Anniversario: la consacrazione della chiesa dell’Abbazia.

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Il 29 settembre ricorre l’anniversario della consacrazione della chiesa dell’abbazia di Montescaglioso avvenuta nel 1099 in occasione della festività di S. Michele. L’idea del Centro di Educazione Ambientale di organizzare un evento per ricordare questa importante data, si scontra purtroppo con la indisponibilità del monastero ancora chiuso per restauro. Rimandiamo tutto all’anno prossimo. La comunità virtuale è, però, l’occasione per una piccola celebrazione virtuale. Anticipo una sintesi di una scheda più ampia dedicata alla biblioteca abbaziale, predisposta per una pubblicazione relativa al nostro monastero. Spero di non annoiare i Montesi sul web. Una segnalazione. Alcuni volumi, ovvero un gruppo di preziosi e rarissimi incunaboli, (libri stampati prima dell’anno 1500), appartenuti a S. Michele, da Sabato 23 settembre fino al 3 Ottobre sono esposti in un allestimento presso la Biblioteca Provinciale di Matera. Sono testi sempre sotto chiave. Consiglio di non perdere l’occasione.

A caccia dei libri dell’abbazia di Montescaglioso

( il titolo è un timido tentativo di sdrammatizzare l’eventuale “ pesantezza “ del testo).

L’ambiente più visitato dell’abbazia è l’antica biblioteca monastica che ha conservato pressocchè integro un ciclo affrescato databile agli inizi del secolo XVII. L’orditura dei dipinti, almeno nella parete esposta ad oriente, potrebbe essere stata realizzata anche in stretta relazione con l’organizzazione della biblioteca. E’ opinione comune, infatti, che al di sotto dell’ovale raffigurante Pitagora fossero collocati i testi di matematica e geometria e presso le figure di Platone ed Aristotele, quelli di filosofia. E’, però, un dato non suffragato da alcun documento, ma che aiuta un po’ ad immaginare il contenuto della biblioteca. Era ricca ed anche sontuosa; arredata con armadi intagliati nel legno dei quali negli angoli del grande vano restano le “ impronte “ sull’intonaco prodotte dall’appoggio degli scaffali alle murature. Il contenuto della biblioteca era probabilmente abbastanza simile a quelle di altri monasteri appartenenti all’ordine cassinese. Purtroppo, insieme all’archivio ed a tutte le opere d’arte contenute nel monastero, i dipinti, gli arredi lignei, l’argenteria, anche la biblioteca è andata dispersa dopo la soppressione della comunità avvenuta nel primo decennio del secolo XIX con le leggi napoleoniche abolitive della feudalità e degli ordini religiosi. La soppressione della comunità colpì i monaci a Lecce ove si erano trasferiti nel 1784 determinando la dispersione dei beni che i Benedettini non erano riusciti a mettere al sicuro nelle abbazie più importanti, rimaste aperte, o in qualche chiesa leccese. Alcuni dipinti ed il coro in noce si conservano ancora nella chiesa del Gesù a Lecce annessa al monastero benedettino ex caveosano. L’archivio è smembrato in varie sedi: alcuni documenti sono presso l’Archivio di Stato di Napoli; qualcosa è a Montecassino; altre carte sono in mano a privati; un insieme significativo di carte e pergamene è nell’archivio di Stato di Matera ove è stato depositato dalla famiglia Gattini nella cui biblioteca familiare erano confluiti vari documenti del monastero conservati insieme ad una parte, purtroppo minima, della biblioteca. E da questo avvenimento bisogna partire per capire la sorte toccata al patrimonio librario dell’abbazia.

