mercoledì 15 Luglio 2020

“La vita è correre. Il resto è soltanto attesa”

“La vita è correre. Il resto è soltanto attesa” 

 

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Ve lo ricordate? E’ Stefano Accorsi all’inizio della sua carriera.

La sua simpatia e il tormentone «Du gust is megl che uan» nello spot televisivo di Daniele Luchetti, Prove di abbordescion, fa subito parlare di lui come una faccia nuova per il cinema. E infatti ben presto passa al cinema interpretando ruoli e lavorando con registi come Pupi Avati (Voci notturne e Fratelli e sorelle), Carlo Mazzacurati (Vesna va veloce e L’amore ritrovato), Wilma Labate (La mia generazione), Enza Negroni (Jack Frusciante è uscito dal gruppo), Daniele Lucchetti (I piccoli maestri), Luciano Ligabue (Radiofreccia), Enzo Monteleone (Ormai è fatta!), Gabriele Muccino (L’ultimo bacio e Baciami ancora), Marco Ponti (Santa Maradona), Ferzan Ozpetek (Le fate ignoranti e Saturno contro), Nanni Moretti (La stanza del figlio), Michele Placido (Un viaggio chiamato amore e Ovunque sei). Dopo un periodo trascorso in Francia e la storia d’amore con la modella Laetitia Casta, riprende nel 2005 la sua attività di attore con Michele Placido (Romanzo criminale), Jérome e François Cornuau (Triplice inganno), Julie Gavras (Tutta colpa di Fidel), Emmanuel Mouret (Un baiser, s’il vous plaît), Lucio Pellegrini  (La vita facile), Daniele Gaglianone (Ruggine).

Adesso si appresta ad interpretare, da protagonista, il ruolo di un ex campione di auto da corsa nel film che il regista Matteo Rovere ha iniziato a dirigere dal 1° settembre.

In un’intervista rilasciata a Francesco Colla, Matteo Rovere racconta il film:

“L’idea è quella di raccontare il motorsport italiano, andando dietro le quinte, anche emotivamente: è una caratteristica tipicamente italiana quella di avere intere famiglie di appassionati, con team quasi a conduzione famigliare. Studiando un po’ abbiamo scoperto questo personaggio, Tonino, un meccanico, nel film interpretato da Paolo Graziosi, che ci ha raccontato aneddoti della sua vita e la storia di una ragazza che correva. La storia narra le vicende di questa diciassettenne che avendo suo padre come team manager, si trova a correre nel campionato GT al volante di una Porsche da 500 cavalli. Poi il padre viene a mancare…

E qui entra in scena Accorsi?

Sì, che è il fratello, un ex pilota di rally degli anni ’90, una sorta di angelo caduto, che con un modo di fare assolutamente anticonvenzionale, insegna alla ragazza come sfruttare il suo talento e iniziare a vincere. 

Come mai proprio Accorsi?

E’ stato il primo nome che mi è venuto in mente. Ma ho dovuto chiedergli se fosse pronto a una trasformazione fisica estrema: il suo personaggio è un tossico e ha dovuto fare un duro lavoro per entrare nei panni di Loris De Martino, perdendo molti chili e “destrutturandosi”. Lui ha fatto non solo ciò che gli ho chiesto ma anche di più, vedrete uno Stefano Accorsi irriconoscibile. 

Quasi un ritorno ai tempi di Radiofreccia…

Beh a quei tempi era un tossico giovane e aitante, ora è più decadente. E’ un personaggio di quarant’anni che ha vissuto di eccessi e nel film è quasi un relitto, in contrasto col mondo di forza e vigore che lo circonda. 

Rispetto alle tue precedenti esperienze come regista è un ambito totalmente differente, come ti trovi nel mondo dei circuiti?

E’ un mondo incredibile. Mescola passione, tecnica, adrenalina, il tutto vivendo al confine tra la vita e la morte. C’è grandissimo pathos sia per chi guarda che per chi vive le gare e noi ci siamo subito innamorati di questo mondo e delle storie che lo animano. Ci stiamo divertendo molto nel fare questo film e abbiamo l’obiettivo di divertire chi verrà a vederlo. 

Nel panorama cinematografico italiano i film sul motosport sono delle rarità. Dove è nato lo stimolo?

Erano anni che sfioravo l’idea, mio padre è un appassionato di auto d’epoca, sono cresciuto in mezzo ai meccanici e ho sempre vissuto, anche se marginalmente, il mondo dei motori e la sua umanità incredibile, un mondo dove l’Italia eccelle. Era un film necessario. 

Il miglior film sulle gare?

Ho sempre sentito molto vicino Giorni di tuono (di Tony Scott, 1990 ndr). Ero un ragazzino quando uscì e mi rimase impresso: tanto asfalto, adrenalina, gomme che “friggono”, insomma un bel film con una sua ironia.” 

 

Con lo slogan “La vita è correre. Il resto è soltanto attesa”, celeberrima frase di Steve McQueen, Matteo Rovere dopo aver realizzato, giovanissimo, videoclipcortometraggi e documentari, vinto premi in diversi festival, esordito nel 2008, come regista, con il film Un gioco da ragazze, diretto, in seguito, Gli sfiorati e prodotto i lungometraggi Smetto quando voglio, diretto da Sydney SibiliaLa foresta di ghiaccio, diretto da Claudio Noce, si cimenta ora con questo film d’azione ambientato nel motorsport italiano e con la presenza, nel cast, dei team del campionato GT. Dopo Vallelunga, Imola e Monza per il gran finale del campionato GT, la troupe continuerà a girare per tutto ottobre, tra i circuiti e in luoghi selezionati che prevedono riprese, con una sequenza di rally, in Basilicata, nella Aviosuperficie Enrico Mattei e nella Zona Indutriale di Jesce, per poi terminare in Romagna terra di motori per eccellenza e principale ambientazione della storia.

 

 

 

ITALIAN RACE

 

Credit e cast:

                                            

titolo originale: ITALIAN RACE; regia di: Matteo Rovere; cast: Stefano AccorsiMatilda De Angelis;

sceneggiatura: Matteo RovereFilippo GravinoFrancesca Manieri; fotografia: Michele D’Attanasio;

montaggio: Gianni Vezzosi; scenografia: Alessandro Vannucci; costumi: Cristina La Parola;

produttore: Domenico Procacci; produzione: FandangoRai CinemaLucana Film Commission;

vendite estere: Fandango [IT]; paese: Italia; anno: 2014; formato: colore; status: Sul set (01/09/2014)

 

 

 


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