PROBLEMA ENERGIA: SE NE PARLA ABBASTANZA? SIAMO SUFFICIENTEMENTE INFORMATI?

Benchè i mass media non diano troppo risalto all’argomento, il problema energia sta assumendo delle dimensioni tali da non poter essere più sottovalutato o rinviato. A questo proposito ho assistito alla presentazione di un libro: “Energia e petrolio nella contesa imperialista” illustrato da uno dei due coautori, Nicola Capelluto, il quale per ben due ore ha snocciolato dati e svelato retroscena che farebbero mettere in apprensione chiunque. Per spirito di solidarietà e soprattutto di informazione mi piacerebbe renderVi partecipi di questi miei sentimenti riportando notizie e dati a dir poco allarmanti. Tra il 1995 e il 2005 il consumo di petrolio dei paesi dell’Asia-Pacifico (c.d. paesi emergenti) è passato da un fabbisogno del 18 % del consumo mondiale a circa 1/3. In Italia c’è un rapporto di 1,8 automobili ogni due abitanti. La Cina è ancora lontana da queste percentuali ma sta facendo di tutto non solo per raggiungerle ma anche per superarle  in quanto nel 2020 la vendita di automobili in Cina raggiungerà la cifra di 20 milioni di unità annue superando gli attuali 16,6 milioni degli Usa. Sulla base di questi dati L’IEA (International Energy Agency) prevede che le attuali dotazioni petrolifere residue, che sono di 2.628 MB (miliardi di barili), saranno esaurite, essendo ottimisti, tra 70 anni ed il costante esaurimento delle risorse petrolifere comporterà la necessità di estrarre petrolio sempre più sporco e quindi più inquinante. Si parla di soluzione energetica affidata alle c.d. energie alternative; non è affatto così. Per costruire una centrale di 1.000 megawatt, ad esempio, sono necessari 50 chilometri quadrati di pannelli solari da installare in aree perennemente assolate e con il notevole impatto ambientale che ne deriva. Per avere i 1.000 megawatt di una centrale nucleare bisognerebbe installare 220 mulini a vento alti 180 metri con una potenza di 4,5 Mw per ognuna. L’IEA prevede che la produzione di energia con le c.d energie alternative (solare, geotermica ed eolica) possa passare dallo 0,1 % delle fonti primarie del 1973 all’1,5 % nel 2020. In pratica non saranno in grado di modificare per niente la situazione energetica nel prossimo ventennio nel quale già si sarà in piena emergenza. Il consumo di petrolio in molti paesi come gli USA, la Francia e la Germania è diminuito sensibilmente perché si sono già intensificate le estrazioni dei giacimenti carboniferi e soprattutto, ovunque, c’è un potenziamento delle centrali nucleari che rappresentano la vera fonte energetica del futuro. L’Italia è l’unico paese europeo a non averne una (per una assurda scelta referendaria), è il paese che più di altri importa energia e non ha predisposto ancora una politica a riguardo degna dell’ottava potenza mondiale.


Commenti da Facebook

30 Commenti

  1. Francy Lomonaco

    “Le bugie degli ambientalisti”. di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari
    Se potete date un’occhiata a questo libro…
    Il catastrofismo è ormai il gusto corrente. Lo scienziato americano Gregory D. Foster in un articolo pubblicato sul World Watch Institute Magazine, rivista edita dall’omonima “multinazionale” ambientalista, dichiara che «i disastri ambientali provocati dai cambiamenti climatici minacciano il futuro dell’ umanità in misura enormemente più grave rispetto al terrorismo. Dal 1968 i gruppi eversivi hanno ucciso 24 mila persone, ogni anno invece ne muoiono 240 mila per i danni del clima».
    E la catastrofe è dietro l’angolo.
    Secondo Foster, l’attuale surriscaldamento del nostro pianeta sta provocando dei cambiamenti climatici che provocheranno, in una sorta di tragico effetto domino, «un mondo futuro di Stati in guerra tra loro per la sopravvivenza», una sorta di guerra planetaria che vedrà l’umanità scontrarsi militarmente per aver accesso alle derrate alimentari.
    E non finisce qui, se proprio qualcuno fosse sopravvissuto a tale babele, dovrà fare i conti con il riscaldamento della massa terrestre, che darà luogo a catastrofi ambientali sempre più frequenti e che saranno l’anticamera di una nuova era glaciale.Chi inizia ad aver dubbi sulla fondatezza degli allarmi lanciati dalle major ambientaliste, può leggere un libro molto interessante, fuori dal coro, che parla di eco-ottimismo: “Le bugie degli ambientalisti 2”.

    I due autori, Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, smontano, pezzo per pezzo, tutti i falsi allarmi a cui abbiamo dovuto dar ascolto in questi ultimi decenni…

    1. ant

      Caro Francy Lomonaco, non ho letto il libro che hai citato ma a me sembra che non bisogna essere ipocriti su questo argomento e non bisogna tantomeno sottovalutarlo. E’ ormai un dato di fatto che i dati climatici di questo inverno non solo sono allarmanti ma hanno già provocato dei cambiamenti rilevanti all’interno del sistema ambientale, faunistico e floreale. Gli animali tardano ad andare in letargo, i ghiacciai si sciolgono a ritmo costante provocando già adesso una inondazione di quei piccoli atolli del pacifico e dando inizio al fenomeno della c.d. migrazione ambientale che sta interessando anche alcuni paesi del nord Europa. Questo solo per citare alcune conseguenze, già in essere, che i cambiamenti climatici stanno provacando. E poi non bisogna dimenticare lo sviluppo sostenibile tramite il quale si deve garantire vivibilità anche alle prossime generazioni. Hai parlato di “guerra planetaria che vedrà l’umanità scontrarsi per le derrate alimentari“, io riscontro che questa guerra, anche se non planetaria, attualmente è già in atto non per le derrate alimentari ma per le risorse energetiche; la lotta imperialista di cui ho parlato riguarda proprio questo e purtroppo si sta spostando nei paesi africani già martoriati al proprio interno da guerre civili. (in Africa non è presente l’America ma è presente l’Italia con l’Eni, la Francia con la Total e soprattutto la Cina che ha investito cifre impressionanti nel Sud dell’Africa proprio per assicurarsi un fabbisogno energetico nei prossimi decenni). Queste non sono teorie di qualche scienziato o di qualche ambientali ma sono dei dati empirici che  nessuno può contestare.

      1. benna

        Caro ant, scusa ma le tue affermazioni mi sembrano alquanto contraddittorie; nel tuo primo post auspichi il ritorno al nucleare, nel secondo parli di sostenibilità e riguardo per le generazioni future.

