venerdì 20 ottobre 2017

PAZIENTI

Si fa sempre una gran confusione nell’usare il termine “paziente”.

Quando è usato come sostantivo indica “una persona che si rivolge ad un medico o ad una struttura di assistenza sanitaria per accertamenti o problemi di salute”. Mentre quando è usato come aggettivo si riferisce ad una persona che ha o esercita pazienza, una persona tollerante, calma.

Bene.

All’UNIMED di Montescaglioso i due significati sono spesso confusi e si tende ad abusare della pazienza dei pazienti (scusate il giro di parole!).

Basti solo pensare che per ottenere una qualsiasi prescrizione medica di routine periodica è necessario recarsi per ben due volte presso la struttura medica, lasciando trascorrere almeno mezza giornata e ritirarla entro le ore 11,00, altrimenti si corre il rischio di trovarsi davanti ad un siparietto impenetrabile, dietro il quale operatrici inesperte di computer – che potrebbero usare immediatamente subito dopo la richiesta della prescrizione – si rivolgono al paziente (sostantivo) rimproverandolo di non essere paziente (aggettivo) e comprensivo del loro lavoro.

Si può ovviare a tutto questo o il paziente è costretto a pronunciare, parafrasandola, la frase di Cicerone “Quo usque tandem, UNIMED, abutere patientia nostra”?


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