giovedì 21 settembre 2017

D’Alema an_NICHI_lito

Volevo lasciare queste 2 righe sul guestbook ma ho preferito aprire un forum…. magari qualcun altro vuole esprimere le proprie riflessioni sullo stesso argomento.
Ieri in Puglia ci sono state le prime vere primarie degne di questo nome. Secondo me sono il primo barlume di speranza in Italia da 15 anni a questa parte. Per la prima volta chi è stanco e stufo di Berlusconi, D’Alema e gentaglia simile ha potuto ricominciare a sognare che qualcosa può cambiare anche da noi.
Non mi interessa molto sottolineare la vittoria di Vendola… è un politico con i suoi pregi e difetti con cui si può essere o meno d’accordo… ma questa è la vittoria della base contro le segreterie ormai lontane dalla gente.


Commenti da Facebook

6 Commenti

  1. Wiseman

    è la risposta che aspettavo!

    condivido le speranze di Ciffo, auguriamoci che anche da noi, alle prossime elezioni emerga un messaggio forte di cambiamento. Complimenti a quei coraggiosi 200.000 pugliesi che hanno detto chiaramente che non se ne può più di inciuci (Dalema) e manfrine (Casini).

  2. tm

    nonostante io sia molto scettico sullo strumento delle primarie cosi come solitamente utilizzato non nascondo che questa volta mi sono davvero emozionato.
    speriamo che questo vento di democrazia sia l’inizio di una nuova primavera per la sinistra italiana e quanti ancora credono nei valori di una politica al servizio del popolo

  3. vince_ditaranto

    Condivido pienamente il testo di Ciffo. Al di la di chi ha vinto, è degno di nota lo scenario in cui tutto ciò è avvenuto.

    E’ giunta l’ora, soprattutto per il PD che deve proporre una alternativa reale, in cui i leaders come D’Alema e soci ammettano la loro inadeguatezza e facciano un passo indietro.

    La storia li ha BOCCIAti…… (grazie Wise..!!)

    1. RoKKo77

      Cosa centra Berlusconi nelle primarie?vedi che non si vota il candidato del centrodestra, e poi in puglia si è chiesto agli elettori di sinistra di votare tra il ricandidare Vendola o candidare un personaggio imposto da D’Alema, e poi tu che ne sai che non siano proprio gli elettori di centrodestra ad essere andati a votare per far disperdere i voti dell’UDC evitando alleanze?tu questo non lo sai come non lo so io perciò questi commenti inutili giusto per darti l’ennesima possibilità di usare il nome Berlusconi nei tuoi post sono semplicemente degni di una tale infantilità nell’affrontare il tuo rapporto con il centrodestra italiano che sappiamo essere solo pieno di astio!

  4. drago

     ciao ragazzi, voglio dare il mio contributo a questa discussione su Vendola. Ho seguito la vicenda da vicino stando a Bari.

    Dico subito che Bari si è trasformata nei giorni scorsi nella capitale della politica italiana, perchè l’attenzione per l’evento delle primarie era molto forte da parte di tutti i mezzi di informazione nazionale.

    Vi racconto un pò qualche curiosità sulla organizzazione del comitato di Vendola, appresa un pò dalle tv e un pò da alcuni amici fans di vendola.

    I sostenitori di Vendola hanno messo in piedi una grande mobiltazione,. Molto bello è stato il manifesto che riassumeva la campagna dei vendoliani: c’era un immagine del presidente in mezzo a tanta gente sorridente, e sotto lo slogan era: Nichi Vendola, solo contro tutti. Ma nella parola "contro" vi era una linea che cancellava l’ultima parte, ovvero"Tro". Quindi si leggeva Vendola solo con tutti. Quei geniacci dei pubblicitari ci hanno azzeccato ancora dopo le loro trovate nelle scorse campagne elettorali.

    La macchina organizzativa del presidente ha organizzato nel centro di bari la Cosiddetta "Fabbrica di Nichi",uno spazio in cui in teoria i giovani potevano dare suggerimenti.

    Da qui sono partiti i famosi video su Youtube di Vendola,in cui sullo sfondo del presidente vi erano dei cartoni e delle scritte"difendi la Puglia Migliore". Un’altra tecnica ben riuscita.

    Azzeccata anche la mossa di organizzare i "pulman per nichi", pulman degli studenti universitari fuorisede da Roma, Firenze Bologna ecc per scendere a votare. I ragazzi sono stati  accolti in piazza Prefettura con dei cesti di arance e uova e prodotti tipici.   

    Ancora, grande organizzazione nel comizio finale: presenti Riccardo Scamarcio e Franco Cassano. Vendola ha parlato per un’ora e mezza, collegamento su varie radio locali.

    il risultato è stato quello di una vittoria schiacciante.

  5. Raf

    Qualcuno ha provocatoriamente definito Vendola “il Berlusconi rosso”, per il suo carisma e soprattutto per il consenso “emotivo” che riscuote nella gente.

    Io sono contento che in questo caso abbia prevalso il volere della base rispetto a quello dell’oligarchia della sgreteria. Tra l’altro è anche una vittoria del volere territoriale rispetto alle manovre fatte da Roma.

    C’è un aspetto, però, che il laboratorio Puglia ha fatto emergere e che in qualche modo conferma una tendenza della partecipazione politica attuale…

    Come accade per Silvio, anche per Nichi è forte il legame tra gente e leader (non a caso sono chiamati entrambi per nome). E un leader che ha questo rapporto viscerale con il popolo è amato o odiato con la stessa intensità. Probabilmente Vendola sarebbe l’anti-Berlusconi ideale da candidare nel centrosinistra.

    Generalizzando (andando al di là del caso Vendola) leggo l’ affermarsi delle forti personalità e del consenso emotivo come un elemento abbastanza in contrasto con i principi della democrazia rappresentativa.

    In una democrazia evoluta e molto bilanciata come la nostra, il partito, purificato dalle degenerazioni affaristiche e oligarchiche, probabilmente è ancora l’istituzione che più si concilia con tale concetto di democrazia.

    Il filo diretto tra leader e popolo (senza passare dai filtri della rappresentatività), per certi aspetti è segno di partecipazione attiva e di forte consenso, per altri è una degenerazione verso una forma di democrazia diretta, in cui alle idee e alle visioni della società si sostituiscono spesso i sentimenti e l’emotività.

    Ciò non è per forza negativo ma è in qualche modo contradditorio rispetto alla struttura stessa delle istituzioni democratiche italiane. O forse sono queste ultime a non essere più adeguate.

    Occorre riflettere su questo…

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