Soddisfazione per Accordo di programma sottoscritto dalla Regione Basilicata e dal Miur

una buona notizia per i giovani e le loro famiglie che devono scegliere il percorso di studi universitario

fonte http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=446369&IDCategoria=12

di Afra Fanizzi 

POTENZA – Il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini alla firma non era presente, eppure l’accordo siglato ieri fra la Regione Basilicata, il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e l’Università si può proprio dire che nasca sotto una buona stella. Quella che di qui a dodici anni potrebbe rendere più indipendente l’università della Basilicata in modo che non sia più solo un piccolo ateneo, dai numeri buoni, ma pur sempre piccoli come è effettivamente ora. Numeri piccoli che col tempo rischiano di assomigliare sempre più ad una riserva indiana, col pericolo di far perdere il peso specifico di un’eccellenza che è tale seppur in versione ridotta. 

Al tavolo della firma a Roma, erano presenti ieri il sottosegretario al Miur, Guido Viceconte (in sostituzione della Gelmini), il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, il rettore Mauro Fiorentino e l’assessore regionale alla Formazione, Rosa Mastrosimone. E l’accordo rappresenta davvero un «momento storico», come l’ha definito De Filippo, per l’ateneo lucano che dopo aver a lungo sofferto i tagli alla cultura (che maggiormente hanno inciso su una piccola realtà), ora viene definitivamente salvato dal patto fra Regione, Miur e Università. 

Ma cosa significano davvero queste tre firme? Con queste tre firme viene ufficialmente riconosciuto l’investimento fatto dalla Regione sull’Università (grazie ad una legge del 2006 che garantiva maggiori investimenti sull’università e sulla ricerca) adeguando la normativa nazionale, che impone agli atenei rigidi standard, alla peculiare realtà lucana, grazie alla concessione di una serie di deroghe sostenibili proprio grazie all’intervento della Regione. 

In concreto, ogni ateneo deve, per essere riconosciuto tale, sottostare a determinati criteri che riguardano ad esempio il numero di iscritti alle facoltà e altre regole che però l’università lucana non riesce a soddisfare pienamente. Ed ecco che allora entra in campo la sinergia fra il Ministero e la Regione. La Basilicata costruisce la propria università, grazie all’impegno delle varie istituzioni, calibrandola su specifiche esigenze e impegnandosi a colmare con le proprie risorse finanziare il divario. 

In un momento di tagli, quando si continua a parlare di crisi, la Basilicata punta tutto sulla cultura, sulla formazione e sulla ricerca e con questo accordo potrà pianificare un altro ciclo dei nuovi corsi di laurea magistrale istituiti presso le Facoltà di Farmacia e di Lettere e Filosofia del corso di studi della Facoltà di Economia, e procedere all’assunzione di ricercatori a tempo determinato, assicurando così il prosieguo delle attività di ricerca scientifica.


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