Cinque Bocche resta off limit

Cinque Bocche resta off limit
Gabrielli: «Esempio di cattiva antropizzazione»

 

Cinque Bocche resta off limit Gabrielli: «Esempio di cattiva antropizzazione»

Il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli

MONTESCAGLIOSO – In quella zona di Montescaglioso non si doveva costruire. D’accordo. Le “Cinque Bocche”, che danno il nome all’area  dovevano agevolare il percorso delle acque a valle e invece, soffocate da catrame e cemento, hanno finito per ingoiare una strada, la più importante, e danneggiare diversi capannoni e strutture commerciali.

«La natura si riprende quel che è suo», lo ha detto pure il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che sulla zona del disastro ieri mattina ha effettuato un sopralluogo. «Purtroppo, Montescaglioso è la rappresentazione di come questo territorio, negli anni, sia stato antropizzato in maniera non corretta, e prima o poi  la natura presenta sempre il conto -ha dichiarato ieri Gabrielli- quella delle cinque bocche era una zona già sottoposta a sistemi franosi e per questo dovremmo interrogarci sul perchè il Pai, il Piano per l’assetto idrogeologico, non l’avesse mappata».

Del  senno di poi, però, son piene le fosse e ora nella cittadina materana c’è da far fronte ad una grave emergenza. Lo ha potuto costatare di persona il prefetto Gabrielli prima dall’alto sorvolando in elicottero l’intera area, poi,  recandosi, in compagnia del vice ministro Filippo Bubbico, del governatore Marcello Pittella (che poi è dovuto precipitarsi in Regione per la nomina della giunta) dell’assessore alle Infrastrutture, Luca Braia, e del sindaco di Montescaglioso a pochi metri dalla frana. Alle popolazioni ed alle autorità l’invito del capo della Protezione civile a non illudersi perché «per rimettere in sesto l’intera area servirà molto tempo. Meglio delocalizzare le  attività e trasferirsi altrove». Poi la promessa di Gabrielli: «In uno dei prossimi Consigli dei ministri del 2014 questa emergenza avrà una risposta».
Il tempo di una breve visita alla sede della Protezione civile poi, ieri mattina, il prefetto ha subito raggiunto in municipio gli altri componenti del tavolo tecnico per discutere, a porte chiuse, dell’emergenza frana. Uno scambio di battute con la stampa e poi il colloquio con gli alluvionati del comitato “TerreJoniche” che avevano istituito un presidio in via Roma.

«Finalmente qualcosa si muove -ha detto il sindaco Giuseppe Silvaggi, a termine dell’incontro- Gabrielli si è potuto rendere conto di persona che c’è un intero versante che rischia di franare e continuare a far danni. Bisogna per questo agire in fretta».
Le ruspe dell’amministrazione comunale sono entrate in funzione appena dopo la frana e continuano a lavorare a spese delle già smunte casse municipali. Il danno stimato è al momento di circa 60 milioni di euro. I primi fondi che arriveranno a Montescaglioso dovranno essere necessariamente utilizzati per il ripristino della viabilità alternativa e per il completamento delle opere relative alla raccolta delle acque bianche. «Gabrielli ci ha assicurato che appena la documentazione completa sarà presentata dalla Regione, il Consiglio dei ministri approverà lo stato di emergenza -ha concluso  il sindaco- e lo stesso Pittella ha dichiarato che  la Regione si impegnerà  a velocizzare le procedure per il completamento della documentazione».
Il vice ministro Bubbico ha sotrolineato, infine, la necessità di dare risposte immediate alle famiglie ed alel imprese danneggiate, «per restituire serenità a Montescaglioso».

Il prefetto Gabrielli conferma che i tempi di recupero
dell’area sono lunghi: «Esempio di cattiva antropizzazione» 

di ANNA MUSACCHIO

domenica 29 dicembre 2013 09:51


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