- CEA MONTESCAGLIOSO
- Escursioni
- Abbazia aperta
- Altojanni
- Bosco di Policoro
- Dal Castello alla Badia.
- Dall'eremo al cenobio.
- Irsina
- Lago di Pignola
- Matera
- Melfi
- Moliterno e Grumento
- Montescaglioso
- Murgia S. Andrea
- Murgia S. Maria
- Murgia Saraceno
- Murgia Timone
- Orienteering a Montescaglioso.
- Trekking, Matera - Montescaglioso
- Venosa e Banzi
- Vulture Altobradano
- MONTESCAGLIOSO
- Eventi e riti
- Montescaglioso: ambiente
- Montescaglioso: monumenti
- Abbazia: chiese a Montescaglioso
- Abbazia: chiese in altri paesi
- Abbazia: grancie in val Bradano
- Abbazia: la chiesa
- Abbazia: le cisterne.
- Abbazia di San Michele
- Abitati italici
- Archeologia
- Borgo Andrisani (in costruzione)
- Cantine rupestri
- Cappuccini
- Casili
- Chiesa Madre
- Chiese rupestri (in costruzione)
- Chiese secolari
- Fortificazioni
- Masserie
- Palazzi
- S. Agostino
- S. Biagio
- San Rocco
- SS. Annunziata
- SS. Concezione
- Torre dell'acqua
- Montescaglioso: storia
- Patrimonio rupestre
- AFGHANISTAN PACHISTAN.
- Africa Nord
- AFRICA Subsahara.
- America Latina
- Arabia
- Balcani
- Basilicata.
- Bibliografia rupestre.
- Caucaso.
- Cina.
- Città future sotterranee.
- Egitto
- Francia.
- Germania e Austria
- Giappone e Corea.
- Gran Bretagna e Irlanda.
- Grecia e Cipro
- Grotte di S. Michele.
- Habitat rupestre in Basilicata
- Il Parco della Murgia Materana
- India / Sri Lanka/Buthan/Nepal
- Indocina.
- Iran e Iraq
- Israele
- Italia
- Mar Nero
- OCEANIA
- Paesi Bassi
- Patrimonio rupestre: siti.
- Patrimonio rupestre euromediterraneo
- Portogallo.
- Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria.
- Rupestre UNESCO
- Spagna.
- Turchia.
- USA e Canada.
- Rete CEA lucani
Disubbidienza
Global / local. Il dibattito sulla globalizzazione è una costante in tutte le attività culturali transnazionali. La globalizzazione è una opportunità, un’ampliamento della democrazia, o al contrario l’imposizione di modelli culturali e di consumi unici imposti dalle leggi del mercato ? Il processo di formazione dell’unità europea suscita la diffidenza dei cittadini anche perché impone modelli indifferenti alle identità locali e territoriali. Nel progetto GARBa del 2001, l’approccio al tema del global/local è organizzato dal gruppo italiano con modalità inconsuete: una cena votata alla disubbiedienza. Il punto di partenza è la constatazione che un aspetto particolarmente non condivisibile delle centinaia di normative prodotte a ciclo continua dalla burocrazia europea riguarda l’imposizione di norme rigide sulle produzioni gastronomiche tipiche locali, apparentemente dettate dalla necessità di innalzare il livello igienico e sanitario del prodotto al consumo. Sono normative e procedure vissute dalle popolazioni locali specie nell’Europa mediterranea come un tentativo di azzeramento della identità del territorio, un sostanziale contributo alla distruzione delle diversità dei prodotti gastronomici e il prodotto delle imposizioni della grande industria alimentare. Insomma la pizza non andrebbe cucinata nel forno a legna, il formaggio di fossa dovrebbe essere cancellato come pure le produzioni casalinghe ed artigianali. Ed ecco la disubbidienza dei consumatori. Organizzare una cena dedicata al consumo di prodotti fuori mercato o non accettati dalle normative comunitarie.

La organizzazione della cena è molto laboriosa poiché il gruppo di lavoro deve partire dalla conoscenza delle tradizioni e dei prodotti locali e dopo procurarsi la materia prima. Si giunge alla cena tra i molti interrogativi dei commensali: con che cosa ci avveleneranno? Ed ecco il menù al quale tutti con molto coraggi odi avvicinano nonché il risultato di tante ricerche. L’acqua: via dalla tavola quella minerale ed anche quella di rubinetto, solo acqua di sorgente prelevata alle fonti di S. Canio tradizionalmente ritenute le migliori di Montescaglioso. Verdure crude di contorno: esclusivamente erbe di campo raccolte sulla Difesa e sulla Murgia, rucola molto piccante, bietole e cicorie selvatiche e insalata con la ormai scomparsa “ p’rchiazz “. Ricotta e formaggio fresco direttamente dallo jazzo del pastore. Melanzane e carciofi sottolio dalle vecchiette del centro storico. Capuzze di agnello al forno e cervella ripassate in padella. Involtini con interiora di agnello. I frutti ormai fuori mercato: melegrane, fichi d’india, fico rosso “ canetano “, carrube secco e tisana alla carrube e all’eucalipto, cotogno cotto sotto la cenere. Dolce super proibito: sanguinaccio di maiale. Infine il fuorilegge per eccellenza, il pecorino con i vermi della Murgia.
Testo Francesco Caputo (CEA Montescaglioso); foto Edith Molnar (Young Artists Association - Budapest), archivio progetti GARBa.
»
- Login or register to post comments
- Inoltra questa pagina
Versione stampabile