ADDO’ S’ SCETT’N L’ CIOCC’R (dove si buttano gli asini)

Si avvicina il Natale, e il pensiero non può non andare anche quest’anno a mia Madre, dal momento che anche questa volta siamo destinati a non passare insieme il Natale. Mi viene in mente però un racconto che da bambino mi ricordava sempre mio Padre, e che oggi voglio condividere con voi .

Dovete sapere che a Monte, in fondo alla strada che da Porta Schiavoni, porta alle cantine del Vallone, e ai Vignali, c’è un dirupo, ora protetto da una inferiata, dove moltissimo tempo addietro era d’uso andare a scaricare le carcasse degli animali morti, di li il nome rimasto e trasmesso nel tempo di

” ADDO’ S’ SCETT’N L’ CIOCC’R”.

Era il Natale di tantissimi anni fa, e Giuseppe, nome naturalmente inventato, da poco sposato con Maria, si trovo nelle condizioni di doversi prendere in casa il suo anziano Padre, paralitico e bisognoso di assistenza.

La cosa che nei primi tempi era stata presa con un certo spirito di solidarietà e affetto, con il passare dei mesi aveva cominciato ad arrecare un po di fastidio, specie a Maria, che dovendo assistere il suocero, era praticamente limitata nei suoi movimenti, credando dissapori nel rapporto di coppia, specie con l’approssimarsi del Natale.

Fu cosi che la sera della vigilia, dopo l’ennesima lite con la moglie, Giuseppe, con molto dolore, prese l’importante decisione, si caricò sulle spalle l’anziano genitore e si incamminò lungo la strada che porta alle cantine, deciso ad abbandonare il Padre nel fosso degli asini.

Circa a metà della strada, Giuseppe cominciò a sentire la stanchezza per il peso del Padre che portava sulle spalle, cosi decise di riposarsi un attimo, adagiando il vecchio sul selciato di lapilli che formava il fondo stradale e sedendosi su una pietra al limitare.

Fu in quel momento che il Padre, si rivolse al figlio e gli disse: ” e figghi mi, ca ddò m’abb’ndiev pur j quann sci’iev a sc’ttà a nonn’t” (figlio mio, qui mi riposai anche io quando andai a buttare tuo nonno).

All’udire quelle parole Giuseppe scoppiò a piangere, si ricaricò il Padre sulle spalle e se lo riportò a casa, preparandogli un pranzo di Natale come mai aveva avuto occasione di mangiare in tutta la vita.

E’ una storiella molto breve, a me la raccontava mio Padre, e ma gari a lui mio Nonno, ma che dovremmo tenere sempre presente e non farci mai perdere di vista l’importanza che hanno gli anziani nella nostra vita.

Buon Natale a tutti


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