Bella scoperta!

Bella scoperta!

Dopo un pranzo con le agostinelle, delizie non solo per il palato ma per tutti e cinque i sensi, non si può scrivere male di qualcuno.

Eppure io voglio  farlo lo stesso e vado subito al dunque. Come può l’autore dell’articolo Ancora in Calabria l’Atlante che fu scoperto in Basilicata pubblicato oggi su La gazzetta del mezzogiorno scoprire ancora ora che il Telamóne custodito presso il  cosidetto  Museo della Magna Grecia in Reggio Calabria è stato ritrova-to a Montescaglioso?

Come può inventarsi il luogo del ritrovamento? Non in via san Francesco d’Assisi, ma in rione Lella.

Come può affermare che il Telamóne si trovi ancora all’ingresso di un museo ormai ristrutturato?

Come può affermare che ci sono stati tentativi di riportarlo in Basilicata, quando nulla e da nessun amministratore è stato fatto in tal senso?

E soprattutto come può scrivere che “un annetto fa l’annuncio del possibile rientro del reperto” poteva far sperare di alloggiarlo nell’Abbazia, quando nulla è stato fatto?

Forse l’unico merito è quello di averla riproposta come questione e come stimolo per interventi degni di una seria amministrazione.

Mi sono documentato e ho scoperto che  già nel 1933 Il giornale d’Italia, sempre per rimanere in campo giornalistico, lo definiva ”una notevole scultura architettonica se non proprio del miglior periodo dell’arte greca, certo non posteriore alla epoca ellenistica” citandolo come ritrovamento di Montescaglioso. Dell’opera in calcare forniva anche l’altezza (due metri e cinquanta) e il suo peso (oltre sei quintali)

Ho visto il Telamóne qualche anno fa all’ingresso del Museo di Reggio Calabria. C’erano già i Bronzi di Riace! Quando i Bronzi non erano ancora stati ritrovati il Telamóne era l’attrazione del Museo e accoglieva i visitatori.

  

Orgogliosamente l’ho fotografato e orgogliosamente mi son guardato in giro sperando che i visitatori  del museo riconoscessero in me un discendente di quella cultura millenaria.

Certo davanti a tale documentazione, chi legge non può che ammettere, nel senso etimologico del termine, di essere ignorante (chissà se qualcuno dell’amministrazione ha letto l’articolo in questione!). Ma a chi ignorante non è, una risposta, il primo cittadino, deve darla.

Che cosa sta facendo questa amministrazione perché si parli d’”altro”? Come intende muoversi? Rimanendo con i piedi per terra e sul tema in questione, come pensa di agire per  riportare il Telamóne a Montescaglioso e collocarlo nella prestigiosa sede della Casa Comunale dove potrà essere custodito dando ancora più valore all’edificio e più importanza a tutta la popolazione di Montescaglioso? Ritiene che possa essere utile per incrementare l’unica risorsa ormai percorribile, cioè un turismo che purtroppo ogni anno si rivela come una toccata e fuga? Ritiene che possa servire per il Comune di Montescaglioso recuperare tutti i reperti storici ufficiali e trafugati sparsi per il mondo? A  domande retoriche si attendono risposte non retoriche.

Mi permetta di consigliarle, come ho fatto finora per altre questioni che non sono state ascoltate e sono state addirittura travisate, di utilizzare tutti i mezzi, anche quelli non particolarmente ufficiali.

Una risposta e una presa di posizione ufficiale e di sinistra sarebbe indispensabile e auspicabile. 


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