Sul finire del settecento, l’ultimo bibliotecario ed archivista della comunità benedettina, ormai a Lecce, è stato Dom Giambattista Gattini. Al momento della soppressione della comunità e del forzato rientro in famiglia, il nostro emerito monaco, riesce a sottrarre parte della biblioteca e dell’archivio al destino apparecchiato dalla legislazione napoleonica, ovvero il trasferimento presso archivi e biblioteche pubbliche, ove spesso i materiali non giungevano poiché dirottati altrove dai funzionari pubblici preposti alle requisizioni ed ai trasferimenti. Si spiega così la presenza di un gruppo di pergamene dell’abbazia presso una famiglia calabrese un cui membro era stato Sottintendente a Matera. Il nucleo più cospicuo dell’archivio caveosano depositato nell’Archivio di Stato di Napoli, è andato perso nell’incendio seguito al bombardamento di un deposito secondario, nel quale parte dell’archivio napoletano era stato trasferito per sottrarre i documenti, ironia della sorte, ai rischi del conflitto. A Dom Giambattista Gattini, si deve, sia pure per vie traverse, la salvezza di parte dell’archivio e della biblioteca di S. Michele. Ma dal momento che il materiale depositato nell’archivio di Stato di Matera, è composto in gran parte da documenti d’archivio e da pochi libri, diventa ovvio chiedersi che fine possono aver fatto i libri, per così dire trafugati dal nostro monaco. Molti anni prima del deposito presso l’Archivio di Stato di Matera, gran parte dei libri salvati da Dom Giambattista, erano confluiti dalla biblioteca della famiglia Gattini, nella Biblioteca Provinciale T. Stigliani e nella biblioteca interna del Museo Ridola. E qui sono rimasti, pressocchè ignoti ai più per molti anni. Nel Museo Ridola, allo stato attuale delle ricerche, è stato possibile identificare soltanto un manoscritto appartenente a Montescaglioso. E’una raccolta miscellanea di notizie riguardanti vari monasteri benedettini redatta dall’ultimo abate caveosano Dom Raymondo Ungaro. Nella Biblioteca Provinciale la catalogazione effettuata dai funzionari dell’istituto, ha evidenziato la provenienza di molti testi del fondo antico della istituzione materana, da biblioteche appartenute a monasteri soppressi e tra questi anche l’abbazia di Montescaglioso. Nel 1998 in occasione dell’apertura nel Monastero Domenicano della SS. Annunziata della nuova sede della Provinciale, la direzione dell’Istituto, ha solennizzato l’evento con una mostra dedicata ai testi più antichi e preziosi delle raccolte conservate nella biblioteca. Ho avuto l’onere, oltrechè l’onore, di collaborare all’allestimento e la fortuna di incappare in un gruppo di libri apparentemente di provenienza ignota e dopo qualche verifica, assegnate alla abbazia di Montescaglioso il cui patrimonio librario conosciuto ha finito per raddoppiarsi.

Alcune considerazioni della Direttrice della Biblioteca relativamente alla possibilità che altri libri del Fondo Antico potessero provenire da S. Angelo, avevano accesso la consueta lampadina. Il gruppo di libri attribuibili all’abbazia era identificabile grazie agli ex libris presenti nei testi. In altre parole alcuni monaci o gli antichi bibliotecari avevano apposto sui libri note di possesso che certificavano l’appartenenza del volume al singolo monaco o alla biblioteca abbaziale. Comparivano brevi note come “ Est Caveosi “ , cioè Montescaglioso, “ Est monasterium Montis Caveosi “ oppure “ Est S. Angeli “. In tal caso l’identificazione era certa e facile. Su altri volumi le note avevano fuorviato i catalogatori poiché il riferimento era ad una città “ Aletii “ o ad un monastero classificato come “ S. Justina “. Questi volumi, però, trattavano argomenti e materie chiaramente connessi all’ordine benedettino ma l’attribuzione a Montescaglioso sembrava improbabile. Ficcare il naso in tanto ben di Dio era un invito a nozze. Interpretando le note più controverse la misteriosa “ Aletii “ risultava essere Lecce ove l’abbazia caveosana si era trasferita. Il riferimento a “ S. Justina “ era ancora più semplice. Si trattava della congregazione benedettina di S. Giustina da Padova alla quale la nostra abbazia era stata annessa nel 1484, divenuta poi cassinese nel 1505 con l’entrata nell’ordine dell’abbazia di Montecassino. Individuate le chiavi di lettura del piccolo enigma, tutto il resto diveniva un gioco. Una lunga verifica su centinaia di antichi volumi permetteva di interpretare le note di possesso con nuove ipotesi e ben presto il numero dei volumi attributi a Montescaglioso aumentava. Ed ecco come alcune note riuscivano a segnalare l’antica appartenenza a Montescaglioso.

