30 giugno 2011: Fine di un anno scolastico

30 giugno 2011: E siamo arrivati alla fine anche di quest’anno scolastico.

 

Permettetemi di aggiungere: finalmente! Perchè di motivi per desiderare l’ultima campanella ce ne son stati parecchi, soprattutto in questi ultimi giorni.

Per prima cosa c’è stato il panico diffusosi in tutte le scuole italiane per le griglie di correzione errate delle prove INVALSI che il ministero ha sbadatamente diffuso, salvo poi comunicare tramite piccioni viaggiatori ammaestrati una simpatica errata corrige: peccato che dappertutto la correzione fosse già iniziata e che gli insegnanti abbiano dovuto ricominciare tutto daccapo, cosa che ha portato al delirio collettivo. Ma non voglio concentrarmi su questo particolare tocco di colore che ha caratterizzato gli esami di stato…del resto un errore così iniquo è pur accettabile, non credete? Provate a dirlo a coloro che hanno corretto due volte le stesse prove…a vostro rischio e pericolo!

La mia vena polemica però è concentrata su un’altra questione spinosa: mi ritrovo per l’ennesima volta a rimuginare sui comportamenti poco coerenti di quegli insegnanti che vivono gli esami di stato come un supplizio, una sadica tortura, che in confronto quelle inflitte dal Tribunale dell’Inquisizione erano tutte palloncini e zucchero filato! Sarebbe bello che qualcuno, prima degli inizi degli esami, ricordasse a tutti i docenti del regno che il nostro lavoro comprende anche gli esami, che siamo pagati per farli, che subito dopo quelle due intense settimane di lavoro fitto fitto godiamo di ben due mesi di ferie, che gli alunni meritano la nostra attenzione e la nostra professionalità: in sintesi, che siamo INSEGNANTI e dovremmo dare il buon esempio.

Molti prof. invece, in sede d’esame tendono a “sbarellare”, dando vita a dei teatrini degni di nota: chi si addormenta (letteralmente, non scherzo mica!) nel bel mezzo di un’interrogazione di un primo pomeriggio assolato di Giugno, chi legge il giornale, chi un libro, chi chiacchiera allegramente, chi si concentra sull’ultima settimana enigmistica, chi si fa i capperi suoi a oltranza e con scrupolosa costanza e via discorrendo. Tutte le volte di fronte a queste scene mi viene solo voglia di gridare “TUTTI A CASAAAAA!”. Ebbene si, sono pronto a difendere la categoria alla quale appartengo quando il criceto parlante che dimora nella mia testolina reputa che sia giusto farlo, ma in certi casi gli insegnanti sono davvero indifendibili.

Per non parlare poi delle discussioni sterili, dai toni accesissimi, a volte al limite della buona educazione di cui si fanno protagonisti al momento degli scrutini per decidere il voto in uscita degli alunni: un reality show alla stregua della peggiore edizione del Grande Fratello. Forse qualche collega storcerà il naso, ma suvvia, non facciamo i finti ingenui: noi professori conosciamo bene le storture della nostra professione e dubito che ci sia qualcuno che abbia tesi valide e plausibili per smentirmi.

Ci lamentiamo tanto del poco impegno dei nostri alunni: facciamoci un esame di coscienza e per una volta valutiamo il NOSTRO poco impegno, soprattutto in quei momenti in cui i ragazzi avrebbero più bisogno di conferme e supporto! Loro si che prendono gli esami seriamente: ho visto i miei bradipi arrivare uno dietro l’altro emozionati, nervosi, con la voce tremolante e il faccino rosso, tesi per questa loro prima prova alla quale ne seguiranno tante altre.

