Montescaglioso: ambiente

 Il territorio di Montescaglioso si estende per circa 17.000 ettari in ambienti tra di loro molto diversi e variegati, un piccolo scrigno sulla biodiversità. La parte centrale del territorio è attraversata dal fiume Bradano, quella orientale dalla Gravina di Matera e quella occidentale dal fiume Basento. Le ultime propaggini collinari dell’Appennino formano il massiccio crinale terrazzato che divide le valli del Bradano e del Basento caratterizzato da ampie formazioni alluvionali e sedimentali che hanno favorito lo sviluppo di un’agricoltura particolarmente ricca. Al centro, un altro crinale isolato divide la valle del Bradano dal bacino della Gravina che confluisce nel primo alle spalle di Metaponto. Anche qui le formazioni geologiche hanno favorito l’impianto di un’agricoltura ricca di potenzialità. I margini ed i pendii delle formazioni alluvionali sono spesso profondamente incisi da valloni e calanchi che originano spettacolari scorci panoramici e micro habitat specializzati. Il versante orientale del territorio è invece caratterizzato dalla presenza delle ultime piattaforme calcaree della Murgia che proprio nel territorio di Montescaglioso affondano, sommerse dai riporti appenninici. Le valli dei tre fiumi sono formate dai riporti determinati dai bacini idrici e si presentano particolarmente adatte all’agricoltura. Circa 3.000 ettari del territorio di Montescaglioso rientrano nella perimetrazione del Parco della Murgia Materana, ma anche altre aree evidenziano valenze ambientali e naturalistiche di notevole importanza. – La Difesa di S. Biagio, circa 800 ettari, individuata come area preparco del Parco della Murgia Materana; – I boschi del demanio, S, Vito, Vetrano, Bufalara, Lavandaro, Lago del Lupo, testimonianze di una copertura forestale prevalentemente a querceto, ereditata dai Benedettini di S. Angelo che per secoli ne erano stati i possessori. – Il rimboschimento e gli spettacolari calanchi di Monte Vetere e dei Vignali. – Il canale e le sorgive del Portico lungo la Carrera. – Le golene ed il corso del fiume Bradano, una sorta di autostrada dell’avifauna migratoria che lungo questa direttrice si sposta dalla costa verso il Lago di S. Giuliano. – Il corso della Gravina, intorno al quale si collocano le aree più pregiate del Parco della Murgia Materana con numerosi endemismi. L’attività del CEA su tali tematiche è stata finalizzata a censire gli aspetti naturalistici significativi ed a diffondere la consapevolezza del bene che la comunità detiene con programmi sviluppati nelle scuole e tra gli adulti realizzati con escursioni visite ed esperienze dirette sul territorio.


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