Diffamazione aggravata ai danni di Bubbico: condanna per Vulpio e Mieli.

Il senatore Filippo BubbicoIl senatore Filippo BubbicoIn un comunicato stampa il senatore Filippo Bubbico ha reso nota la condanna del giornalista del “Corriere della Sera” Carlo Vulpio e l’ex direttore del quotidiano milanese Paolo Mieli per diffamazione aggravata. L’articolo incriminato, pubblicato sul Corriere e ripreso da altri quotidiani, trattava di una presunta truffa ai danni dell’Unione europea in riferimento ad una produzione di bachi da seta. Di seguito il comunicato completo:

Il giornalista del “Corriere della Sera” Carlo Vulpio e l’ex direttore del quotidiano milanese Paolo Mieli sono stati condannati dall’ottava sezione del tribunale penale di Milano (giudice dott.ssa Chiara Maria Nobili) per diffamazione aggravata ai danni del senatore Filippo Bubbico, al quale è stato anche riconosciuto il risarcimento dei danni morali per la vicenda. Vulpio era stato querelato per un articolo pubblicato il 26 aprile 2007 dal Corriere della Sera, nel quale il nome di Filippo Bubbico era stato associato ad una presunta truffa ai danni dell’Unione europea in riferimento ad una produzione di bachi da seta. “Con questa condanna, che segue quelle già ottenute in primo grado e in appello per una precedente iniziativa diffamatoria – afferma l’avvocato Michele Porcari, legale di Filippo Bubbico – finalmente viene riconosciuto l’atteggiamento chiaramente persecutorio che attraverso una serie di articoli il Vulpio ha messo in atto ai danni del Senatore Bubbico”. “La decisione del tribunale di Milano – prosegue Porcari – conferma la fondatezza della nostra denuncia a tutela della correttezza e trasparenza dell’operato del Senatore Bubbico che e stato riaffermato anche attraverso questo processo. . La sistematica campagna denigratoria di cui egli è stato fatto oggetto negli anni scorsi, non ha nulla a che fare con il diritto di cronaca e di critica, e si manifesta invece come una attenzione deviata, che continueremo a perseguire in ogni sede”. Porcari infine rende noto che per un articolo riguardante la stessa vicenda, pubblicato da “Il Giornale” il 24 aprile 2007, era stato querelato anche il giornalista Gian Marco Chiocci, che ha però fatto pervenire una lettera di scuse al senatore Bubbico, riconoscendogli anche i danni subiti a causa della inesattezza dell’articolo.

fonte: basilicatapd.it


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11 Commenti

  1. vince_ditaranto

    Visto che sono stato chiamato in causa intervengo molto volentieri sulla questione Vulpio. Dico soltanto che i miei giudizi sulla questione erano innanzitutto "politici", l’aspetto giudiziario è relativo in quanto non è il mio ramo e non posso giudicare.

    Cmq bisognerebbe leggere le MOTIVAZIONI della sentenza che spesso rivelano molto di più del semplice verdetto anche perchè sono scritte in lingua per tutti (tutti quelli che vogliono capire). Se qualcuno riesce a procurarsele potremo parlare meglio.

    Molte volte abbiamo racontato che una condanna per diffamazione per un giornalista è una cosa da prendere con le pinze.Tutti i più grandi giornalisti hanno almeno una condanna per diffamazione, figuriamoci quelli più piccoli.

    Faccio un esempio per farmi capire meglio: se io giornalista denuncio una situazione sospetta facendo nomi e cognomi e parlando di truffa e cose del genere rischio molto….perchè magari i nomi non sono quelli giusti e magari non era una truffa in quanto le carte erano legalmente a posto. Che succede a quel punto? Il fatto "politicamente" sussiste ma il giornalista viene punito GIUSTAMENTE per diffamazione. La condanna del giornalista però non deve cambiare il senso "politico" del fatto che ha raccontato.

    1. vince_ditaranto

      Falco, visto che sei propenso ai vocabolari, perchè non cerchi anche il significato di "paraocchi"o anche di "tifoso" Cool.

      Avevo scritto una risposta più lunga……ma ho deciso di cancellarla. Parlare con te di queste cose è solo tempo sprecato.   

  2. falco

    Non credo ai miei occhi!!

    Cosa mi tocca leggere! anche di fronte all’evidenza! 