Bè, le performance poi, lo ammetto, sono state agghiaccianti: nessuna sorpresa insomma! Due parole imparate a memoria, pochi i ragionamenti e le riflessioni personali, quasi nulla la fantasia e l’estro. In effetti, di una noia mortale! Ma questo non giustifica comunque il comportamento da 5 in condotta di noi insegnanti. Chiuderei quindi con un ringraziamento a due dei miei bradipi, gli unici che hanno saputo dare un po’ di colore a questi esami sbiaditi, gli unici che hanno portato un po’ di freschezza (o, meglio, un po’ di gelo!) in queste calde giornate di Giugno, regalandoci due di quelle risposte da manuale che ricorderò a lungo:

Ecco la prima:

Prof.: Qual è il principale esponente dei Macchiaioli?

Bradipo: “Giovanni Facchinetti!”

Ho pensato per un momento che il bradipo si potesse alzare dalla sedia intonando a squarciagola “DIO DELLE CITTAAAAAAÀ E DELL’IMMENSITAAAAAAAAAAAÀ!”

Non meno di nota la seconda:

Prof.: Ci reciti la poesia di San Martino del Carso di Ungaretti?

Bradipo: Di queste case / non è rimasto / che qualche / BRANDELLERO di muro

Ho pensato che, in realtà, BRANDELLERO fosse una zona del paese dove ho insegnato.

E con questi omaggi al povero Fattori, ai Pooh e a Ungaretti si conclude degnamente l’anno scolastico 2010/2011. Con una questione in sospeso però: il mondo degli insegnanti precari sta ancora aspettando di poter mettere la parola fine all’argomento “aggiornamento delle GAE”,”trasferimenti”, “bonus di permanenza”, “immissioni in ruolo”, “graduatorie d’istituto”, “raccolta punti fragola 2011” e via dicendo…ma i tempi si allungano, il Ministero scoppia e i precari…bè, se siano o meno la peggiore Italia non saprei, ma sicuramente sono al momento i lavoratori col peggior stato di salute mentale…

Buone vacanze a tutti!!!


Commenti da Facebook

9 Commenti

  1. vince_ditaranto

    Ciao Nunzio,

    grazie per questo racconto particolare che ci hai regalato, sarebbe bello ricevere “aggiornamenti” più frequenti dal mondo delle aule.  E’ un mondo che viene spesso criticato, ma che tutti in fondo portiamo nel cuore; un mondo sorretto, fra mille difficoltà, SOLTANTO dalla vocazione che è sentita ancora da una gran parte del corpo insegnante italiano.  

    Buone vacanze a tutti gli insegnanti.

    Per i ragazzi non c’è bisogno…..di questi tempi sono in vacanza tutto l’anno!!Tongue out

  2. falco

    Bravo Nunzio,

    Giovane rampante professore. Spero veramente che tu rimanga così  per tutta la carriera. Perchè credo che tante volte sia tutto il percorso e le vicissitudini dei tanti provvedimenti, uno a correzione dell’altro, a logorare e minare la buona volontà di un insegnante.

    Non posso che augurarti un In bocca al lupo e di rimanere sempre così.

    Buon Lavoro

  3. ciffo

    …soprattutto per l’autocritica. I professori sono forse la categoria più importante della nostra società, insieme alle famiglie contribuiscono alla crescita di tutti noi. Sono forse poco pagati e, a volte, ingiustamente tartassati ma è anche vero che troppo spesso dimenticano di essere dei privilegiati per tanti motivi.

    A proposito di errori ed esami:
    La Gelmini inciampa sui crepuscolari 

      1. tm

        Ciao Nunzio, ti incollo un commento al tuo post su voceliberafidenza. Se Vuoi puoi rispondergli direttamente al link del mio commento precedente.