        Ma i due concetti, dal mio punto di vista, difficilmente vanno a braccetto; se uno dei maggiori problemi del nucleare risulta lo stoccaggio dei rifiuti, che a tutt’oggi non sappiamo come trattare, ai tuoi figli, ai miei figli, sai che bel pacco dono facciamo!

        L’Italia deve ritornare al nucleare? Un’analisi approfondita delle argomentazioni di chi lo sostiene ne rivela le lacune. Il nucleare non è comunque a emissioni zero e i suoi costi effettivi lo rendono una “soluzione” tra le più controverse per la politica climatica di lungo periodo. In ogni caso, bisognerebbe chiarire ipotesi finanziarie e di sovvenzioni pubbliche, la ripartizione del rischio, come raggiungere una soluzione tecnica e un accordo politico per lo stoccaggio finale delle scorie. La sicurezza dei reattori rimane un problema. Uno studio del Mit presume un rischio di incidente tipo Chernobyl ogni 10mila anni/reattore. Sembra basso? Con dieci reattori attivi in Italia per un periodo di cinquanta anni, avremmo il 5 per cento di probabilità di una catastrofe. Chernobyl si è verificato in una delle zone meno popolate d’Europa; lo stesso incidente in una qualsiasi zona italiana avrebbe costi umani ed economici ben più gravi. Rilasci di quantità nocive di sostanze radioattive avvengono comunque non solo in caso di catastrofi, ma anche nella routine quotidiana.

        E lo stoccaggio finale delle scorie? In mezzo secolo, nessun paese al mondo ha definito una soluzione per lo stoccaggio finale delle scorie radioattive. Finché il costo finale della gestione delle scorie non è noto, anche i costi della produzione nucleare rimangono incerti. Intanto, le scorie si accumulano in luoghi mal protetti, con rischio di contaminazione dell’ecosistema. Non è eticamente accettabile lasciare in eredità a generazioni future rifiuti che non sappiamo gestire e che resteranno pericolosi per millenni. In Italia è stato finora impossibile trovare un accordo sulla gestione delle scorie ereditate dai reattori chiusi dopo il referendum: pare improbabile che la soluzione si trovi dopo aver riaperto centrali che produrranno nuove scorie in gran quantità. Chi propone il ritorno al nucleare in Italia dovrebbe dunque fornire informazioni trasparenti e dettagliate su:

        • Le ipotesi finanziarie, con una chiara distinzione tra investimenti privati e sovvenzioni pubbliche esplicite e implicite
        • Localizzazione degli impianti: chi li vorrebbe vicino casa sua?
        • La ripartizione del rischio tra industria e collettività in caso di incidenti nei reattori;
        • Una soluzione tecnica e un accordo politico definitivi per lo stoccaggio finale delle scorie, con una capacità adatta ad accogliere anche quelle future.

        Per evitare la Scilla dell’effetto serra e della dipendenza da combustibili fossili, sarebbe sbagliato gettarsi nelle fauci di una Cariddi almeno altrettanto mostruosa. Il dilemma si può risolvere soltanto facendo rotta verso le uniche soluzioni veramente durature: l’efficienza energetica e le energie rinnovabili, dal potenziale di crescita enorme. Bisogna urgentemente investire risorse in questi campi, in cui l’Italia è in forte ritardo, invece di inseguire la chimera del nucleare.

        Un recente rapporto della commissione europea afferma che le fonti di Energia Rinnovabile coprono attualmente appena il 6% dei consumi dell’Unione Europea, mentre l’attuale potenziale tecnico delle fonti rinnovabili nella UE è stimato intorno al 29% della domanda finale di energia. Questi dati cozzano non poco da quanto tu affermi, ma se la tua fonte è filo-nucleare, mi sembra naturale che sia così.

        1. ZODD
          Cara Benna , ti do pienamente ragione su quanto dici , ma ascolta la mia .
          ci sn problemi sul pianeta , questi problemi sono la causa di altri e via discorrendo, effetto serra o quanto altro sn la causa di sfruttamento di risolrse , che trasformate o prodotte causano cambiamenti climatici o quanto altro. come risolverli?
          e qui si ride le soluzioni ci sn ma ki da una parte chi dall’altra dice la sua, ed ecco scendere in campo , energie rinnovabili , naturali o industruali o infine nucleari.
          e dalla contro parte verdi ambientalisti ecc ecc. ekko la mia ipotesi
          io sn un governo e decido di punto in bianco di pensare a me stesso facendo la mia parte decido di inserire pali eolici e pannelli solari, arrivano i verdi arricano i comitati cittadini o di quartiere e mi dicono di togliere sto palo di 150 mt xke gli togli e la visuale . ok li metto sul mare e diaciamo ke li possono stare. ho la mia produzione di energia , ( sappi che un palo produce molto meno e ha costi superiori se paragonati a una normale centrale eletrica, ma èpulita) inserisco pannelli solari , qui pero ho dei problemucci, ce ne vogliono molti x fare molta energia dal calore, (se voglio fare energia dal calore la migliore è la nucleare) x fare un pannello solare inquino 10 volte di piu di una centrale al carbone ,i sistemi di celle di cobbustione sn fatti con MERCURIO, e un pannello solare cosi come una palo eolico hanno durata al’incirca di 20 anni., quindi spendo inquino vengo infastidito x 20 e produko poko. cambiamo tipologia andiamo sul nucleare, produco molto ma inquino , attenzione le scorie radiottive e l’acqua pesante si possono rigenerare, ma hanno un costo elevato . CErnobyl era costruito in un capannone industriale e la sua catastrofe è puramente umana , a qualhe genio le venuto in mente di tenere le stecche metalliche usate x il raffredamento sempre all’interno del nucleo , cosi facendo le steche si so fuse e il nucleo nn si poteva piu raffrwedare ed ecco la cattastrofe. le nuove centrali nucleari si accendo e si spengono ogni qual volta tu hai bisogno, e sn costruite anche x reggere un impatto di un aereo , la centrale vera e propria è situata a 30 mt sotto il suolo terrestre e su di lei ci sn 4 cupole di cemento. avere una fonte di energia che facilita il fabbisogno della nostra nazione , senza doverla importare, è una delle soluzioni primare che lo stato ITALIANO , deve affrontare se vuole risollevare la sua economia, noi paghiamo di piu di tutti, e il costo delle corrent eletrica x una attivita è del suo 48% , mentre le nazioni che dispongono del nucleare e del 16%, la differenza è notevole e i soldi tornano in tasca .un azienda recupererebbe molto in termini di denari. un ultima cosa , se la svezia è ricca di pali eolici è anche xke 1 ci abitano poche persone , quindi li conviene molto avere quel tipo di energia,2 ha poche fabbriche pesanti, la sua ricch3zza principale è la pesca.
          quindi qual’è il male minore che l’italia deve scegliere?
          esponi la stessa domanda all’intero pianeta, siete voi disposti a spegnere le vostre fabbriche a nn inquinare piu, a reciclare, o quanto altro x il bene di noi stessi?
          vedi ke ti dicono.
          1. titus

