7 Febbraio 1638, prima notizia sul Carnevale di Montescaglioso

Lo spoglio sistematico delle documentazioni d’archivio o di biblioteche, riserva sempre molte sorprese. Il controllo di un manoscritto ” Rime diverse ” di Orazio Persio ” conservato nel Fondo Gattini della Biblioteca Provinciale di Matera, ha fornito la notizia, finora più antica sul Carnevale di Montescaglioso. Nel corpo di oltre quaranta sonetti, lo scritto del foglio 35  datato da Montescaglioso al  7 Febbraio 1638 porta  la seguente dedica ” Al Cavalier Stigliani per havermi persuaso a venire in Montescaglioso et in sua vece a stare alcuni giorni di Carnevale “. Nel manoscritto il Persio dedica altri sonetti oltre che allo Stigliani, a personalità materane ed ad alcuni membri della famiglia Marchesale di Montescaglioso, i Grillo. Le scarne notizie tramandate dal monoscritto oltre a documentare l’esistenza dell’evento carnacialesco nel paese già nel 1638, forse la più antica attestazione del Carnevale in Basilicata, permettono di avanzare alcuni ipotesi, magari spunto per arricchire ulteriormente la manifestazione. Nel 1638 Marchese di Montescaglioso era Niccolò Grillo che aveva ereditato il titolo dal padre Paolo. Aveva sposato Ottavia De Mari esponente di un’altra potente famiglia genovese. Nel 1638 erano viventi le figlie Maddalena e Paola. Nel 1638 in occasione del Carnevale, il Marchese deve aver invitato a Montescaglioo nei festeggiamenti della corte il Cavaliere Stigliani di fama ormai affermata, che però per motivi sconosciuti si fa sostituire dall’amico Orazio Persio che dedica al Maestro un sonetto nel quale si dichiara onorato per l’incarico affidatogli. Se gli altri sonetti dedicati ai Grillo sembrano attestare la frequentazione da parte del Persio della famiglia marchesale, il sonetto del 1638 fornisce indizi su un ” carnevale di corte “, forse ” per diletto ” delle giovani figlie del Marchese.

Il Carnevale di Montescaglioso, già ormai molto noto, può trovare altri spunti in questa piccola vicenda per arricchire ulteriormente l’evento. Un ulteriore riconoscimento alla forte caratterizzazione di Montescaglioso sul ” tema Carnevale ” è giunto proprio in questi giorni. Sabato 18 Gennaio, in un servizio dedicato ai  Campanacci di S. Mauro (TG3 Settimanale ore 12,30) la giornalista Beatrice Volpe,  ha preso spunto per segnalare l’inizio del Carnevale in Basilicata, dall’allestimento realizzato dal Centro di Educazione Ambientale nell’Abbazia, dedicato alle tradizioni carnacialesche lucane. Praticamente l’unica presentazione sistematica del Carnevale lucano esistente in regione.

F. Caputo (CEA Montescaglioso).


Commenti da Facebook

1 Commmento

  1. Cristoforo Magistro

    La lettura del manoscritto di Orazio Persio dà notizia di una festa di Carnevale in Montescaglioso nel 1638.

    Ciò che non è chiaro è se si trattasse di una festa privata, come sembrerebbe leggendo una parte della comunicazione del CEA (” carnevale di corte “, fatto ” per diletto ” delle giovani figlie del Marchese), o di un evento pubblico come suggerirebbe il titolo dell’articolo (Carnevale di Montescaglioso).

    In quest’ultimo caso la data andrebbe spostata almeno di un giorno poichè il 7 febbraio del 1638 cadeva di domenica, una giornata che la chiesa riservava esclusivamente alle funzioni religiose.

    In mancanza di testimonianze sicure a favore del carnevale popolare, a me sembra discutibile sul piano della corretta informazione in materia di storia lasciar credere che appartenessero all’intera comunità pratiche e costumi che erano invece riservati a gruppi ( i nobili) che del privilegio e dell’esclusivismo facevano una ragione di vita.

    Dei carnevali “di corte”, quando le relative manifestazioni travalicavano l’ambito delle residenze nobiliari con cortei, fuochi pirotecnici, ecc. pare che la popolazione fosse al massimo spettatrice (Paolo Zenoni, Spettacolo, festa e territorio, Apogeo 2003) e che in molti casi il carnevale popolare nascerà proprio a grottesca imitazione di quelli signorili.

    Credo che l’interesse sulle tradizioni montesi si possa coltivare e sviluppare anche meglio se ci si attiene ai fatti certi.

    O no?

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