Carnevale tra Dolci, Mostaccioli e Chiacchiere. Date, Ricette e Cenni storici della festa


E’ tempo di Carnevale, una delle feste più amate dai più piccoli ma anche dai golosi!

Chiacchiere di Carnevale di Montescaglioso

Spesso sono i supermercati a ricordarcelo anzitempo, ma è anche vero che non conosciamo tutto di questo periodo. Ad esempio come si chiamano esattamente questi dolci?

Bugie, cenci, frappe, galani o cròstoli: i dolci tipici di Carnevale cambiano nome a seconda della regione d’Italia in cui si mangiano, ma la ricetta è molto simile dappertutto. Ma quali sono le origini di questa ricorrenza?

La parola carnevale deriva dal latino carnem levare (“eliminare la carne”), poiché indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno (Martedì grasso) precedente al periodo di astinenza e di digiuno della Quaresima.

Ma quando inizia e finisce il periodo di carnevale?

La data di inizio del Carnevale coincide con la domenica di Settuagesima, che si celebra 70 giorni prima della domenica di Pasqua. In questo anno coincide con domenica 9 Febbraio, questo sarà il giorno in cui si inizieranno i festeggiamenti ufficiali, in cui si potranno portare in passeggiata bimbi mascherati e in cui i coriandoli invaderanno strade, scuole e anche le nostre case.

La data della fine del Carnevale 2020, sarà 40 giorni prima della domenica di Pasqua con il Martedì grasso che si festeggerà il giorno prima del mercoledì delle ceneri. Quest’anno il martedì grasso e la fine del Carnevale sarà il 25 Febbraio. Il giorno successivo, conosciuto come il Mercoledì delle Ceneri segna l’inizio della Quaresima.

Tanta storia e molte “chiacchiere”…
“A Carnevale ogni scherzo vale, e se già Seneca pensava che ‘una volta all’anno è lecito essere folli’ e Lorenzo il Magnifico, in occasione di carri carnacialeschi, scriveva: ‘Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza… brindiamo, friggiamo e godiamoci la spensieratezza.”

Friabili, dorate, rettangolari, con una spolverata abbondante di zucchero a velo: le chiacchiere di Carnevale hanno un aspetto e un sapore davvero inconfondibili.

La storia delle chiacchiere di Carnevale è molto antica. Le origini risalgono, infatti, a quando nell’antica Roma si celebravano i Saturnali, una festa molto simile al Carnevale odierno. Durante questo periodo di banchetti e feste popolari, in cui tutti i canoni sociali venivano ribaltati, uno dei simboli d’eccesso erano le frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale, distribuiti alla folla fra le strade della città.

Nella storia uno dei prodotti tipici del Carnevale è il maiale simbolo di lussuria e di tentazione e non a caso i festeggiamenti cominciano proprio nel giorno di Sant’Antonio Abate (17 gennaio) da sempre, iconograficamente, rappresentato con il fuoco e il maiale proprio per aver vinto sulle tentazioni del diavolo e sulle passioni.


Ricetta del dolce di Carnevale
Tanti nomi per una sola ricetta:

Bugie in Liguria, cenci in Toscana, frappe a Roma, galani in Veneto, cròstoli in Friuli.

L’impasto è a base di farina 00 (500 grammi), zucchero (80 g), burro(50 g) temperatura ambiente , tre uova. C’è poi chi aggiunge del Marsala, chi del vino bianco, chi del Vin Santo, chi ancora della grappa. Le varianti dipendono ovviamente dalle usanze regionali. Sottili o un po’ più corpose, le chiacchiere di Carnevale devono avere le bolle, segno che la sfoglia è stata tirata a dovere e la frittura è stata fatta a regola d’arte.

Hanno un apporto energetico elevato, conferito non dagli ingredienti dell’impasto, quanto dall’uso dell’olio per la frittura – che, con tutta probabilità, negli anni ha sostituito il ben più tradizionale strutto di maiale. Meglio quindi non mangiarne troppe!

“Sebbene il cristianesimo abbia cercato da sempre di reprimere le antiche pratiche pagane, il desiderio di dare libero sfogo alle passioni torna fatalmente perché è insito nella natura umana e, seppure in maniera molto più smussata, questa antica celebrazione del piacere è stata rinviata tra febbraio e inizio marzo e predispone al periodo buio e di astinenza della Quaresima prima della rinascita della natura in Primavera e quindi della Pasqua.

Così come genericamente, oggi, se ne conservano le caratteristiche dei festeggiamenti se ne conservano anche i piatti e i dolci preparati per l’occasione.”


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