            Secondo il mio punto di vista, per quando riguarda l’energie rinnovabili, eolico, fotovoltaico, biomasse etc..
            ogni proposta può avere il rovescio della medaglia…
            in che senso.
            Partiamo dall’inizio l’Italia ha necessità di energia, quindi la importa in particolar modo quella elettrica dalla Francia (prodotta nelle centrali nucleari).
            Se non ricordo male la Basilicata con i suoi giacimenti di gas e Petrolio contribuisce circa al 10% del fabbisogno nazionale. L’altra quota siamo constretti ad importarla.
            Per quanto riguarda le fonti alternative di energia, come possiamo per riequilibbrare questo sistema?
            -1) Foto voltaico, con pannelli ad alta efficenza…!
            Ma il silicio poi dove lo si smaltisce!!!!
            2) Campi eolici, ok potrebbero risultare sconvenienti ed avere un’impatto visivio e paesaggisto negativo in una data realtà, inoltre bisognerebbe appurare se il rimescolamento dell’aria per azione fisica delle pale, non porterebbe a far permanere area calda (più leggera) sugli strati possimi al suolo, con la consegunza di far aumentare l’evapotraspirazione delle piante portando inevitabilmente ad una riduzione dell’umidità del suolo…
            3) Biodisel o oli combustibili di natura vegetale, mi riferico al colza e al girasole, circa due anni fa venne approntato uno studio sull’utilizzo di biodisel e si stimò che per incidere del 5% sull’intero fabbisogno nazionale si sarebbero dovuti coltivare circa 350.000 ettari, poi le varietà notoriamente più produttive sono quelle OGM si per resa in campo che per percentuale di olio…domanda siamo disposti a piantare delle varietà OGM? e rendere il sistema con una maggiore efficenza economica.
            4) Caso delle bio masse, delle centrali che per riscaldare l’acqua e farne vapore per azionare le turbine, utilizzano parti di pianta, provenienti dal sottobosco, coltivazioni forestali ad ok, potature etc..
            rovescio della medaglia…vi ricordate cosa è accaduto vicino al parco del pollino, dove era prevista la realizzazione di un’impianto a bio masse… proteste etc…, un impianto del genere per poter essere efficente e duraturo deve poter contare su volumi di combustibile non indifferenti…le emissioni poi polveri sottili e anidride carbonica?????
            5) Rigassificatori, beh quando si propone un rigassificatore in una città come taranto che perennemete ha dei Lumini (ciminiere) accesi, un piccolo sospetto mi viene (veri report di qualche mese fa).
            Concludo alcuni di questi sistemi il fotovoltaico, biomasse, e biodisel, possono funzionare in piccole realta…Ad esempio in germania da oltre 40 anni aziende zootecniche che allevano suini, annessa alla loro struttura aziendale posseggono impianti di fermenzazione ed estrazione del metano…un azienda vivaistica in trentino da oltre ventanni alimenta le proprie serre e i propri uffici con una caldaia a bio masse…
            Credo che sarebbe secondo il mio punto di vista, intervenire sulle piccole realta, dove:
            1) si puo avere un impatto ambientale più basso;
            2)e quindi con la conseguente riduzione della domanda di energia da fonti tradizionali, riducendo quindi la richiesta e divenendo almeno in parte fornitori.

        2. anycamy

          Cara Benna concordo con quanto hai scritto ma ti chiederei di utilizzare un linguaggio più tuo cercando magari con parole più semplici di esprimere i concetti che hai nella mente. Anche perchè così spaventi chi vorrebbe intervenire ma non sa organizzare discorsi a questi livelli (socialpres)

          😉

        3. Raf

          Efficienza energetica si, ma sarei più scettico sule fonti rinnovabili come eolico e solare.
          Purtroppo, come dicono i dati esposti da ant, lo stato tecnico attuale non consente di sopperire alle nostre esigenze. L’energia accumulabile è assolutamente inadeguata alle esigenze attuali, dal semplice fabbisogno edile a quello dei mezzi di trasporto e delle industrie. Non so se nel giro di 70 anni si raggiungerà un miglioramento così significativo su questo fronte.
          Al momento l’unica fonte di energia alternativa realmente fruibile è quella nucleare. Su un termine di tempo relativamente breve, forse è più probabile un progresso tecnico nel contenimento del rschio delle centrali nucleari, rispetto a un realistico miglioramento nello sfruttamento di energia eolica o solare.
          Inoltre il rischio ce lo abbiamo già: le centrali non ci sono in Italia, ma in Francia e Germania si…… A questo punto meglio averle anche noi, almeno si avrebbero vantaggi nell’immediato sul costo dell’energia, come dice Zodd. Invece così abbiamo costi energetici elevati, stesso rischio di Francia e Germania e forse ci becchiamo anche le loro scorie.
          Detto ciò dovrebbe essere comunque di primaria importanza:
          1) maggiore attenzione della politica al problema energetico
          2) una rivoluzione culturale e un’educazione all’ “efficienza energetica” di tutti
          …..catastrofismi a parte.

          1. Oznecniv

            L’energia solare e il vento non hanno padroni (o almeno, se ce ne sono vanno ricercati nella sfera del divino). Questo causa il disinteresse (e ostracismo) delle lobby che nel mondo gestiscono il potere politico-economico. Fino a quando alcune potenze riusciranno ad avere il controllo energetico, gli sarà garanità l’egemonia economica sul pianeta.

