UN INVITO PER PAPA FRANCESCO

Un invito per papa Francesco

 

   Per chi non conoscesse ancora il chiosco di Tonino la prima cosa che deve assolutamente sapere è che si mangia pesce freschissimo, appena pescato e subito dopo cotto (o mangiato crudo, per gli intenditori e gli appassionati!).

   I pescatori di Policoro fanno tappa, prima di recarsi al mercato del pesce, proprio da Tonino che sceglie fra il pescato le delizie che, per loro sfortuna, hanno avuto la sventura di impigliarsi nella rete. E qui fra gamberi, cicale, spigole, scorfani, seppie, razze, polpi, gallinelle, granseole, tonno e pesce azzurro Tonino sceglie quelli che il suo estro culinario gli suggerisce come ingredienti dei suoi piatti quotidiani.

   Abituato a cucinare presso il rinomato ristorante La pergola di Potenza, sotto la guida esperta del suocero, cuoco e proprietario, all’epoca, del locale, Tonino ha appreso tutti i segreti della buona cucina. E ora li applica presso il suo chiosco. Ma non solo. Alla freschezza del prodotto (dice spesso: “Quando la materia prima è buona, tutti i piatti sono buoni”) aggiunge la fantastica intuizione di servire il pranzo in un posto che stimola la fantasia di chiunque vi si rechi: il chiosco, appunto.

 

 

   Il chiosco di Tonino ogni anno viene montato in aprile e ogni anno viene smontato alla fine di settembre, sorge a poche decine di metri dal mare, quasi sulla spiaggia, e offre a tutti gli avventori la libertà di mangiare con assoluta tranquillità, con qualsiasi abbigliamento (non si dimentichi che siamo sul mare!), senza rispettare nessuna regola di galateo, in piena allegria e compagnia.

 

  Ma quali sono i piatti che Tonino prepara?

   La scelta è vastissima.

 

  Dagli spaghetti o dal risotto al nero di seppia alla zuppa di pesce servito con fette di pane tostato, ai frutti di mare o ai gamberi innaffiati da freddo prosecco, ai tubettini fagioli e cozze, ai paccheri con gamberi, cicale e astice, all’impareggiabile impepata di cozze di cui si può bere, direttamente dal mestolo, il sughetto, alle linguine con le cicale o con le vongole, alla frittura di paranza, alla grigliata mista, alla tagliata di tonno, ecc.

  

 

   Ma oltre ai piatti che si possono ordinare è possibile organizzare presso il chiosco di Tonino pranzi per comitive, ricorrenze, compleanni, festeggiamenti in genere.

  

   Un esempio per tutti. Il giorno di pasquetta di quest’anno.

   Una pasquetta così era in programma, ma non tanto da farsi del male.

   Si sa, durante feste del genere si tende sempre ad esagerare, ma una scorpacciata come quella del 21 aprile al chiosco di Tonino è sicuramente da annoverare fra gli avvenimenti più importanti nell’arco dell’anno.

   Una serie di antipasti che comprendeva prosciutto crudo, insalata di mare, capesante, cento bocconi, impepata di cozze e un pezzo di focaccia, “a’ k’lomm’ (la colomba), della tradizione proprio di Montescaglioso, ripiena di uova sode, salsiccia e un formaggio fatto apposta per questa occasione che, in dialetto è chiamato “u’ skallat’” (una toma messa a macerare nel siero della ricotta).

   Due primi: un risotto al nero di seppia e tubettini con cozze e fagioli.

   I secondi, da record dei primati, comprendevano una tagliata di tonno così fresca che, una volta in bocca, si scioglieva riempiendo il palato di profumi di mare, una frittura mista e gamberoni alla griglia appena pescati.

   Infine fragole a volontà, crostate di frutta, un dolce alla panna e la pastiera napoletana.

   Il tutto innaffiato da vino bianco e da Aglianico, di quello buono, fatto in casa, direttamente da Pietragalla, omaggio di amici di Tonino, anch’essi allegri ospiti di questa giornata eccezionale.

  

   Per concludere, amari e rhum con relativo sigaro cubano.

 

 

   E’ giunta così mezzanotte fra balli, canti, fuochi d’artificio e tanta allegria ma anche tanta stanchezza.          

   Un’abbuffata di dodici ore!

   Sono convinto che gli spaghetti alle cozze o ai frutti di mare, i tubettini con frutti di mare e fagioli, le trofie al nero di seppia, spigole o pesce azzurro (non fa differenza se il pesce è appena pescato!) stuzzicheranno il vostro appetito con la consapevolezza che nemmeno il papa riesce a mangiare pesce così fresco perché bisogna perdere del tempo per portarglielo. Per questo tutto lo staff lo invita a trascorrere una giornata al chiosco, al mare, col pesce fresco in tavola sicuri di avere come ospite un amico cordiale e… una buona forchetta.

  

   Per il momento è tutto.

   Come tutti gli anni alla fine dell’estate Tonino si prende il suo meritato riposo, smonta quel piccolo luogo di delizie di cui non resta nemmeno un chiodo e si prepara a trascorrere l’inverno in attesa della prossima stagione di vacanze e di allegria.

   Non rimane che una spiaggia vuota, il riflesso di un sole autunnale su un mare blu e limpido e  purtroppo “i gamberoni sono un sogno e il sole è un lampo giallo al parabrise”.

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