    Roba da mettere il reggiseno alle mucche. 

    Io avrei i paraocchi o sarei tifoso nel chiedere, da oltre tre anni,  un attimo di prudenza nel giudicare certi attegiamenti.

    Corvo sei senza "trascorso". (si senza trascùrs). Ha ragione l’amico anonimo del guestbuk, ti arrampichi sugli specchiUndecidedLaughing.

    Se vieni a Monte in questo fine settimana ci sentiamo a voce forse è meglio. Ciao bello. 

    1. corsaro nero

       Scusate se mi intrometto nella vostra discussione, vorrei dire che non è da molto tempo che seguo il vostro sito ma mi è parso subito interessante per gli argomenti trattati. In merito alla sentenza, a prescindere dalle persone coinvolte che possono essere simpatiche o no, resta il dato significativo e da non sottovalutare, che il giornalista in questione è stato pluri condannato sia per la querela in oggetto che nei confronti di altre persone e quindi la domanda nasce spontanea: fino a che punto può essere preso in considerazione la serietà del cronista condannato e la vericità del suo operato? E’ vero che i giornalisti hanno il diritto di libertà di informazione ma hanno sopratutto il dovere di verificare la fondatezza della fonte e la vericità delle notizie che si apprestanoa pubblicare. Paradosso: domani mattina apro il giornale è leggo che uno di voi fa parte di una associazione a delinquere ed altro, come reagireste? Grazie

      1. ciffo

        Sono proprio curioso di vedere quanti altri interventi leggeremo del corsaro nero.
        Su queste vicende si è già detto tanto e scrivere ancora servirebbe solo a ripetere gli stessi concetti.
        Personalmente dissi già cosa pensai a riguardo quando Vulpio fu condannato la prima volta per gli articoli su Bubbico:
        Ancora su Vulpio

        Quello che a me non piace è che ci sono certe persone per cui le cose sono nere o bianche. Per alcuni il semplice postare un articolo di Vulpio significa lesa maestà nei confronti del senatore Bubbico quasi che chi non si schiera contro “la carta straccia” del “pessimo”? giornalista sia un furfante.

        Le questioni vanno sempre viste a 360°. Giusto per non parlare delle solite persone faccio un esempio diverso.
        Per me ad esempio Feltri è uno dei peggiori giornalisti italiani. Le sue ultime inchieste su Fini erano carta straccia. Ma non mi sognerei mai di invocare la chiusura del Giornale o la censura dei suoi articoli in quanto le vicende giudiziarie e i giudizi politici sono semre 2 cose separate e comunque quando leggo il giornale ho sempre bene in mente che quella è solo una delle tante campane.
        Fini non ha commesso sicuramente nessun reato ma il fatto che gli elettori di AN ora sanno che ha svenduto una casa di proprietà del partito a suo cognato secondo me è cosa buona e giusta. Pur rimanendo Feltri un cialtrone.
        E Fini sicuramente avrà modo in futuro di fare bei soldini dai tanti articoli di Feltri sulla questione. Certo la sua onorabilità ne sarà andata di mezzo ma sono sicuro che per chi è in politica le regole del gioco sono sempre molto chiare.

        1. corsaro nero

          Caro ciffo non vedo perchè devi rispondere con un retropensiero nei miei confronti.nel post di ieri ho solo scritto che è un diritto di tutti i giornalisti dare libera informazione, ma la stessa deve attenersi ai fatti reali.e l’ho fatto senza tirare in ballo nessuno.Nel caso preso ad esempio da te,Feltri ha attaccato Fini in quanto realmente il cognato abita a Montecarlo,  a differenza di qualche altro collega che ha calunniato senza riscontri oggettivi come dimostrabile dalle sentenze succedutesi. 

          1. ciffo

            Ti chiedo scusa per il retropensiero.
            Il mio spiacevole pregiudizio è la naturale conseguenza di anni di scarsa partecipazione al sito e ai forum tranne rare eccezioni, solitamente discussioni politiche “calde”, dove è sempre molto facile vedere nuovi utenti che puntualmente spariscono dopo pochi giorni.
            Sono sicuro che saprai farmi pentire del mio retropensiero condividendo con noi i tuoi interessanti punti di vista su mille questioni da ora in poi.
            A presto
            ciffo

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