            Gli ultimi 2 punti del tuo intervento sono certamente da sottoscrivere,

            …banalità a parte 😛

        4. ant

          Ha perfettamente ragione raf quando dice che il rischio nucleare in Italia da sempre c’è e ci sarà in quanto geograficamente confinante con nazioni come Francia e Germania che hanno al proprio interno diverse centrali nucleari. Cara Benna sviluppo sostenibile in energia significa anche optare per soluzioni che sappiano soddisfare in via quasi definitiva e nel modo migliore il fabbisogno energetico di una popolazione. Escludendo la scelta delle c.d. fonti di energia alternative per i motivi che ho riportato nel mio post principale, l’unica alternativa resta il nucleare. Hai perfettamente ragione a paventare i rischi che il nucleare potrebbe comportare e che ha già comportato (vedi Chernobyl) ma io sono molto fiducioso su questo. Per quanto riguarda il problema scorie, basti vedere Francia e Germania che hanno dei depositi di stoccaggio che nel giro di qualche anno eliminano la loro radioattività rendendole innocue. In secondo luogo il rischio di guasti o esplosioni all’interno delle centrali si è ridotto drasticamente grazie alle misure di messa in sicurezza che non danno garanzie totali ma sufficientemente ampie.

          1. benna

            Caro ant, sono perfettamente consapevole che l’approvvigionamento energetico è un problema reale, effettivo, e che necessita (si spera in tempi non particolarmente lunghi) di una soluzione.

            Semplicemente non credo che il nucleare sia la panacea contro tutti i mali. E sono anche consapevole che la soluzione, quale che sarà, prevederà qualche sacrificio, e che ci sarà un prezzo da pagare. E’ anche vero che le energie rinnovabili non possono quantitativamente coprire la domanda, ma se incentivate possono coprire almeno un quarto del fabbisogno, e non è poco. In un’analisi costi benefici (con le argomentazioni fatte nel mio precedente commento) penso che il “gioco” del nucleare non valga la candela.

            Mostratemi resoconti scientifici, provenienti da diversi enti, filo-ambientalisti e non, che dimostrino che le scorie sono effettivamente bonificabili, che addirittura nel giro di qualche anno diventano innocue (!!), che il rischio d’incidenti è percentualmente bassissimo, e sarò la prima ad essere contenta che si sia trovata la soluzione che da decenni stiamo invano cercando.

          2. boboy

            lasciamo da parte tutti i dati scientifici che sono stati spiattellati,che hanno un loro valore solo in determinati contesti….il problema delle fonti di energia è alquanto serio, come è seria la risposta che deve essere data al problema.
            il fatto che le fonti alternative pulite possano raggiungere 1/4 del fabbisogno energetico è ridicolo, lo dicono solamente i produttori di pannelli solari e di cellule fotovoltaiche.
            lo sviluppo industriale ed il bisogno di energia cresce in maniera logaritmica, quindi nn si riusciranno a costruire mai in tempo impianti ‘puliti’ per sopperire i bisogni necessari.che inoltre nn potranno mai essere della quota utopica di 1/4, ma dico di + nn potranno mai sfiorare la quota di 1/20 nelle previsioni più ottimistiche.
            però nn esiste neanche un modo per bonificare le scorie radioattive.ma le radiazioni emesse da una centrale nucleare di stati seri (la russia nn è uno stato serio per queste cose, quindi evitate i commenti su cernobyl) occidentali sono dell’ordine della radiazione naturale, quindi nessun pericolo per la salute dell’uomo.
            effettivamente il rischio di incidenti è bassissimo perchè in europa, in giappone e negli USA sono utilizzate centrali a processo negativo, ossia le operazioni di fissione nn si autosostengono ma il processo deve essere sempre tenuto vivo dagli operatori, questo significa che se c’è qualcosa che nn và il processo di fissione si spegne automaticamente, ossia nn c’è rischio di nubi radioattive.
            il problema è scegliere le fonti di energia che ci permettono di usufruire degli agi a cui siamo abituati…e l’unica soluzione seria è il nucleare….il problema è dove collocare le centrali, visto che in italia si fanno storie anche per la costruzione di una ferrovia (vedi tav) o un ponte (vedi ponte sullo stretto di messina), però nessuno si lamenta se vicino casa sua c’è una centrale al carbone.(mah che strana gente gli italiani)
            il fatto che il clima cambia è solo accelerato dalle emissioni umane(nn penso che le glaciazioni siano dovute all’inquinamento degli uomini prestorici) ma esse sn sempre esiste come è sempre esistito il buco nell’ozono e l’effetto serra,però per diminuire la tendenza bisognerebbe ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e questo lo si fa nn producendo energia dal carbone o petrolio.

  2. Spanish Johnny

    Vantaggi del nucleare:

     

    mancanza di inquinanti (in condizioni normali).
    mancanza di gas serra.
    grande disponibilità di uranio.

    ricaduta sulla ricerca scientifica.

     

    Svantaggi del nucleare:

     

    Se qualcosa non va, gli effetti sono catastrofici e a volte irreversibili (Chernobyl, Tokaimura, Three Miles Island).
    Le scorie non si sa dove metterle, durano migliaia di anni e sono una pietra tombale per la zona in cui sono collocate (solo un deposito definitivo al mondo, Yucca Mountain. E dov’eravate ai tempi di Scanzano…? scommetto tutti in strada a protestare…la memoria è sempre più corta… 😉 ).
    E’ sempre legato a tecnologie militari (più nucleare – più armi nucleari).
    Non permette lo sviluppo di altre fonti (assorbe troppi investimenti).
    Costa troppo (solo il 7% dell’energia primaria al mondo è prodotto per via nucleare: se è così conveniente, perché non cresce? vuoi vedere che costa troppo ? Il mercato boccia il nucleare più delle sue problematiche ambientali).
    E’ manipolato da pochi (poteri forti, poteri militari…).

  3. vitellozzo

    Scusatemi, faccio una piccola intrusione su questo forum perchè credo di aver capito male qualche post.
    Ma davvero state parlando di nucleare per risolvere il problema energetico?
    Mi sa che avete preso un granchio, allora… e anche bello grosso.
    1) Nucleare = risorsa rinnovabile (o illimitata) ?
    falso
    L’energia nucleare non è una risorsa rinnovabile.
    Le riserve di uranio, si stima, che si esauriranno tra 50-70 anni, più o meno come il petrolio…
    Fossero anche 100 o 150 il problema non cambia.
    2) L’energia nucleare può sostituire le forme di energia oggi in uso
    falso
    L’energia nucleare produce solo elettricità e l’energia elettrica soddisfa circa un terzo del fabbisogno energetico.
    Un pò più di un terzo riguarda il riscaldamento e circa un altro terzo, invece, è assorbito dal sistema dei trasporti.
    3)I rifiuti tossici possono essere smaltiti
    Prego?

    I più importanti specialisti del nucleare hanno fatto una ricerca a livello mondiale per trovare un sito dove conservare le scorie in modo che per almeno 2000 anni (!!!) non ci arrivi l’acqua perché hanno scoperto che l’ossido di plutonio a contatto con l’acqua esplode.