        Tonino

        Franco Bifani ha detto…

        Mi spiace, ma non concordo quasi per nulla con l’analisi condotta dal collega Nunzio sulle modalità di conduzione dell’esame di maturità, sia da parte degli alunni che da quella dei loro prof. Le prove scritte sono sempre astruse, avulse dalla realtà effettuale, come diceva Machiavelli, completamente scollegate e scoordinate e disomogenee con l’età psicologica e la qualità etica di poveri ragazzi 19enni, cui sono sottoposte trattazioni psico-socio-civico-lettarario-etico-teologiche che solo un insegnante di lunga carriera della Normale di Pisa, forse, riuscirebbe e condurre a buon fine. Ciò dimostra un certo sadismo in chi prepara le prove; quelle orali, poi, da quanto conosco, sono condotte da personaggi che, spesso, in quell’occasion rivestono i panni del sadico intelletualoide, dimostrando una assoluta ignoranza del grado di maturità culturale, psichica ed etica dei poveracci che sta esaminando. Nessuun quesito, a mio praere, è volto a sondare, esaminare e valutare la maturità di un 19\20enne. Io trovo che gli esami, condotti come sono qui da noi, in Italia, ancora secondo modalità dei tempi di Gentile e voltati indietro, siano dannosi, perniciosi, inutili ed ipocriti. Da un somaro patentato che ci si può aspettare di più, dopo qualche settimana dalla fine delle lezioni? E quanto di meno da un genio dello studio classico o scientifico, magari vittima di una grave crisi d’ansia e di angoscia, al momento dell’interrogazione, che preferirei definire un interrogatorio di PS? Ciò sia che i prof siano pagati o meno, è faccenda secondaria. Le prove d’esame divengono, per gli allievi, un incubo ridicolo e risibile, di cui si rendono conto anche gli insegnanti, che si sentono in forte imbarazzo nel giocare alle marionette giudicatrici di giovani menti con sistemi anti- o pre-culturali. Le performances agghiaccianti, poi, trovo che siano più un problema di preparazione da parte dei prof che non degli alunni; dopo 5 anni si ritrovano dinnanzi personaggi che confondono i Macchiaioli con Facchinetti e che pronunciano parole come “brandellero”? Non si possono evitare queste ridicole prove, dette esami di maturità, semplicemente esprimendo un giudizio valoriale sul complesso della resa intellettiva e culturale dell’alunno, nel corso del quinquennio, motivato e commentato a dovere? Quanto ai precarii, non sono in un pessimo stato di salute mentale, quanto economica e finanziaria.

        1. Nunzio Buonsanti

          Carissimo Tonino, grazie per avermi girato il post di Bifani (mio collega, immagino !!!) e ti rispondo…..

          L’avrei voluto fare su voceliberaenza, ma sinceramente non ci sono riuscito !!!

          Volevo solo dirgli che la mia è una esperienza di insegnamento che si ferma alla Scuola Media…. Ho parlato di INVALSI (e per ora lo si fa alla Primaria e alle Medie)…. Eppoi la maturità: non mi ci vedo proprio (oggi come oggi) un prof di un Liceo….

          Per ora sono conteto di continuare a lavorare in una Scuola Media, anche se a 1000 Km di distanza dal mio paesello, che amo ogni anno che passa sempre di più, ….. naturalmente Gelmini permettendo !!!

           

          1. tm

            Ciao Nunzio, ho provveduto io a postare il tuo commento per Bifani, comunque su voceliberafidenza è molto facile inserire i commenti, basta cliccare su posta un commento, scrivere nella finestra e poi sotto scegliere come inserirlo se da anonimo o da accaunt google.

            Si, Bifani è un tuo ex collega ora in pensione, comunque ci tenevo a dirti che a Fidenza il tuo post è stato molto apprezzato, tant’è che sei finito anche sul Fidentino.com

            ciao abbracci

  4. lamù

    Difficilmente si trova qualcuno che faccia in modo obiettivo un’analisi non di parte, del prorpio lavoro
    e del modo in cui viene svolto.
    Nunzio devo dire che tu sei l’eccezione alla regola, fa piacere scoprire che ci sono persone che non si accontentono dello stipendio a fine mese,
    ma hanno voglia di migliorare e di fare di più.
    Complimenti per il post,
    Bravo!

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