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Mobil shop



Un negozio nomade in giro per l’Europa, nato a Rotterdam, trasmigrato in Norvegia, Germania, Austria ed infine giunto a Montescaglioso nel 2002. L’idea è del gruppo olandese ROOM (Rotterdam) presente negli scambi giovanili di Montescaglioso. Il concetto di base è che l’arte non è tanto l’oggetto, il quadro, la scultura, quanto la relazione che l’azione o l’oggetto riescono a mettere in moto. Lo scambio, ovvero il baratto è arte esso stesso poiché crea una relazione tra soggetti diversi.

Il negozio  Clienti  Baratto 1 Baratto 2 Baratto 3 Baratto 4

La “ merce “ del negozio è costituita da piccole opere d’arte realizzate appositamente o donate da giovani artisti oda oggetti di uso quotidiano che diventano “ arte “ nel processo di astrazione operato dall’intervento dell’artista. Il negozio, nella sua prima apertura a Rotterdam ha così messo in moto un primo flusso di scambi col sistema del baratto: chi lasciava un altro oggetto o un altra opera, poteva scambiarla con quelle già disponibili. Stesso meccanismo nelle altre città europee. Il via vai di artisti e di gente comune rinnova continuamente le disponibilità del negozio ma crea anche relazioni puntiformi e a rete nel vecchio continente. Un oggetto parte da Rotterdam, si ritrova ad Oslo, poi magari è scambiato a Monaco e così via. Il negozio è appunto “ mobil “ e quindi giunge anche a Montescaglioso nel 2002. Gli olandesi aprono lo shop in un piccolo locale di Corso Repubblica. Si effettua la normale presentazione al pubblico e si attrezza una piccola vetrina. Gli oggetti sono tanti: dalla bottiglietta di plastica, trasformata in scultura, ai pupazzetti da collezione per finire a qualche piccolo oggetto da sexshop che in qualche caso disorienta gli “ acquirenti “ locali. A Montescaglioso il pubblico partecipa, entra, chiede, effettua qualche baratto. Qualcuno cede una poesia in cambio di un tatuaggio. Anche qui il “ mobil shop” lascia qualcosa, si arricchisce di altro e crea relazioni tra persone, oggetti e luoghi per proseguire poi il proprio viaggio verso chissà quali altre mete.

Testo: Francesco Caputo (CEA Montescaglioso; foto Ass. ROOM (Rotterdam).






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