Bibliotheca benedectino-casinas –Lycinsis te tenet “: Biblioteca benedettina-cassinese di Lecce.

Ad usum D. Jo. Bap.a a Neap. “: si tratta di un monaco che in altre carte compare come professo nell’abbazia di Napoli, cioè il monastero di S. Severino e Sossio ed in altre note sottoscrive come membro della comunità di Montescaglioso.

Sum Montis Caveosi ad usum D. Jo. Ba.pte ad Neapoli / Signi n. 224 “. In questa nota si conserva anche il numero( 224) di collocazione del volume.

Isti liber est Congrg.s Casinensis alias S. Justina “ Questo libro è della Congregazione cassinese o di S. Giustina: nel contesto appare chiara l’appartenenza a Montescaglioso.

Ad usum del P.D. Dom.co Chyurla benedettino cassinese “. Dom Domenico Chyurla è un monaco di Montescaglioso che compare in altre carte del monastero.

S. M. Arcangeli…Aletii” oppure “ Est monasterii Casinensis S. Michaelis Arcangeli Aletii, ad usum P. D. Joannis Baptistae Gattini a Mathaera. La dedicazione del monastero cassinese a S. Michele è accostata alla localizzazione a Lecce. Il volume appartiene al Gattini.

Dai libri dell’abbazia si dipanano invisibili rotte capaci di condurre verso lontani approdi. Tra le mura del monastero si materializzano le figure dei monaci che hanno maneggiato e posseduto i libri. Si rintracciano i nomi ed anche i luoghi di provenienza di alcune personalità. Il viaggiare dei monaci e dei libri tesse i rapporti tra i diversi monasteri. L‘enorme erudizione dei bibliotecari benedettini e probabilmente la loro bibliofilia, li induceva a scambiare con i confratelli i doppioni del volumi posseduti. Aiuti a varie comunità, specie quelle di nuova fondazione, avvenivano con la donazione di libri. La biblioteca era infatti il fulcro della formazione del monaco. Non era possibile immaginare un monastero senza una buona biblioteca.

Le note di possesso segnalano alcune figure e delineano rapporti tra Montescaglioso ed altri monasteri italiani. Tra i monaci sottoscrivono le note Dom Giovan Battista da Napoli, Dom Domenico Chiurla, Dom Simpliciano da Castrovillari, Dom Felice da Napoli, Dom Modesto da Trani, Dom Lattanzio da Bari, Dom Michele da Taranto e Dom Giambattista Gattini. Una grande emozione nell’aprire i tre testi con sottoscrizione autografa di Dom Serafino Tansi da Matera. Un Bullarium Casinense, ovvero una raccolta di documenti della Congregazione benedettina Cassinense edito nel 1650; un eccezionale piccolo atlante da viaggio con una raccolta di carte geografiche dell’intera Europa ed infine un “ Opuscula aurea de diversis ac curiossissimis materij “ edito nel 1511. Il Tansi, appartenente ad una nobile famiglia di Matera era entrato giovanissimo nell’abbazia di Montescaglioso. Monaco di grande erudizione, aveva ricoperto importanti cariche nei principali monasteri italiani fino a diventare Presidente della Congregazione Cassinese che riuniva in una sorta di federazione tutte le abbazie benedettine italiane. Era tornato più volte nella sua abbazia di Montescaglioso ove agli inizi del settecento aveva avviato imponenti lavori di restauro, estesi anche alle numerose chiese possedute nel territorio. La memoria di Dom Serafino è però legata ad un’altra opera: il riordino del grande archivio monastico e le ricerche sulla storia dell’abbazia completate con la pubblicazione della “ Historia Chronologica Monasterii S. Michaelis Arcangeli Montis Caveosi “ stampata a Napoli nel 1746. Nel volume Dom Serafino pubblicava per la prima volta i documenti normanni (sec. XI-XII) con le donazioni all’abbazia di chiese, feudi e giurisdizioni, l’elenco degli abati caveosani ed una miriade di notizie sulla storia del monastero. Ancora oggi gli studi su Montescaglioso, Matera ed il medioevo lucano non possono prescindere dalle ricerche dell’abate Tansi. Colgo l’occasione per una proposta: intitolare la Biblioteca Comunale di Montescaglioso a Dom Serafino Tansi, senza la cui opera le memorie storiche della nostra comunità sarebbero andate perse.

