Attenti al gorilla!

Un risveglio con l’amaro in bocca, ripensando a tutto quello che si è detto e scritto ieri.

Io mi ero ripromesso di non scrivere nulla, di non manifestare il mio sdegno, la mia tristezza, la mia rabbia, la mia collera dopo aver appreso dell’immane tragedia che ha colpito tutta l’umanità e Parigi in particolare.

Ma come si fa a tacere quando colpiscono tutto ciò che finora hai amato? Come non ricordare velocemente e automaticamente, come preferivano i surrealisti, di getto, non preoccupandosi di dimenticare qualcuno o qualcosa, quello che ha sempre significato Parigi.

Parigi, per me, è il cinema: François Truffaut, Luis Buñuel, Jean Renoir, i fratelli Lumiere, Méliès, Brigitte Bardot, Gérard Depardieu, Jean Gabin, Jean-Luc Godard, Fanny Ardant, Jean-Pierre Léaud; è il café chantant; è la musica: Edith Piaf, Gilbert Becaud, Georges Brassens, Charles Aznavour, Charles Trenet, Ives Montand; è l’arte: il Louvre, il Beaubourg, Picasso, Monet, Leonardo; è Notre Dame con le sue splendide vetrate; è i suoi deliziosi formaggi; è la baguette; è il cognac; è la nazione che ha accolto i nostri partigiani; è il sinonimo di libertà; è “comme ça là bas”. E molto altro ancora…



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