ma smettila di fare il tifoso dei politici che non serve a niente!

        Tutti in piedi sul divano!!

      3. Ape Maya

        Ravilo… parla per te! Per fortuna anche in Italia c’è gente che studia o lavora (o studia e lavora contemporaneamente) con spirito di sacrificio e tanta onestà. Per il rispetto di queste persone evita queste inappropriate generalizzazioni. Grazie.

  3. SpigaVacand

    …ma non avrei fatto il moralista e non mi sarei messo a dare giudizi sui professori, a parlare di merito, ordine e disciplina…l’avrei fatto e a testa bassa mi sarei stato zitto.

    Non si discute l’esame a Reggio Calabria, ma l’alto tasso ipocrita e moralista del Ministro…tutto quì

    cià

  4. here I am

    In Italia e solo in Italia (il paese delle mezze verità) ci sono gli Albi che potrebbero essere meglio chiamati “Lobby“! a voi pare giusto che un diplomato o un laureato fatica tanto per studiare e alla fine il “pezzo di carta” non ti serve ad un emerito c…. perché poi devi fare gli esami di Stato per poter lavorare, <> questi “Albi” sono fatti a posta per controllare, politicamente, chi lavora nei vari ambiti e devono far convergere i lavori sempre su scopi prettamente economico, sì ma dei nostri tanto amati e votati “RAPPRESENTANTI”! Ricordatevi che gli Albi sono nati sotto il regime Fascista!!

     


    <<<< E POI DICONO CHE QUELLO DA COMBATTERE E' IL REGIME COMUNISTA!! >>>

     


    Non è poi tanto scandaloso il fatto che la “povera” Gelmini sia venuta qui nel profondo SUD a sbrigare questa “pratica burocratica”, ormai lo sappiamo bene che il SUD lo considerano solo quando fa comodo: al primo posto per i voti, per la munnezza, per le scorie radiattive (e non penserete mica che a Roma si sono dimenticati di Scanzano!!!) e, quando conviene come è successo alla Gelmini, per passare un esame di Stato, ecc…

     

    Ciao a tutti

     

    D.S.

     

     

     

     

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