Non nascondiamo la testa sotto la sabbia.

Premetto.

Sono contro qualsiasi forma di violenza.

Sono contro qualsiasi deturpazione del diritto alla parola e libertà di pensiero (anche se in fondo al mio cuore sento che non avrei tanta voglia di far parlare mafiosi o delinquenti).

Premetto che con questa nota non voglio giustificare gli atti di violenza che si stanno, ahimé, perpetrando durante la festa nazionale del Partito Democratico. 

Letta accusa le forze dell’ordine per non aver fatto bene il proprio lavoro, Bersani parla di attacco squadrista, riferendosi a ciò che è accaduto a Bonanni, Veltroni fa lo stesso, Epifani dice che è inaccettabile tutto ciò, Fini parla di “atto di aggressione di un gruppo di facinorosi”. 

Insomma ognuno pronto a dare la colpa a questo o a quell’altro, ma allo stesso modo pronti a nascondere la testa sotto la sabbia. 

Nessuno che si chieda il perché di tutto questo. 

Io però me lo sono chiesto e  la risposta mi è balzata alla mente in men che non si dica.

Io credo che oramai la gente sia stanca; la gente ha il sentore che non ha più nulla da perdere; la gente si è davvero rotta le scatole di sentire dirigenti di partito che si accapigliano fra di loro per le primarie, per l’attribuzione di assessorati, per la suddivisione delle poltrone; la gente si è stancata di vedere il teatro dei burattini cui il governo la costringe ogni giorno. 

La gente, questa gente che pare nessuno riconosca più, di cui nessuno più conosce i bisogni, le esigenze, i problemi, vuole delle risposte e se il governo non gliene dà. quelle risposte le vuole da noi e noi abbiamo il dovere morale di fornirgliele. 

Siamo di fronte a partiti lontani dal popolo, lontani dalla gente che deve rappresentare. 

Possibile che non ci si renda conto che stiamo vivendo una situazione sociale, economica e finanziaria davvero drammatica; una situazione che fa cadere la gente nella più cupa disperazione. 

Non nascondiamo la testa sotto la sabbia, non serve e non porta a nulla, ma solo tanta rabbia e si sa che, purtroppo, la rabbia può degenerare in violenza. 


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