TERRA MIA FERITA

Terra mia ferita, grondi sangue,
 si mescola il fango dei monti tuoi dilaniati,
 i calanchi rimbombano dei lamenti delle tue genti
che i fiumi impietosi travolsero
le rovine non ancora sanate dei secoli passati.

Terra mia ferita, colpita una volta,
ancora si ripete nel colpire
quello che resta dai Savoia dimenticato
nel latrocinio abbandonato ,
perchè inutile per quel nord avaroso,
briciole di un pane tosto
che non trovò posto nell’ampia bisaccia
Del Vittorio Emanuele disceso dall’Alpi.

Terra mia ferita, ancora una volta,
disseminata di rovine celesti
e di umane ingiustizie,
ti guardi nel grembo e non più ascolti
 i gemiti dei figli tuoi che stentano a nascere.

Terra mia ferita, ti imploro,
dove hai nascosto i  Crocco,
i Ninco nanco, i Serravalle,
coloro che di Tommaso Aniello
emularono le gesta per sfamare
i figli tuoi che soffrivano fame?

Terra mia, ogni ferita rimargina,
 le spalle dei tuoi figli del Sud
segnate dai colpi di sferza
più dolore non sentono,
essi son pronti per ridarti gli allori,
e dal riscatto tuo Sud si farà
grande l’Italia.


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