    Il responso è che non esiste nessun luogo che possa garantire una cosa del genere.

    A parte Scanzano ovviamente….

    Che forse ci siamo già dimenticati del pericolo che abbiamo scampato chissà per quale miracolo??

    4) Per le fonti rinnovabili (quelle vere intendo tipo sole, vento) bisogna attendere minimo 70 anni prima che possano prendere il posto delle fonti energetiche attuali

     Falso

    In Europa ci sono diversi esempi di intere cittadine autosufficienti in quanto ad energia.

    A Shenau (non so come si scriva esattamente) in Germania, cittadina di 35.000 abitanti da 4 o 5 anni (quindi roba del passato) si sono organizzati in modo che ogni casa produce energia (chi ha il sole usa il sole, chi il vento usa il vento ecc…), questa energia viene messa in rete e tutti ne usufruiscono.

    Anzi, udite udite, addirittura la vendono!

    Sarei tentato di approfondire il discorso delle energie alternative in questa sede ma devo chiedere a Raf e a chiunque fosse interessato di pazientare e di leggere i miei post sul forum “su una bomba ad orologeria” dove sto affrontando il discorso ambiente in maniera un po’ più vasta e completa (per quello che sono le mie possibilità, ovviamente).

    Presto ho intenzione di parlare di energie alternative in maniera più esaustiva.

    In conclusione dobbiamo iniziare a pensare di abbassare la domanda e non di aumentare l’offerta…

    Consiglio vivamente a tutti di dare un’occhiata al sito del wuppertal institut, centro si ricerca fra i più accreditati in Europa, o al sito di Beppe Grillo, sempre informatissimo.

    Vostro Vitellozzo

    1. boboy

      scusami vitellozzo ma io nn ho capito per nulla il tuo post,
      chi ti ha detto che le fonti di uranio si esauriranno da 50-70 anni?
      beppe grillo?
      quì si sta scambiando un comico per una persona che capisce di tutto…mah
      sono davvero sconcertato……
      l’ossido di plutonio esplode con l’acqua?…..mah
      gli specialisti del nucleare sono beppe grillo &co.?….mah
      ma poi sai come vengono stoccate le scorie radioattive?
      ma nessuno sa che esiste la fusione nucleare e che gli ultimissimi esperimenti sul nucleare si sono spostati tutti lì (vedasi nuova centrale che è in costruzione in francia) e che la fissione nucleare è oramai una tecnologia vecchia?
      ma la città di 35-40.000 abitanti è un centro industriale?
      non penso proprio
      quì mi sembra che si vuole guarire dalla polmonite con latte e miele….
      sul fatto delle scorie e dei 2000 anni c’è poco da fare è così, ma mi risulta che i tempi di decadimento radioattivo sono anche più lunghi.
      per quanto riguarda il trasporto nn so se nessuno hai mai sentito parlare di celle a combustibile……bhe chiedete a beppe grillo che ne sà sicuramente più di me
      Tongue out

      1. vitellozzo

        Qasi indovinato boboy, ci sei andato vicino…

        A rigor di logica, però, hai sbagliato ma nello stesso tempo hai anche indovinato!

        Un miracolo!

        Hai intuito che le risposte non erano farina del mio sacco e che le mie fonti dovevano essere o Beppe Grillo o il Wuppertal Intitut.

        Però era il Wuppertal Institut e precisamente Wolfgang Sachs che rispondeva ad alcune domande di Beppe Grillo.

        Però Beppe Grillo è un comico.

        Però il Wuppertal Institut, uno dei centri di ricerca che si occupa di energia e ambiente più accreditati d’Europa, è una cosa seria.

        Come la mettiamo?

        Se io l’avessi letta in inglese o in tedesco nel sito del W.I. avrebbe avuto più peso?

        Se per ogni mah che hai scritto, avessi fatto una ricerca avremmo avuto da discutere su cose più serie ed interessanti , ti pare?

        Mah…

         

         

        1. boboy

          caro vitellozzo,
          se lo avessi letto tu certamente avrebbe avuto più peso, perchè magari ti saresti accorto che il W.I. è un istituto che si occupa di energie alternative, quindi è naturale che “tira l’acqua al suo mulino”.
          ti riporto,per confermare quello che ho detto, in inglese l’intestazione del WI:
          Welcome to the Wuppertal Institute
          We use resources as though we had four earths at our disposal.
          However, we have only this one planet, so we will have to take care how we use it. Taking care means living and doing business in a sustainable manner. That is why the Wuppertal Institute focuses its work on application-oriented sustainability research, addressing the major challenges related to sustainable development, such as climate change or resource shortages.(spero che lo sai l’inglese)
          purtroppo per essere seri (non come hai fatto fino ad ora tu) bisogna convalidare tutto quello che si dice e questo io lo faccio per deformazione professionale, perciò ho detto in un post precedente di evitare di spiattelare cifre e numeri….
          l’istituto lo conoscevo ed è serio, ma se si occupa di energie alternative nn può parlare certamente bene di energia nucleare, in quanto perderebbe credibilità e sopratutto fondi(la parte economica è sempre la prima).
          poi, in un intervista fatta da un comico, uno scienziato tende ancora di + a calcare la mano, per portare l’opinione pubblica verso le proprie idee.
          magari se tu avessi letto il seguente articolo avresti detto tutte altre cose:
          Engineering design studies for the transmutation of nuclear wastes with a gas-cooled pebble-bed ADS
          Abánades, A.; Pérez-Navarro, A. pp. 325-333 international journal of Nuclear Engineering and Design
          oppure il seguente:
          Analysis of long-term behaviour of nuclear reactor containment
          Hora, Z.; Patzák, B. pp. 253-259 international journal of Nuclear Engineering and Design
          questi sono articoli internazionali, sono corredati di dimostrazione per ogni frase scritta e sono validati dalla comunità scientifica internazionale…quindi nn sono chiacchiere.
          ti faccio un esempio banale:
          hai detto l’ossido di plutonio esplode cn l’acqua, ma hai omesso le condizioni entro la quale questo fenomeno avviene,
          se siamo a -273.16 K neanche la bomba all’idrogeno esplode,
          magari il processo da te descritto (ah scusami numerosi scienziati) avviene a 3000 K, però nn mi risulda che la reazione ossido di plutonio/h2o sia una reazione fortemente endotermica, e nel caso lo fosse si potrebbe contenere il fenomeno e sfruttare ciò per avere altra energia commerciale ed altri prodotti di scarto che magari sono poco radioattivi.
          perchè nessuno ci ha pensato?
          perchè evidentemente è una cosa falsa ed è da catastrofisti di serie B.
          nel nostro caso abbiamo la parola del WI e quella di altri ricercatori affermati internazionalmente, chi ha ragione?
          secondo te (che ritieni di fare discorsi seri) beppe grillo,
          o mi sbaglio?
          cmq se vogliamo fare un discorso serio, io sono disponibile, però nn dobbiamo parlare per sentiro dire.

