Qualità della vita

Il Sole 24 ore ha pubblicato oggi il suo tradizionale rapporto annuale sulla qualità della vita nelle province italiane. Come era facile prevedere sembra che si vive bene al nord e al centro. Siena è prima in classifica. Le prime posizioni vedono la prevalenza di Toscana, Trentino, Lombardia, Emilia Romagna.
Il Sud? Pessimo.
Piccola consolazione: Matera è la provincia del sud in cui si vive meglio seguita a breve distanza da Potenza. A guardar bene però l’unico fattore che permette alla Basilicata di primeggiare è la sicurezza e l’ordine pubblico. Pochi reati insomma.
Per assurdo però Matera è la città italiana in cui c’è meno criminalità, meno furti, assassini e denunce ma anche la città peggiore subito dopo Bari riguardo l’efficienza della giustizia.
C’è da star contenti?

Qui il rapporto del sole 24 ore.


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2 Commenti

  1. Hank

     

    Seguo il rapporto de “il sole 24 ore” sulle province italiane  (e non sulle città come detto nel post!!!) da parecchio tempo.
    Tra l’altro Matera è già stata prima nel 2004 per popolazione e qualche anno fa (2002, se non mi sbaglio) nella categoria “amministrazione” (che adesso non è più presa in considerazione).
    Sono convinto che il rapporto sia fatto bene, e queste statistiche debbano far riflettere.
    Ma non penso che debba essere preso come oro colato in quanto si basa solo su una selezione di indicatori che possono essere più o meno rappresentativi della realtà, e che sono combinati con la tendenza a “fare classifiche”.

    Gli indicatori forniscono informazioni, ma non possono essere esaustivi nello spiegare alcuni fenomeni e nel rappresentare perfettamente i trend reali. Ciò spiega anche il perché delle forti oscillazioni da un anno all’altro. Ad esempio, Matera, prima per popolazione nell’indagine del 2004, oggi è 34a nella stessa categoria. Ma non penso che in provincia di Matera qualcuno si sia accorto di essere precipitato in classifica, nel giro di due anni, dal primo posto ai limiti della zona Uefa per divorzi, nascite, laureati, immigrati e densità di popolazione.

    Penso che, assieme al rapporto, debbano essere considerate altre indagini con cui confrontare i dati, e con questi analizzare, riflettere e cercare di capire le situazioni. Prima di tutto con le statistiche ufficiali.
    Purtroppo però il sito dell’Istat non è molto “dalla parte dell’utente”. I dati sono
    difficili da trovare, spesso per i non addetti ai lavori non sono immediati (nascosti in criptiche tabelle excel zippate), e molto spesso sono vecchiotti. Non parliamo della versione in inglese….

    Per quanto riguarda la sicurezza….è difficile trovare statistiche regionali o provinciali. Proprio sul sito dell’Istat ho trovato, una settimana fa, una tabella ufficiale sulla sicurezza relativa al 2001. 
    Nella tabella la Basilicata era la regione con meno reati contro il patrimonio personale (furti, furti in casa, scippo eccetera)  e contro la persona (rapina, aggressioni, tentati omicidi, eccetera).
    In particolare in Basilicata aveva subito un reato contro la proprietà il 2,3 % della popolazione (Italia 4,4%), contro la persona il 2,9 % (Italia 5,2%). I reati violenti, sottocategoria dei reati contro la persona erano un po’ più alti, 0,6% della popolazione, quinto miglior dato nazionale, insieme a Veneto e Marche e contro una media italiana dello 0,9% (spero di trovare dati più aggiornati).

    Ritornando alla tabella Istat: sia nei reati contro la proprietà che in quelli contro la persona, 6 regioni meridionali su 7 erano sotto la media nazionale (in entrambi i casi era la Campania a essere al di sopra della media). Regioni spesso considerate sicure, come Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, erano al di sopra della media nazionale in entrambe le categorie.

    Pur conoscendo già alcuni dati, la cosa mi ha sorpreso e non poco. I dati non sono tutto. Non spiegano molte cose. Ma possono smentire alcune convinzioni radicate e aiutare a capire meglio alcuni fenomeni come quello delle organizzazioni mafiose. A capire, ad esempio, dove sono più attive, e come si stanno evolvendo (non penso che un numero basso di reati sia “la scomparsa della mafia”, semmai
    una trasformazione in qualcosa di diverso e con effetti diversi sui territori) e quindi combatterle con una visione diversa rispetto al passato.

    Non penso che ci sia da essere contenti, ma da essere costantemente incavolati per risolvere i problemi che ci sono.
    A partire da quelli nella giustizia…..che non riguardano solo la criminalità ma anche le controversie civili tra i cittadini. 

     

     

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