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Civiltà dell'olio.



Titolo: Civiltà dell’olio: Montescaglioso e le colline del Bradano.

Pagine 22, con 27 foto a colori, 1 grafico. Costo € 3,00. Editore: CooperAttiva / Montescaglioso.

   

Un opuscolo pubblicato nel 2000 in occasione della manifestazione Olivarum organizzata nell’abbazia di Montescaglioso. Il radicamento della coltura dell’olivo e la produzione dell’olio nel territorio di Montescaglioso nel corso dei secoli sono ricostruiti attraverso la lettura del territorio, il paesaggio agrario e ricerche nelle fonti d’archivio. La produzione dell’olio appare per Montescaglioso una delle grandi ricchezze del passato. Il produttore più importante per oltre sette secoli è stata l’abbazia  di S. Michele Arcangelo. I Benedettini si insediano a Montescaglioso nella metà del secolo XI e già in quella fase praticano sistematicamente l’olivicoltura soprattutto nei rilievi intorno al Bradano ove ampliano l’areale di diffusione di una pianta d’olivo che trovano già presente sul territorio. E’la cultivar oggi nota con il nome di “ ogliarola bradanica “ che però risulta introdotta nella valle del Bradano intorno al VII – VI secolo a. C. dai Greci. Le ricerche di Agrobios hanno dimostrato come l” ogliarola bradanica “ sia una gemella di una cultivar proveniente dall’Attica in Grecia e che la stessa pianta corrisponda ad altre varietà diffuse in Toscana. Nell’opuscolo si avanza l’ipotesi che a veicolare l’ogliarola verso l’Italia Centrale possano essere stati i benedettini di Montescaglioso la cui comunità, dopo l’annessione alla Congregazione di S. Giustina da Padova nel 1484, è governata per molti anni da abati provenienti dalla Toscana e dal Veneto. La circolazione di monaci e prodotti all’interno della congregazione cassinese dal secolo XVI può aver determinato una sorta di “ emigrazione “ della cultivar verso altre regioni. La grande produzione di olio nel paese è supportata dalla presenza di numerosi frantoio. Ne sono stati rintracciati ben 18 alcuni dei quali appartenuti ai monaci di S. Angelo ed ancora esistenti a S. Lorenzo di Murro, Parco dei Monaci e nei sotterranei della stessa abbazia. Alla produzione di olio sono legate varie strumentazioni ed attrezzature, molte delle quali si rintracciano esposte nel Museo della Civiltà contadina. Tra queste, grandi giare di terracotta e lampade ad olio.  






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