          P.S. mi sembra che tra noi due sei tu quello che si deve informare un pò meglio…
          P.P.S.S. i miei mah erano delle obiezioni che tu prontamente e seriamente nn hai dato risposta, addossando sugli altri il peso delle tue parole. il dubbio sorge spontaneo, ma hai delle tue idee?

          1. Oznecniv

            Dear Boboy, complimenti per la modestia!

             

            Non so chi tra te e Vitellozzo abbia fornito dati più completi. Non è una questione di chi sa meglio le cose… non c’è un primato da raggiungere. Qui si discute tra “amici”, si cerca di raffrontare le nostre idee, di crescere assieme.

             

            E’ vero, Beppe Grillo è un comico, ma non spara dati a caso, non ci parla di sue supposizioni. Ci parla citando alla lettera dati del WI, dati di indubbio valore scientifico. 

             

            Quindi non capisco la tua polemica… che significa? Che un dato oggettivamente verificato perde il suo valore solo perchè citato da un comico? Mentre magari se lo stesso dato ci fosse portato all’attenzione da te (o da altro esimio scienziato) sarebbe da  considerarsi veritiero a priori?

             

            Questione parzialità. Si sostiene che il WI, istituzione scientifica di limpida fama, non sia attendibile perchè ha come fine la ricerca di fonti energetiche alternative. Bene, non condivido ma capisco cosa vuoi dire.

             

            Invece l’ International journal of Nuclear Engineering and Design è meno parziale?

             

            yours sincerely, Oznecniv

          2. boboy

            grazie per avermi dato del modesto vincenzo, me lo merito proprio!
            ahahahahahahahah
            cercherò di abbassare i toni con questo post!
            nn ho mai detto che i dati del WI sono falsi, ho solo detto che sono gonfiati perchè nel campo della ricerca tutti vogliono procacciarsi + fondi possibile, ma il discorso è valido anche per gli istituti che si occupano di nucleare!
            per quanto riguarda le stime o previsioni che si fanno nessuno nella comunità scientifica si azzarderebbe a farle durante una conferenza internazionale.
            verrebbe semplicemente deriso…dire che 1/4 dell’energia prodotta la si può fare solo cn le fonti alternative nn ha alcun senso!
            io nn sono x le centrali nucleari ad ogni costo, ma quali sono le fonti che ci garantirebbero energia a sufficienza?
            il carbone inquina, gli oli combustibili inquinano, le cellule fotovoltaiche inquinano a dismisura nella fase di produzione, l’eolico è inconstante, l’idroelettrica inquina, il nucleare inquina in fase di smaltimento…chi nn vuole la terra pulita? un pazzo
            bisogna scegliere il minore dei mali che comunque ci permette di vivere a questo tenore di vita!
            per quanto riguarda l’International journal of Nuclear Engineering and Design, c’è poco da dire, fa parte delle più accreditate riviste scientifiche per gli addetti ai lavori,nn esiste propaganda e nn esistono finanziatori.ma questo vale per tutte le riviste che hanno il suffisso int.jour., nel senso che la rivista ‘nature’ nn lo potrebbe mai avere!
            infine per quanto riguarda beppe grillo e la sua faziosità, nn sarebbe stato più corretto per i lettori del suo blog se avesse intervistato tutte le parti in causa e nn solo una?così forse avremmo capito meglio anche noi? concordi almeno su questo vincenzo?
            un bacione a tutti

          3. benna

            Caro boboy, non abbiamo il piacere di conoscerci, ma ti assicuro che non mi sveglio la mattina sparando numeri o frazioni a caso! Il dato che ho riportato era in un dossier della Commissione Europea sull’energia (non composta da cialtroni immagino); che poi sia una previsione ultra ottimista questo non lo so, ma a me piace sperare che possa essere così.

          4. boboy

            caro benna,il mio discorso era un discorso in generale e nn riguardava te,
            come ho detto prima a tutti piace sperare in un mondo migliore, ma sperando si sprecano solo risorse inutilmente.
            io ho cercato di chiarire solo alcuni aspetti, visto che sono stato invitato da un mio amico su questo forum come ‘esperto’, visto che mi sono occupato di fonti di energia alternativa e sviluppo sostenibile.
            naturalmente ognuno è libero di dire quello che vuole, ci mancherebbe!

  4. Willianpoe

    Vedo che l’allrmismo da gas non è ancora cessato caro Enzo..

    Purtroppo per l’ENI in Italia non manca il gas per uso interno. Quello che manca è il gas per le esportazioni, che(guarda un pò) serve per riempire il portafoglio degli azionisti..

    Un Rigassificatore in Italia c’è già(rigassificatore di Panigallia). e ci sono dieci progetti da approvare o approvati.

    Nel caso dei rigassificatori, il rischio è connesso oltre ad eventuali impatti ambientali,  soprattutto alle possibili conseguenze che un incendio(il metano è infiammabile) o uno scoppio possano comportare. Infatti, i rigassificatori sono sottoposti alla legge Seveso:

    LA LEGGE SEVESO

    E’ una legge dello Stato italiano, pubblicata in prima versione nel 1988 (DL 175/88 o Seveso) e in versione aggiornata e modificata nel 1999 (DL 334/99 o Seveso 2), che “detta disposizioni finalizzate a prevenire incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose e a limitarne le conseguenze per l’uomo e per l’ambiente” (DL 334/99, art. 1).

    La legge Seveso fu voluta e promossa dal Parlamento europeo, in seguito all’incidente della diossina, avvenuto appunto a Seveso, comune della Brianza, nel 1976, che scosse profondamente la fiducia del mondo occidentale nella sicurezza della tecnologia e, più in generale, nelle “magnifiche sorti e progressive”.

    La legge prende in considerazione le ipotesi di rischio di incidenti rilevanti (scoppi, incendi, emissioni), che possono verificarsi nei luoghi di lavoro, partendo dal presupposto che essi siano in qualche modo proporzionali al quantitativo di sostanze chimiche pericolose “presenti”. Le aziende vengono di conseguenza divise in classi di rischio. Le classi hanno doveri crescenti in funzione della loro pericolosità.)