Un volume edito nel 1502, riporta ben quattro note. Due attestano il possesso del libro da parte di Montescaglioso. Un’altra è riferita alla collocazione originaria, la biblioteca di S. Felice e Fortunato a Vicenza ed è accompagnata da un commento “ Sed postea fuit gratis…datus…est deputatus mon.y. S. Ang.li in Monte “. Dal monastero vicentino il volume, dedicato alla vita monastica, passa all’abbazia di Montescaglioso. Per la prossimità della data di edizione, il 1502, all’entrata di S. Michele nell’Ordine, nel 1484, è probabile che il dono sia stato un contributo di lontani confratelli alla formazione della biblioteca della nuova comunità. Una Regula sanctissimi patris nostri Benedicti, riporta la nota di appartenenza originaria all’abbazia della SS. Trinità di Cava dei Tirreni. Infine un rarissimo incunabolo con opere di S. Caterina da Siena edito nel 1496, sull’ultima pagina riporta l’annotazione di un monaco contagiato dalle suggestioni mistiche della Santa toscana “ Tu mihi lex, Tu mihi Rex, Tu mihi Dux, Tu mihi, Crhiste “.

Ma oltre ai libri nella biblioteca si conservavano manoscritti di opere inedite o semplici quaderni di studio lasciati dai monaci. Tra i pochi manoscritti superstiti, una miscellanea del monaco Dom Isidoro Capitaneo datata al 1768. Tra le curiosità dello scritto la descrizione per un rimedio contro le febbri terzane e quartane. Si apre una noce dalla quale si toglie il frutto. Vi si racchiude una tarantola viva presa in campagna. La noce è così legata sulla nuda pelle del malato ed al ripresentarsi dei mali questi passano alla tarantola che muore mentre le febbri scompaiono. Provare per credere.

Le ricerche effettuate a Matera nella Biblioteca Provinciale e nell’Archivio di Stato, hanno finito per indirizzare le mie curiosità su tematiche che negli anni precedenti avevo solo intravisto. In particolare dare forma, spessore e contenuto agli uomini che avevano vissuto nel monastero. Impresa quanto mai ardua se non impossibile. Una prima grande curiosità: ricostruire il contenuto della biblioteca. Alcune ricerche a Lecce nella speranza di rintracciare qualcosa nelle biblioteche della città non ha finora dato risultato. Invece modificando la metodologia delle ricerche, ovvero senza andare alla ricerca del volume materialmente disponibile, ma cercando soltanto i titoli, sono arrivati altri risultati. Per esempio biblioteche ed archivi di Napoli conservano stampati inerenti le cause che i monaci avevano intentato contro feudatari ed amministratori di Montescaglioso nei tribunali napoletani. Le conclusioni di tali processi normalmente erano date alle stampe ed è evidente che i monaci una copia nella propria biblioteca la dovevano conservare. La Biblioteca, quindi, era dotata di un’ampia collezione di scritti giuridici attinenti le giurisdizioni ecclesiastiche relative a Montescaglioso e ad altri monasteri.

