martedì 01 Dicembre 2020

11 DICEMBRE: E FU LA PACE

Pietro Rossetti:

La guerra è finita il 25 aprile e se vi racconto un particolare di quella sera … Mi trovavo a Montescaglioso, il 25 aprile, e allora c’era il maresciallo Lorusso. Non appena abbiamo sentito le notizie che era finita la guerra, io, Peppino “Cacascol’ e Michele “U gnummurijd'”, siamo andati dal maresciallo e gli abbiamo detto: “Maresciallo, abbiamo sentito alla radio che è finita la guerra. Dobbiamo festeggiare, stasera!” Poi siamo andati da Angelo “Varnin'”, che era il sacrestano di San Rocco: “Dacci le chiavi della chiesa perché abbiamo sentito che è finita la guerra e dobbiamo suonare le campane”. Ci diede la chiave e ci chiudemmo dentro la chiesa. Forse restammo per due ore a suonare! Tanti colpi prese quella campana che perse “u ‘ndinn'”. Angelo “Varnin'”, in seguito, suonò mezzogiorno col martello, perché rimase senza “‘ndinn'” per un paio d’anni! E quella sera le avremmo prese da tutta la popolazione che aveva riempito piazza Roma per festeggiare Noi ci eravamo talmente intestarditi a suonare le campane che non ci rendevamo conto che la gente voleva entrare in chiesa per ringraziare San Rocco. E fu la pace.

 Marianna Menzano:

Quando, poi, è finita la guerra e i reduci sono incominciati a tornare, la massa è cresciuta maggiormente, perché c’era disoccupazione. La miseria era troppa e allora, prima di scendere nella occupazione delle terre, sul Comune hanno chiamato tutti gli agrari per chiedere se volevano dare un po’ di terreno ai reduci e ai combattenti.

 Coop. CIAK:

Ma questo dopo che i decreti Gullo erano stati pubblicati?

 Marianna Menzano:

No, no.

 Coop. CIAK:

Prima?

 Marianna Menzano:

No, prima del decreto Gullo, li hanno chiamati: se ne scapparono tutti quanti!

 Coop. CIAK:

Il sindaco di allora fece questa proposta?

 Marianna Menzano:

Si, si. Il sindaco di allora fece questa proposta. Se ne andarono tutti! Anzi, nel ’46, c’era una legge che diceva di dare le terre incolte ai contadini.

 Coop. CIAK:

E questi sono i decreti Gullo.

 Marianna Menzano:

Ah, allora, ma questa legge non veniva messa in vigore. Allora, ecco, si è pensato di fare questa occupazione per le terre incolte. Ora, noi ci siamo riuniti, perché non sapevamo, facendo questo, quali risultati potevano venire fuori, per fare rispettare questa legge, no? E ci siamo riuniti. Tante nottate abbiamo perduto nella Camera del Lavoro! Chi lo trovava positivo. Chi diceva: “Ma qui verranno degli arresti e come andrà a finire?” Insomma, si dubitava su come iniziare questa lotta per fare approvare questa legge. Così, poi, si è deciso di fare l’occupazione delle terre.

  (da Lotte contadine in Basilicata – I magazzini della memoria. Video prodotto dalla Cooperativa CIAK)


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