    .Troppo scontato dire che il rigassificatore di Brindisi sarebbe utile, soprattutto se non si pensa ai cittadini di Brindisi.

    Chi si ricorda le scorie di Scanzano??

     

     

    1. Enzo
      ma scusa per te l’italia non ha bisogno di un’altra fonte di approvvigionamento di gas? ora dipendiamo totalmente dalla russia,se li succede un guasto o peggio tensioni tra stati dove le condotte passano(ricordi quando chiusero per un certo periodo i rifornimenti se non sbaglio in ucraina e quindi indirettamente a noi?),noi rimaniamo senza gas. Poi costerebbe molto meno allo stato rifornirsi tramite navi che portano gas liquido, che pagare direttamente la russia per mandarlo in condotte che passano attraverso tutto l’est europeo. Inquina anche meno,visto che le condotte hanno inevitabili perdite locali lungo tutto il tracciato. Poi per come dici tu allora nel mondo non si sarebbero più fatte centrali nucleari dopo chernobyl,quando invece sono cresciute a dismisura,pensa che in cina in tutto il loro vasto territorio ne stanno costruendo addirittura 30! Il problema più grosso in Italia che se bisogna fare qualcosa tutti d’accordo basta che non lo si faccia a casa mia…poi per le scorie lasciamo stare…li c’è stato solo un magna magna…poi non vedo il problema se si era individuato nelle terre di scanzano il posto ideale per sotterrare le scorie in sicurezza…scusate qua si ha troppa paura…allora i cittadini degli altri stati che dovrebbero fare?in francia ci sono 56centrali nucleari, non mi sembra che li si sia fatta tanta storia…li c’è bisogno di fare qualcosa la si fa e basta…in italia è sempre un casino per fare qualsiasi cosa. Per le scorie,se la provincia e la regione (per legge deve essere così)avevano dato l’ok significa che poi tanto in non sicurezza non era…cmq ritornando alle energie rinovabili, certo l’italia è molto indietro,ma non si può pensare che li ci sono tutte le soluzioni ai nostri problemi,e io penso che per almenoil gas potremmo migliorare le cose,anche se non è il gas che accende le lampadine…per il solare come è stato ben detto,la produzione è molto inquinante,come produrre idrogeno per le macchine,quindi bisogna fare ancora molti passi in avanti nella teconologia per arrivare a poter “campare” solo con le risorse rinnavabili e ci vorrano chissà quantie decine di anni!!!
  5. Willianpoe

    Che l’italia abbia bisogno di un’altra fonte di approvvigionamento di gas, è una bufala colossale. L’intento è quello di farti credere, con inutili allarmismi che il paese è a corto di gas. In verità i rigassificatori in Italia rappresenterebbero un Hub, un centro smistamenti per le esportazioni. Un sicuro e facile guadagno per le multinazionali del settore. Ti invito a leggere e consultare la puntata di report sui rigassificatori, e su quanto sia il reale bisogno di gas nella nostra nazione.

    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243^1068853,00.html

    Se non vogliamo dipendere dalla Russia, dalla Algeria, o da qualunque altra multinazionale, sarebbe meglio investire su fonti di energia alternative anzichè sui rigassificatori.

    Gli studi effettuati sul territorio ionico non furuno cosi attenti, dato che per l’ Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI) di Bari, che da anni conduce studi nella zona con il finanziamento dell’Unione Europea,quello di Scanzano non è un sito adeguato. Il presupposto per poter sistemare un carico di rifiuti radioattivi è che né scosse sismiche né altri tipi di movimenti debbano mai verificarsi, ma tutti i comuni della Basilicata rientrano in aree a vario rischio sismico. Inoltre, sottolinea l’IRPI, anche dal punto di vista idrogeologico l’area non è affatto sicura: le osservazioni mostrano che con cadenza quasi decennale quella zona è oggetto di alluvioni. E, come se non bastasse, la veloce erosione della costa ionica rende la zona instabile.

    Scrivi di troppa paura della gente lucana per le scorie, scordando che tu stesso

    ti abbandoni a facili allarmismi legati al rischio di rimanere a secco di gas.

     

    1. Enzo
      No ma io non ho mai detto che penso o che ho saputo che l’Italia è a corto di gas, questo è assolutamente una tua idea che hai fatto leggendo quello che ho scritto. Io ho solo detto che dipendere da poche fonti è troppo rischioso, e ti ho fatto l’esempio dell’ucraina, e noi non rischiammo niente perchè le condotte furono chiuse per non troppo tempo e riuscimmo a evitare il “secco” solo grazie alle inevitabili scorte che si immagazzinano. Ti ricordi dei blackout di energia elettrica dovuti a problemi in francia? Ci fu il blackout solo per un albero caduto su una linea elettrica…è la stessa cosa. Io non ho fatto nessun allarmismo sul gas ho solo fatto un esempio,per dire che secondo me in italia fare qualcosa è diventato impossibile.E poi quel metodo di approvvigionamento costerebbe allo stato molto meno. Cmq penso che sai che quelle scorie che volevano mettere a scanzano provenivano da Piacenza, con questo ti dico che come tu ben sai le scorie non possono stare sotterrate per troppo tempo nello stesso luogo quindi vanno spostate e se si è trovato in scanzano luogo ideale,non vedo dov’è il problema. Come ai piacentini non ci pensi, il rischio che corrono? Non penso che chi ha individuato in quel territorio luogo ideale non abbia tenuto conto di tutte le eventualità,dai sismi di qualsiasi genere a tutto quello che può succedere in un territorio. Fidati che quando si fa un opera ingegneristica di qualsiasi tipo (io studio ing. civile), e questa lo è di certo (visto che non vengono dissotterrate come se si sotterrasse un pò di riufiuti generici) si esaminano tutti i casi possibili e inimmaginabili, perchè se per puro caso dovesse succedere qualcosa gli ing., committanza e ditta costruttice passerebbero serissimi guai, se tralasciano quel qual cosa che ha provocato un disastro di qualsiasi tipo. Quindi non credo al fatto che lo volessero fare là alla “ce m n freg…”. Cmq lasciando questo, la paura dovrebbe esserci per qualsiasi cosa, allora lamentatevi pure delle raffinerie di taranto e di tutto il polo dell’ilva di taranto che è moooooolto + pericolosa di un rigassificatore,e inquina decisamente moooooooolto di +. Tanto l’eolico e il solare lo sapete benissimo anche voi è impossibile che spenga la nostra “sete” di energia,quindi bisogna cercare si fonti meno inquinanti, ma quando si trovano bisogna anche costruirle e se si fa per ogni cosa un problema, dove si costruiranno? I pannelli solari costano tantissimo,e a un paesino come montescaglioso non basterebbe una distesa di pannelli grande quanto tutta la murgia “forse”,ma non credo di essermi sbagliato + di tanto. Ognuno di noi vorrebbe un mondo più pulito,però le teconologie odierne anche se molto avanzate non bastano ancora…purtroppo. Con questo mica dico che non bisogna fare niente con il solare o eolico,anzi il contrario. Io sono favorevolissimo a diminuire il gap con il resto degli altri paesi sviluppati,però facendo questo bisonga fare anche altre cose in parallelo altrimenti non miglioreremo mai. Alemo penso che sulle ultime cose dette da me non siamo motlo distanti come idee,o mi sbaglio Willianpoe?
      1. boboy