Era consuetudine della Congregazione Cassinese censire circa ogni biennio le presenze dei monaci nelle varie comunità. I rilevamenti erano spesso accompagnati da note biografiche ed in presenza di personalità illustri, si elencavano i lavori dei monaci pubblicati o rimasti manoscritti. Per tali opere le note qualche volta indicavano anche la biblioteca ove erano conservate. Da queste fonti provengono titoli di opere manoscritte presenti nella biblioteca di Montescaglioso, purtroppo disperse.

In conclusione la biblioteca era formata da testi di teologia, filosofia, medicina, matematica, geometria, giurisprudenza, patristica, storia ecclesiastica, storia dell’arte, retorica, mistica. Importante la collezione di testi inerenti la Regola benedettina, altre regole monastiche e le consuetudini cassinesi. Ai testi stampati sono da aggiungere un ampio numero di manoscritti di opere rimaste inedite ed i libri liturgici conservati nel coro e nella sacrestia della chiesa dei quali si ha notizia dalle descrizioni del monastero.

Insomma la biblioteca abbaziale prende lentamente forma e si arricchisce ogni tanto di un nuovo titolo e di qualche storia interessante. Tra queste la più intrigante: la presenza a Montescaglioso di monaci eruditi provenienti dalla Dalmazia autori di opere inedite i cui manoscritti si conservavano nella biblioteca di S. Michele. Ma questa è un’altra storia.

Franco C.

Regola San Benedetto: La Regola di S. Benedetto in un incunabolo dell’abbazia di Montescaglioso (Biblioteca Provinciale di Matera )Regola San Benedetto: La Regola di S. Benedetto in un incunabolo dell’abbazia di Montescaglioso (Biblioteca Provinciale di Matera )

Commenti da Facebook

17 Commenti

  1. titus

    LA nostra storia la nostra cultura.
    Sparse tra varie città.
    no coment… anche se ero a conoscenza del fatto che i testi e i documenti fossero stati “trafugati altrove”.
    speriamo un domani di non vederli solamente sotto una teca.

  2. michela

    E già!Caro Franco, il 29 di settembre ricorre una delle due festività in onore del mio compagno d’avventura Michele, (ormai mi fa compagnia da circa sei mesi!!…)
    E pensavo proprio a questo qualche giorno fa, che sarebbe stato bello onorare questo giorno con un’ intera giornata alla riscoperta dei tesori dell’abbazia…
    mi hai tolto i pensieri dalla testa, oltre che le parole sul pc!
    In questa settimana ho assistito con invidia a spostamenti di libroni immensi dalle copertine consunte che avvenivano negli ascensori della biblioteca provinciale..dal piano della sezione fondi antichi, dove ormai mangio e dormo pure, in qualche posto segreto in cui noi poveri studentelli non abbiamo accesso…e mi sono chiesta più volte se tra quelle meraviglie che mi guardano dai loro scaffali non ci fossero i testi della nostra biblioteca, diventata, ormai, quasi una leggenda per noi under 25.
    sono più di dieci anni, penso, che non la vedo.
    Cmq, ritornando ai libri, quale occasione migliore di uno spazio virtuale, per ricreare un archivio virtuale, con catalogo on line che ci racconti il peregrinare dei volumi nel tempo..
    se l’idea di rivedere la biblioteca realmente e fisicamente ripristinata all’interno dell’abbazia è cosa da lungimiranti ( e quasi impossibili )vedute, riuscire a ricostruirla virtualmente potrebbe essere un bell’appagamento della fantasia e della curiosità intellettiva.
    Il progetto sarebbe a dir poco esaltante!
    Ti chiedo da ingenua delle dinamiche bibliotecarie e delle proprietà, sarebbe possibile, una volta individuati tutti i volumi superstiti, riuscire a ricomporre l’immenso patrimonio della biblioteca e conservarlo in un’unica sede, ad es in una delle stanze del monastero dell’Annunziata?
    o (utopia pura)nella biblioteca da cui provengono?Non so, tipo creare una sede distaccata della biblioteca provinciale qui a montescaglioso.
    ciò, non è follia pura, avrebbe un senso, quello di riportare le meravigliose creature nel loro habitat originario dopo essere state a lungo in cattività…il tutto acquisterebbe un fascino ulteriore rispetto ai freddi scaffali di qualsiasi biblioteca se pur meravigliosa come quella di matera.
    Costituirebbe tra l’altro una fonte di circolazione economica non indifferente, che vedrebbe impegnati bibliotecari, restauratori librari e… scusate l’egocentrismo, conservatori.
    Credi che un giorno si potrà realizzare un sogno del genere?:-)
    AH! vedi che la mostra sugli incunaboli merita una guida illustre…quando è che ti liberi e ci porti?:-)…mancano pochi giorni!
    Ps: scrivi più spesso che così ci dai una ventata di speranza!:-)
    E comunque, domani è san Michele, pretendo gli auguri da tutti!!!

