La sconosciuta

[img_assist|nid=1280|title=|desc=|link=none|align=left|width=70|height=100]Bel film di GiuseppeTornatore.
Aiuta a riflettere su alcune tematiche, dei giorni nostri, ossia l’emigrazione, la tratta degli schiavi moderni, la prostituzione, lo sfruttamento dei nostri simili.

La storia di una bella ragazza  venuta dall’Ucraina, sicuramente armata da tante buone intenzioni e da tante aspettative che si infrangono contro la triste realtà della prostituzione. Ogni volta,  per voluta mancanza di precauzioni , imposta dallo sfruttatore, essa  rimane incinta,(ne conta 12) appena partorito, i bambini vengono venduti a coppie compiacenti.

Però l’ultimo parto ha un sapore particolare. Infatti è il frutto dell’amore vero, intenso,vissuto  con un ragazzo italiano che il suo aguzzino accortosi di ciò fà uccidere.

La bambina viene “regolarmente” venduta.

Trovato il corpo del suo ragazzo decide di vendicarsi. Prima cerca di sapere a chi è stata venduta la bambina e poi tenta di ammazzare l’aguzziono, prendendogli tutti i soldi  del malaffare……..

Questa bambina sarebbe stata venduta ad una coppia benestante………………….

Non continuo più altrimenti vi levo il gusto della visione del film. Buon ritmo.

Cast di attori noti: Favino, Gerini, Degli Esposti, Buy, Molina.Bella interpretazione di

Xenia Rappoport, protagonista del film nella parte della ragazza ucraina Irenia.

Mi sembra un tema di forte attualità.


Commenti da Facebook

1 Commmento

  1. Cinzia

    Concordo con te, Falco.
    La sconosciuta è un film intenso, forte, che – anche se il rischio di rimanere impresso per la brutalità di alcune scene è veramente alto – riesce ad emanare poesia per le atmosfere malinconiche ed una suggestiva colonna sonora curata da Morricone.
    La forza del film è tutta nel cast: nella stupefacente anonimità di tratti della Rappoport, nel gelido fulgore di una sempre più apprezzabile Gerini, nel silenzio triste di Favino, nella perfidia di un glabro e rivoltante Michele Placido. Il film è diretto con maestria da un Tornatore in grande forma, dopo la defaillance di Malena.
    Unica nota dolente: il finale del film è troppo “fiction” da prima serata Rai. Quando Irenia viene consegnata alla giustizia e ricostruisce la sua triste vicenda personale, l’atmosfera si opacizza, la trama si fa sempre più “Storie vere”, malinconia ed intensità di affievoliscono. Avrei preferito una dissolvenza altrettanto poetica per il finale.

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