        vorrei fare una domanda, spero che qualcuno riesca a darmi delle spiegazioni…..ma in giappone e in california, dove il rischio di terremoti con alto sviluppo di energia è molto maggiore rispetto tutto il territorio italiano, nn c’è stoccaggio delle scorie radioattive?

  6. Willianpoe

    “”ma scusa per te l’italia non ha bisogno di un’altra fonte di approvvigionamento di gas? ora dipendiamo totalmente dalla russia,se li succede un guasto o peggio tensioni tra stati dove le condotte passano(ricordi quando chiusero per un certo periodo i rifornimenti se non sbaglio in ucraina e quindi indirettamente a noi?),noi rimaniamo senza gas.””. ..Questo è quello che hai scritto nel precedente commento. Non significa allarmismo per paura di rimanere a secco??

    Forse leggo e interpreto male.Per non rischiare di essere ridondante, ritengo che i miei commmenti debbano finire qui.

    1. ZODD
      William, in caso tiitenruzzione di gas dalla russia, che io sappia possiamo sopravvivere kon le nostre scorte x un intero anno, nel frattempo , se x ipotesi dovesse succedere na cosa del genere , lo stato italiano intraprenderebbe un azione diplomatika e di pace affinche si risolvano al piu presto i problemi, pur di riavere il gas 🙂
      e cio lo farebbero anche altre nazioni he dipendono da quel Gasdotto.
      ma io mi chiedo a prescidere dall’energia e anche rivolgendoci a tutti gli altri settori: xke L’italia deve soffrire di questo strozzo tecnologico? xke dobbiamo essere sempre indietro rispetto a tutti ? ci sn innovazion ibuone e brutte ma tutto serve a un auqalkosa ke migliori in qualkosa , bisogna solo fare le giuste scelte e accettare le conseguenze. invece no si preferisce rimanere indietro ankora con centrali a carbone , a petrolio ,senza eccelletni sbokki marittimi ferroviari o stradali. meno male ke in un modo o nell’altro l’italia raggiunge quasi i suoi obbiettivi dinanzi a tutti questi ostacoli.
    2. Enzo

      E no potresti proprio rispondere perchè in quello che ho scritto dopo ho detto che era un esempio di come in italia è impossibile fare qualcosa…ma scusa ripeto qualsiasi cosa ha una percentuale di rischio, qualsiasi! E’ giusto che quando si fa una cosa bisogna che tutto sia chiaro,ma il servizio che mi hai fatto leggere tu, non mi pare dica chissà che,i rischi ci sono,e qual’è la novità?ci sono sempre rischi,però magari sono minimi veramente minimi!Pure un semplice salottificio è rischioso,metti che si incendia un magazzino,pensa quanto rischio…quindi se io per te faccio allarmismo sul gas,tu fai trooooppppoooo allarmismo su qualsiasi cosa che si fa! le scorie non sono sicure e vabbè,il rigassificatore non è sicuro, i reattori non sono sicuri, le centrali a carbone non sono sicure, quelle a olio combustibile non sono sicure, le raffinerie non sono sicure, fare magari anche la tav non è sicura (val di susa per esempio), ma allora l’energia da dove la dobbiamo prendere?la dobbiamo comprare dagli altri?allora poi non lamentiamoci che i servizi in italia fanno skifo! se compriamo tutto dall’estero poi di soldi per fare il resto dove li prendiamo?o bisogna rifare altre belle finanziare per alzare e inventare altre tasse…? qualsiasi polo industriale è pericoloso allora chiudiamo anche tutte le industrie chimiche d’italia,le acciaierie,i pozzi petroliferi,le raffinerie…chiudiamo tutto ciò che ha un minimo di rischio,così stiamo più tranquilli e sicuri,ma cn le pezze al culo! Siate coerenti e allora dite anche che le poche centrali che ci sono in italia devono chiudere,così siete veramente coerenti, dite pure che possiamo campare solo dalle fonti rinnavabili. Ripeto tutti noi vorremmo un mondo pulito ma purtroppo non si può se dobbiamo campare…quindi come dicono bene gli altri parliamo delle innovazioni che ci sono,delle prospettive che ci possono essere, però non soffermatevi troppo su quelle rinnovabili che sono si un problema per il nostro paese ma non sono la soluzione!

      1. titus

        Ragazzi, scusatemi….
        Citare studi, statistiche ed altro vabbene ma il sunto del discorso è un’altro energie rinnovabili….
        Parlare di nucleare e di ridchi connessi alle centrali o allo smaltimento dei rifiuti o se le centrali sono sicure o meno è un’altra cosa….
        In qualsiasi tipo di attività energetica o produttiva vi è un rischio di potenziale Inquinamento o di Incidente.
        Per quanto un’attivita sopra citata può avere standard di sicurezza elevati, vi può essere sempre un incongnita di rischio…
        Non dibattiamo se le centrali nucleari o gli standard di stoccaggio di rifiuti radiottivi sono idonei.
        Il punto è un’altro secondo il mio punto di vista,esistono o meno fonti di energia rinnovabili a basso impatto ambientale??? (uso il termine a basso impatto ambientale perchè ogni forma di estrazione di una risorsa provoca uno scompenso ambientale che sia chimico , fisico o paesaggistico).
        E se si, quali sono???
        E se la società e disposta a pagare un prezzo in termini ambientali per lo sfruttamento di una data risorsa???
        es. parchi eolici (impatto visivo e paesaggistico)
        Centrali a bio masse??? o altro???

Rispondi a

Info sull'Autore

Post Correlati

Translate »