Montescaglioso e Le Vie Francigene Lucane

Montescaglioso e Le vie Francigene lucane

L’ITINERARIO DEL MONACO GUIDONE

Le cosiddette ” Vie Francigene ” sono ormai diventate un importante strumento di valorizzazione del territorio e per la Basilicata costituiscono un notevole veicolo di promozione in vista di “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”. Il concetto e gli itinerari della “ Via Francigena ” sono basati sulla descrizione delle tappe del pellegrinaggio svolto intorno all’anno 990 dal monaco Sigerico, da Canterbury a Roma. Successivamente si sono sviluppati itinerari paralleli o provenienti da altre zone d’Europa e diretti non solo a Roma ma anche verso il Santuario di S. Michele sul Gargano ed i porti pugliesi, imbarco per la Terrasanta. Nel medioevo, con Santiago de Compostela, queste erano le tappe del grande pellegrinaggio cristiano. Nel tempo anche i percorsi dei pellegrini diretti a sud di Roma, sebbene non descritti nell'”Itinerario di Sigerico”, hanno acquisito la dicitura di “Vie Francigene” o come in un documento dell’abbazia lucana di S. Maria di Banzi, ” Via Francisca “. Nel medioevo i percorsi dei pellegrinaggi verso sud si attestano lungo la grande viabilità romana ancora efficiente ed i percorsi paralleli locali che affiancano, in Puglia e Basilicata, gli itinerari più antichi e conosciuti.

E’un dato ormai acquisito che a sud di Roma si possono definire “Vie Francigene del Sud” i percorsi diretti verso il Santuario di S. Michele sul Gargano e gli imbarchi per la Terrasanta – Gerusalemme. Secondo  tali definizioni risultano attinenti al tema e possono rientrare nella dicitura di “Vie Francigene”, i diverticoli ed i percorsi paralleli alla viabilità antica principale, storicamente attestati, specie se convergenti verso santuari locali, luoghi di culto o finalizzati a sostituire gli itinerari antichi se questi risultano occupati dalla viabilità moderna. 

Per Montescaglioso, CooperAttiva, ha ormai concluso le ricerche per definire l’itinerario nel quale inserire Montescaglioso lungo una direttrice sud-est indirizzata verso Taranto – Brindisi. Le ricerche nelle fonti e sul campo evidenziano risultati molto positivi ed immediatamente spendibili per eventi e promozione.

Il percorso che interessa Montescaglioso è all’interno del cosiddetto “Itinerario del Monaco Guidone”, che intorno al 1119, descrive il tragitto che da Oria giungeva ad Acerenza, lungo una direttrice altomedievale parallela e più interna rispetto all’Appia Antica.

Le tappe dell’itinerario di Guidone erano Oria – Anxia (forse Gallipoli) – Mottola – l’abitato scomparso di Minerva presso Castellaneta – l’abitato scomparso di Monte Campo tra Laterza e Castellaneta – Ginosa – Montescaglioso – Matera – Altamura – Botromagno (cioè Gravina) – Monteserico – Banzi – Acerenza. Montescaglioso è citato con il suo doppio toponimo ” Severianum quae nunc Mons Scabiosus dicitur “; Matera è chiamata ” Castra Hannibalis quae Materies dicitur ” ed Acerenza “nidum corvi quae est Acerrentia“.

Secondo vari studi, l’itinerario di Guidone corrisponderebbe all’incirca alla direttrice percorsa dagli eserciti imperiali per attaccare Acerenza, prima nella guerra goto-bizantina del 535-553, e poi nella guerra contro i Longobardi iniziata nel 663 con l’invasione guidata dall’Imperatore Costante II. In tempi più recenti il tratto di questo itinerario, da Gravina a Montescaglioso, con deviazione verso Bernalda, è stato percorso anche da Carlo di Borbone nel viaggio verso la Sicilia.

Le ricerche effettuate nel territorio hanno permesso di definire in dettaglio i percorsi utilizzabili e di individuare anche un percorso alternativo a Ginosa, diretto verso Metaponto e Taranto e proseguendo per Oria – Brindisi, attestato da altre fonti di epoca medievale. Quest’altra direttrice collega Montescaglioso direttamente a Metaponto, snodo viario collocato lungo l’importante percorso costiero jonico, attestato dallo stesso Guidone e nelle fonti relative alla viabilità antica (Strabone, Tabula Peutingeriana, Itinerario Antonino, itinerario dell’Anonimo Ravennate).  

L’itinerario di una “Via Francigena: Montescaglioso – Metaponto “ è costituito si sviluppa lungo il tratturo di Difesa S. Biagio e del fondovalle del Bradano, con arrivo alle Tavole Palatine, con proseguimento verso il Parco Archeologico della città magnogreca e tappa finale a Torre di Mare, la Metaponto medievale. Da qui il percorso si indirizza verso Taranto e Oria.

Verso sud – est, l’itinerario è costituito, anche, dal collegamento, tramite tratturi e sentieri, verso Ginosa.

Il tragitto verso nord-ovest, in antichità, era costituito dal Tratturo Regio Montescaglioso – Matera, in parte occupato dalla moderna viabilità carrabile ed in parte ancora esistente. A circa 300/500 metri a monte del tratturo si sviluppano i sentieri ed i tratturelli che lungo il ciglio della Gravina, e toccando diverse chiese ed insediamenti rupestri, collegano Matera a Montescaglioso, convergendo sul Tratturo Regio all’altezza della ex stazione ferroviaria per giungere poi a Porta S. Angelo ed all’Abbazia.

Da Matera l’itinerario individuato, raggiunge il Santuario di Picciano, ancora oggi meta di pellegrinaggi, per proseguire lungo percorsi, ancora da verificare sul campo, in direzione di Altamura – Gravina e quindi Monteserico, Banzi e Acerenza. Ovviamente gli itinerari possono essere percorsi in ambedue le direzioni. In questa fase l’itinerario già operativo e percorribile con guide esperte è Matera – Montescaglioso – Metaponto al quale è facilmente collegabile il tratto Matera – Picciano.

Nelle prossime settimane CooperAttiva presenterà con il Comune di Montescaglioso varie iniziative: un programma di eventi e attività finalizzate a promuovere l’itinerario, un progetto di segnaletica, le intese per collaborazioni raggiunte con altri gruppi di lavoro e istituzioni attivi lungo le tappe dell’itinerario e la richiesta di riconoscimento ufficiale dell’itinerario presso gli organismi competenti.

Il progetto e gruppo di lavoro che nel frattempo sarà ampliato ha il nome di “Vie Francigene Lucane: l’Itinerario del Monaco Guidone”. CooperAttiva ha, inoltre, formalizzato l’adesione all’”Associazione Nazionale delle Vie Francigene”. 

In conclusione la nuova opportunità in termini di offerta culturale che Montescaglioso può utilizzare per attrezzarsi verso l’appuntamento di “ Matera 2019 “ è un itinerario di viaggio e pellegrinaggio arricchito da indubbie valenze spirituali, culturali ed ambientali: il Santuario di Picciano, le chiese e i santuari rupestri di Matera, le chiese rupestri di Cristo la Selva e Madonna della Loe nella Murgia, l’abbazia di S. Michele a Montescaglioso, la cappella di S. Biagio sul tratturo per il Bradano, la chiesa di S. Leone a Torre di Mare di Metaponto.

 

CooperAttiva soc. coop arl


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