martedì 17 ottobre 2017

Montescaglioso, il Gioiello d’Italia

Montescaglioso è un paesino dal nome bellissimo, arroccato su una dolce collina della Basilicata. Internet a malapena ne parla e la gente dei dintorni, quando chiedo informazioni, mi guarda in modo stupito: cosa mai penserà di trovare di tanto interessante a Montescaglioso, questa strana ragazza del Nord? La verità è che non lo so nemmeno io e nessuno sa darmi delle vaghe motivazioni per recarmici. Però c’è quella mia perenne tensione verso le bellezze semplici, poco eclatanti, che mi spinge a scoprirla, quel titolo assegnatole di “Gioiello d’Italia 2012” (qualcosa vorrà pur dire!) e un autobus che in poche decine di minuti mi ci porta. Motivi sufficienti per fare un biglietto e andare.

Il paesaggio di cui mi sono innamorata...

Il paesaggio di cui mi sono innamorata…

La scorgo ben presto, da lontano. Se ne sta lassù, in cima ad una collina, raccolta in se stessa e incorniciata da qualche campanile, come solo le città delle fiabe sembrerebbero essere. Arrivando da nord, alla vicina Matera, mi dividono da lei solo i pochi tornanti che risalgono quella collina sulla quale l’autobus lentamente si arrampica.

In quel giorno di metà agosto, con il sole alto, il centro è quasi deserto e i visitatori saranno al massimo cinque, me compresa. Nel primissimo pomeriggio anche l’ultimo bar si svuota. Lungo le strette vie di Montescaglioso rimaniamo io, qualche gatto sonnacchioso e le immancabili rondini. Poi il tintinnio delle posate sui piatti, che giunge dalle finestre aperte e un’atmosfera immobile che più immobile non si può.

Il centro storico, così come molti piccoli centri della zona, è fatto di leggeri saliscendi e costruito in modo da favorire la canalizzazione e la raccolta della scarsa acqua piovana. Ai suoi margini, percorrendone il perimetro, il panorama che si spalanca è davvero mozzafiato: una vista a trecentosessanta gradi della Murgia e del territorio collinare circostante. Nelle giornate più limpide, guardando in lontananza, si scorge Matera verso nord, la piana di Metaponto verso sud, e ancora un po’ più in là addirittura Taranto. Uno spettacolo per gli occhi ma anche per la mente e per l’anima, che di fronte a quell’immensità silenziosa si placano e si rasserenano. Una meraviglia tale che non capisci come mai nessuno abbia ancora sentito il bisogno di raccontarla proprio a tutti.

Un piccolo mondo antico

Un piccolo mondo antico

La dolcezza infinita delle colline della Basilicata vista dall'alto di Montescaglioso

La dolcezza infinita delle colline della Basilicata vista dall’alto di Montescaglioso

Facile perdersi completamente in quell'orizzonte...

Facile perdersi completamente in quell’orizzonte…

Il luogo è impregnato di storia come pochi altri. Questa collina della Basilicata così poco conosciuta,  così stratificata di testimonianze di tutte le epoche, fu un tempo addirittura una ricca propaggine dell’antica Magna Grecia. Lo raccontano i brandelli delle antiche mura (seppur tristemente confinati come presenze scomode all’interno di un recinto e in balìa delle erbacce), quel telamone (i telamoni erano statue maschili in pietra che reggevano le architravi di templi ed edifici pubblici, diffuse nel mondo ellenico) che sembra portarsi sulle spalle tutto il peso della sua storia, e gli altri incredibili resti recentemente rinvenuti, in gran parte già portati nella vicina Matera: a Montescaglioso il turismo non è abbastanza consistente per far sopravvivere un museo e i fondi stanziati mai sufficienti per completare gli scavi archeologici, che sono una continua ed enorme spesa oltre che un’ancor più grande scoperta.

Verso la fine del pomeriggio, mi dirigo alla fermata dell’autobus che arriva senza troppo affannarsi per rispettare la tabella oraria. Le strade strette iniziano a ripopolarsi dei piccoli veicoli ronzanti a tre ruote, di una miriade di vecchietti con seggiola al seguito che, scampato il caldo torrido delle ore centrali del giorno, si ritrovano per una chiacchierata, e di anziane signore che mi osservano dalle finestre.

Un piccolo mondo antico che grazie alla sua storia, da poco riscoperta, sta pian piano riconquistando quell’orgoglio e quella vitalità che nasce da un’identità riscoperta. Un’identità che va raccontata, prima di tutto ai suoi abitanti, affinché diventi patrimonio di ognuno. Nella speranza che, al prossimo viaggiatore come me in cerca di bellezza, qualcuno possa dire “Vai a Montescaglioso. Lì la troverai”.

Curiosità di viaggio:

  •  Si pensa che il nucleo primitivo di Montescaglioso sorgesse sotto l’attuale abbazia di San Michele Arcangelo: concedetevi una tappa al suo interno, è un vero gioiello. Scegliete la visita guidata, pagate quelle poche monetine in più e ne scoprirete i sotterranei, che erano, secoli fa, la superficie estremamente organizzata di una antica città, di una efficiente macchina per la trasformazione delle materie prime del luogo in farine, olio, vino.
  •  Avreste mai immaginato che a Montescaglioso, nel rovente Sud non lontano dal mare, potesse esserci un’antichissima cisterna per la raccolta della neve, scavata nella calcarenite per una profondità di quasi cinque metri? Io, considerati i quaranta gradi all’ombra di metà agosto, se non l’avessi vista con i miei occhi avrei faticato ad immaginarla.
Il panorama della Murgia

Il panorama della Murgia


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