domenica 29 Novembre 2020

Un ricordo

Quando Mario e Giulia decisero di sposarsi, scelsero la sala cerimonie Imperatore di Puglia per festeggiare l’avvenimento. Si recarono dal proprietario per concordare il menu. Scelsero il meglio e Mario, inaspettatamente, non chiese lo sconto, ma, dopo aver concordato l’importo che avrebbe dovuto pagare per ogni invitato, aumentò quella cifra con 5.000 lire a persona perché voleva fare bella figura con tutti.

Il proprietario capì ed assicurò che nulla sarebbe mancato il giorno delle nozze.

Il giorno delle nozze arrivò puntuale e i due sposi, anch’essi puntuali, si presentarono, con tutti gli invitati, all’Imperatore di Puglia alle 13,00, come avevano concordato, creando lo scompiglio fra i camerieri, lo chef, i musicisti non ancora pronti perché nessuno è mai puntuale il giorno delle nozze.

Gli invitati ebbero modo, però, di sbirciare fra gli antipasti e si accorsero della enorme quantità di frutti mare adagiati su imitazioni di banchi del mercato del pesce con camerieri travestiti da pescatori pronti a recitare la loro parte.

Dopo un po’ tutto era pronto.

L’ingresso in sala si svolse nella maniera più classica con il complesso che suonò la marcia nuziale.

Giunti al loro tavolo, gli sposi furono avvicinati da uno dei suonatori che chiese allo sposo se avesse delle preferenze musicali. Mario lo guardò e con quell’ironia che gli era sempre stata congeniale rispose: “Al di fuori della marcia funebre, potete suonare quello che volete”.

Ciao Mario, per te la marcia funebre non sarà mai suonata.


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