    topobiche_81

    1. ZODD

      Auguri San Michele Arcangelo, difensore ddel bene contro il male, sempre al cospetto di Dio, iltuo nome altro nn significa che: chi come Dio.Costantino si inchino dinanzi alla tua profezia ,e si converti alla tua parola , eregendo tempi in tuo Onore, cosi come lui tutti i regnanti e signori dei tempi a venire.
      nel 490 hai eretto il tuo Tempio nel Gargano, battezzandolo “la Celeste Basilica”.
      Michael giunge dunque fino a noi conservando intatte le sue prerogative di Principe delle Milizie Celesti, Guerriero e Difensore della Luce.
      Auguri cugginettà 🙂 auguri anche al piccolo Gabriel e a tutti i Raffaele.

  3. Francy Lomonaco

    Franco, la tua paura di spaventare i “naviganti” è fondata. Lunghi e vibranti testi appassionano, chi già ama la scrittura. Per catturare l’attenzione occorrerebbe preparare il terreno, magari confezionando “pillole” di curiosità, come del resto tu già sai fare.

    Per i festeggiamenti, purtroppo rimandati al prossimo anno, propongo di preparare il terreno con una serie di Film sul Monachesimo Benedettino, cito un film per tutti, per es. “il Nome della Rosa” … etc. e chiudere la rassegna con la proiezione in “Prima assoluta” del nuovo Film di Maria Grazia Cucinotta, in veste di produttrice esecutiva, ora in lavorazione, del film “La Regola di San Benedetto”. (Dopo il primo fortunato film da produttrice con fini umanitari (Unicef e World Food Program), All the Invisible Children con registi del calibro di Spike Lee, Ridley Scott e Emir Kusturica).

    Può essere un’idea?

    1. lazarum

      sarebbe fantastico fare una cordata neurocebrale ed unire gli sforzi per produrre festeggiamenti anche e mi parso di capire nn solo culturali, l’idea della rassegna cinetografica è ottima.ovviamente metto a disposizone anche le mie ossute mani per qlnque cosa fosse anche spostare le sedie o montare lo schermo. ok?
      ciaz alla prossima…nn mai visto una comunità virtuale più concreta della nostra….

      1. Francy Lomonaco

        E’ fantastico. Le nuove tecnologie mi hanno svegliato. Internet mi ha cambiato, Monte.net mi ha resuscitato! Non mi sono mai sentito così vicino alla mia comunità. Mi sembra di tornare ai tempi del fare, di quell “agire” che ascoltava solo la voce delle pure “emozioni”.

