SENZA PUDORE

SENZA PUDORE

 

A te verranno a frotte;

 con parole dai suoni angelici,

belli si renderanno al tuo vedere,

con camice nuove di seta e ingessati abiti di velluto.

Ti faranno la corte;

sublimi discorsi su futuri radiosi

imbastiranno per rendere gioviali

ai tuoi occhi le loro rinate magnificenze.

Tesseranno lodi e si prostreranno  ai tuoi piedi;

per un attimo ti faranno credere di essere un Dio.

Quando chiederai loro conto di dove erano

Il giorno in cui non potevi comprare il latte a tuo figlio

col  volto dispiaciuto ti diranno che essi non c’erano,

altri si erano macchiati di una si tale infamia;

e quando chiederai  conto del loro silenzio

il giorno in cui ti buttarono fuori dalla fabbrica

sbattendoti per strada senza più un lavoro

ti sarà risposto che nulla poterono perché altri….!

Altri, sempre altri;

mai una volta accetteranno le colpe

dell’infamia cui si sono macchiati.

Avidi come sempre e senza pudore

dai loro colpevoli occhi faranno sgorgare

finte lacrime di pentimento.

Pentimento falso e false lacrime

come quelle dell’Aquila;

come quelle della  Ministro

il giorno in cui firmava la condanna di tanti

ad un destino senza futuro.

Attento a te uomo dalle piaghe sulla schiena,

non lasciarti ancora incantare da abili suonatori di piffero;

molte volte lo hai fatto e ogni volta

 sei stato risucchiato dalla dolce melodia.

Fatti Ulisse per una volta,  prepara i tuoi tappi di cera;

Lascia che la nave passi indenne dal lido delle sirene,

solo cosi potrai vedere la loro bramosia

ardere insieme alla rabbia.


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