Carissimo Don Vincenzo

Carissimo Don Vincenzo,

è sempre un piacere  incontrarti e ascoltare le  parole che ogni giorno riesci a dedicare ad ognuno di noi, a me che semplicemente con te mi fermo a parlare, e ai tanti che invece ti bussano per una parola di conforto, o per chiederti aiuto in qualche misura in questo periodo in cui la crisi maggiormente si fa sentire anche dalle nostre parti.

Sei sempre disponibile, gioioso, sorridente e amorevole verso tutti, e questo fa di te una persona speciale.

Non ti nascondo però il disagio che ho provato stamattina quando invece che confortare, sembrasse quasi tu cercassi conforto nelle mie di parole.

Capisco le tue ansie, non è facile dover fare delle scelte quando ciò che si ha è poco e le persone che bussano alla tua porta sono tante, specie come tu affermi, quando si è certi che una parte di essi lo fa per abitudine e forse neanche hanno per davvero bisogno.

Non è facile per me che non sono un credente, figuriamoci per uno come te che ha sposato la causa di quel Vangelo che predica amore per i poveri.

E’ proprio dal Vangelo che voglio attingere la mia risposta Don Vincenzo, da quella parte dove Gesù rivolgendosi ai Sacerdoti pone loro la domanda sul cosa avrebbero fatto nel caso in cui si fossero presentati da loro nove farabutti e un solo bisognoso. Avrebbero lasciato morire il bisognoso per cacciare i farabutti, o invece avrebbero accolto tutti pur di salvarne uno?

Vi sono tante cose nel nostro universo, che hanno valore inestimabile, un bel quadro di Monet, la stessa Gioconda di Leonardo, per non parlare della Cappella Sistina o la Pietà di Michelangelo, tutte opere di una bellezza indescrivibile, uniche ed imparagonabili, ma mi creda Don Vincenzo, per quanto alto possa essere il loro valore e per quanto insuperabile la loro bellezza, la vita e la bellezza dell’uomo, anche il più umile e derelitto, valgono molto di più, al punto che nessuna cosa terrena possa valere la vita di un uomo.

Ancora Gesù, rivolgendosi al ricco esattore delle tasse gli dice "vendi tutto, spogliati delle vesti, dona tutto ai poveri e seguimi, perché sarà più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che un ricco trovi il regno dei cieli".

Ecco Don Vincenzo, io credo che le tue risposte ce le hai nel libro che ogni giorno stringi tra le mani, ciò che noi possediamo, altro non è che il dono che madre natura ci fa, e che ci permette anche se solo per un momento di entrarne in possesso, ma non appartiene a noi, è proprietà di tutti, e come tale con tutti andrebbe diviso.

 

Un abbraccio

Tuo carissimo Tonino


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