        Che felicità aver appreso che il Centro di Ricerca Ambientale sta lavorando alla digitalizzazione di importanti documenti storici. Bravi, conosco la fatica di questo lavoro e vi ammiro per la perseveranza. Sono doppiamente felice di condividere quella che fino a ieri consideravo una mia “solitaria” “hobbystica” passione: L’archiviazione digitale di opere d’arte. Sono più di 10 anni che lavoro alla raccolta di immagini digitali della Pittura murale rupestre. Ho quasi completato la catalogazione di 110 siti compresi nei territori del Parco delle chiese rupestri del Materano e della Murgia Tarantina (del nascente Parco delle Gravine).
        Ma ritornando al tema dei festeggiamenti abbaziali e della capacità di sviluppo turistico “tutto da costruire”. Ho un sogno che mi accompagna (ormai è un’ossessione): si chiama “Odighitria”.

        La Madonna che indica il cammino. Ho scoperto che sono stati i benedettini ad introdurre e “riformare” l’iconografia della Madonna. Fin dal 431 (Concilio di Efeso) l’iconografia mariana era accentrata sul concetto di “Maternità divina” e “Verginità”, durante l’epoca della riforma benedettina la Madonna assume invece l’aspetto di colei che “mostra il cammino”.

        Qual’è il sogno?? Turismo culturale e religioso.
        1. La raccolta dell’infinita Iconografia mariana nel mondo a partire dall’Europa antica. (dalle icone russe, bizantine passando dall’occidente cattolico per arrivare alle curiose icone dell’america latina, etc. etc.)
        2. La costituzione di una rete di Abbazie in Europa per condividere un patrimonio comune di opere e documenti: sotto il titolo “San Benedetto Patrono d’Europa”.

        Io credo che riqualificando Monte Vetere (il sito della Madonna del Cammino) e dando all’Abbazia valenza culturale come contenitore di importanti Mostre a livello Europeo il turismo a Montescaglioso (solo se efficiente e organizzato) abbia tutto da guadagnare.

        Grazie Internet, grazie a tutti.

  4. Franco Caputo
    Auguri a Michela.
    A Mike, a Zodd, portavoce dell’arcangelo in terra ( un post solenne, il tuo, perfettamente adatto per l’occasione). E agli sconosciuti Michele/a che veleggiano su Monte.net. Ricomporre tutta la biblioteca abbaziale in un unica sede è pressocchè impossibile. Ogni istituzione culturale è gelosa del proprio. Peggio ancora immaginare la ricomposizione della biblioteca in Abbazia. Il costo della sicurezza è del tutto inaccessibile. Il valore commerciale degli incunaboli è altissimo. I volumi, poi, hanno necessità di cure continue. E’invece possibile organizzare allestimenti a tempo determinato, magari nei momenti di maggiore afflusso turistico, riportando temporaneamente a casa i nostri ” gioielli”. Un esperienza del genere con l’Archivio di Stato e CooperAttiva fu fatto negli anni novanta con un buon successo. Il problema di una maggiore fruibilità, anche a fini didattici e turistici del nostro patrimonio librario (perchè è nostro anche se è a Matera o altrove), si risolve con le risorse del digitale. Da oltre tre anni nel Centro di Educazione Ambientale, con Angelo Lospinuso, siamo impegnati in un progetto finalizzato alla riproduzione digitale dei documenti e dei materiali dell’abbazia collocati altrove. E’tutto autofinaziato. Procede lentamente perchè i costi sono alti anche in rapporto alle ricerche necessarie in varie sedi e nessuno sgancia dinero. Lentamente…ma procede. La finalità ultima è riavere in casa, ovvero a Monte, nell’Abbazia, la biblioteca, l’archivio, i quadri etc. in formato digitale. Poi tutto è possibile: mostre, convegni, eventi, itinerari nel territorio…ovvero una economia della cultura. Le potenzialità di Monte sono enormi. Per l’anno prossimo, due obiettivi: una serie di eventi in occasione della riapertura dell’abbazia e della doppia festività di S. Michele, 8 MAggio e 29 settembre. E’necessario ricostruire un circuito turistico a partire dall’abbazia. Cinema, allestimenti….è tutto utile. Molte idee, alcune anche curiose. Speriamo bene e confidiamo nella benevolenza dell’Arcangelo. Franco C.
    1. michela

      Anche se in corso la mostra sugli incunaboli e la mediateca sia impegnata nel festival dell’antropologia e della musica popolare, non credo che domenica la biblioteca sia aperta, cmq, penso che ti convenga chiedere, può darsi che in via eccezionale…
      topobiche_81

  5. Franco Caputo
    L’abbazia scomparsa.
    Prendo spunto per una proposta dal suggerimento di Michela per una visita guidata della mostra di Matera. Il patrimonio artistico, archivistico e librario del monastero è “ disperso ” ovvero “ scomparso“ in tante sedi. Molti manufatti sono a Matera. Oltre ai libri e all’archivio l’altare maggiore della chiesa ed una spettacolare acquasantiera (con un piccolo stemma dell’abbazia) in porfido rosso di Verona in una chiesetta sulla Civita. Nonostante questa parte del nostro patrimonio storico-artistico sia a portata di mano, risulta praticamente sconosciuto ai Montesi. Nel 2004 il Centro di Educazione Ambientale, ha organizzato un corso sulla storia e l’ambiente del territorio di Monte, suddiviso in 12 lezioni. In questa occasione parte del materiale “ scomparso “ è stato presentato con foto. La partecipazione è stata notevole, quasi cinquanta utenti. Persone di ogni genere. Nonostante l’invito ad hoc, mi spiace constatare (ma questo è un altro tema), brillava per l’assenza l’intera classe politica locale, dell’una e dell’altra parte. Personalmente non capisco come si possa gestire un comune (maggioranza e opposizione) senza conoscere in profondità il territorio da amministrare. Abbiamo in progetto la realizzazione di una seconda puntata dell’iniziativa, però più breve e concentrata nel tempo, e tra le attività previste, come nel primo corso, alcune escursioni e visite. Ripartiremmo dall’escursione già fatta con Monte.net in Agosto. Quindi visite ai siti rupestri di Monte, le chiese dell’abbazia nel territorio, e, questa è la novità, un giro a Matera nei luoghi ove sono “ scomparsi “ i nostri tesori. In particolare il CEA chiederebbe l’autorizzazione alla Biblioteca ed all’Archivio per impegnare uno o più pomeriggi in visite nelle quali tirar fuori dagli armadi incunaboli, pergamene e carte e, con i responsabili degli Istituti, organizzare la presentazione dei documenti agli utenti del corso. Manufatti quasi mitici per il nostro paesello. E’ovviamente un iniziativa che non si può ripetere all’infinito e qui nasce il problema. Dal momento che tante persone probabilmente interessate alla materia, sono fuori, quando organizzare il tutto? SOS per decidere periodo e date accessibili non dico a tutti ma a molti. Franco C.
    1. ciffo

      Franco a me piacerebbe molto esserci!
      Ovviamente però posso dare la disponibilità solo per le 2 settimane comprese tra natale e la befana. Se si farà in un altro periodo spero potrò leggere e vedere foto e/o video di queste visite su monte.net.

    2. ZODD

      Sommo Franco,
      mi hai tolto l’idea che volevo proporti, anzi la proposta mia madre.comunque si x Nalate posso esserci, salvo prolungamento della Campagna olearia, come a due anni fa he terminò il 20 gennaio 🙂
      x il resto si ogni luogo vicino o lontano è una ottima idea x fare escursioni alla ricerca della nostra cultura storica.
      Fatemi Sapere .

    3. michela

      Se non dovessero esserci novità dopo la laurea, Franco, lo sai, sono qui, disponibilità totale, in qualsiasi momento.
      per tutti gli altri suppongo che l’ideale sarebbe tra natale e la befana…un “aspettando i cucibicca tour”…
      che dite?
      🙂
      topobiche_81

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