venerdì 27 Novembre 2020

Ma che brutta mentalità che abbiamo

Desidero esprimere  il mio disappunto sullo scarso interesse di molti utenti del sito sull’iniziativa di sabato 9  a Policoro organizzata da Libera e riguardante un’assemblea con le famiglie delle vittime dei delitti irrisolti della Basilicata, ad esempio di Elisa Claps e i “fidanzatini di policoro”.

Vorrei ricordare a molti che non è sufficiente parlare di legalità e giustizia attaccando chi non la rispetta se poi si mostra poco interesse ad iniziative che vanno nella direzione di un impegno in questo senso.

Come si può chiedere il rispetto della giustizia se poi non si aiutano persone vittima di tragedie familiari e del sistema che calpesta ogni giorno la loro dignità

E’ questo il guaio principale della nostra mentalità. Cerchiamo sempre dei responsabili delle nostre sventure quando lo diventiamo noi  nel momento in cui applichiamo una sorta di doppia morale. Cerco di spiegarmi.

C’è una morale che vale  quando sono attaccati i nostri interessi, vedi se qualcuno riceve dei favori e noi no. In questi momenti si alza il nostro grido indignato.

Poi c’è un’altra morale che applichiamo quando pensiamo che non sono in gioco i nostri interessi, in quest’ultimo caso ci si appella all’impossibilità di risolvere i problemi e ci si autoassolve in modo comodo.

Questa mentalità sbagliata è radicata profondamente in tutti noi, e si manifesta in moltissime occasioni.

E poi diventa un paradosso chiedere un’amministrazione giusta perché  chi amministra segue perfettamente la nostra doppia morale. Applica la prima e segue solo i propri interessi.

Succede così che di fronte a persone lucane che da vent’anni chiedono giustizia e che sono consapevoli che la loro verità è stata insabbiata per difendere interessi grossi non ci sia uno straccio di proposta di scendere in piazza a gridare contro chi nega la verità.

Capita così che ci sia un prete che mobilita le coscienze ma che i giovani come noi non rispondano e continuano ad essere vecchi e schiavi della doppia morale di cui ho parlato. (Ma che ci interessa?, ci sono tanti problemi). Capita così che la nostra storia continui alla ricerca giusta di persone che sbagliano senza accompagnare a questa un serio esame di coscienza della nostra vecchiaia.

Quando capiremo che disinteressarci della dimensione collettiva(anche quando non sono toccati direttamente i nostri interessi) significa andare anche contro la dimensione privata sarà ormai troppo tardi.


Commenti da Facebook

6 Commenti

  1. ciffo

    Capisco la tua delusione… a volte sembra assurdo come argomenti così importanti suscitino zero interesse mentre stupide faccende, scaramucce tra tifosi o indegni litigi coinvolgano decine e decine di utenti.
    Ti invito a non demordere… se a Policoro ci sei stato (e a quanto ho letto altri montesi hanno partecipato) scrivici un resoconto… chissà…

    1. michela

      Drago, rinnovo anch’io l’invito di ciffo.
      l’argomento è estremamente delicato e merita degli interventi ponderati e pensati che, penso, nessuno voglia affrontare con leggerezza.
      credo che questo sia l’unico motivo per la latitanza degli utenti sull’argomento.
      il tempo, purtroppo, è sempre tiranno per argomentare nella maniera più adeguata quando ci sono questi argomenti.. molto più semplice lasciare il commentino cretino…
      ma sappi che c’è grande interesse e preoccupazione intorno a questi fatti. non sei solo.
      inviterei quindi te e gli altri montesi che erano presenti quella sera ad intervenire lasciando un resoconto per noi che eravamo assenti.
      topobiche_81

  2. patty

    ..drago credi quindi che nessuno abbia interesse, a nessuno importa di quelle morti misteriose….nò.. Io la vedo così, tu ti sei interessato molto, e questo è lodevole, fatti da portavoce, utilizza questo blog, fatti sentire da chi rifiuta la reltà,non perchè non sia interessato, ma perchè, è una realtà scomoda, macabra,in cui si finge che vada tutto bene, dove ti insegnano a nascondere lo sporco sotto il tappeto,e tirare avanti.Per come la penso, richiamare gli utenti sul poco interesse non serve a molto, ma se provi a  descrivere quello che hai visto, come ti sei sentito,nel vedere famiglie distrutte dal dolore,dall’indifferenza,dalla solitudine…bhè porteresti tutti ad una profonda riflessione…

  3. drago

    Grazie per l’incoraggiamento.

    Non è facile riportare quanto viene affrontato in incontri come quello dell’altra sera. Proprio per tale motivo raccomandavo la presenza di molti.

    Al tavolo dei relatori c’erano le vittime dei casi irrisolti, Don Marcello Cozzi, il direttore del quotidiano di basilicata Paride Leporace e l’on. Forgioni, presidente della commissione parlamentare antimafia.

    Ha introdotto il convegno il direttore, affermando che si è sempre impegnato nel corso della sua carriera alla lotta alla mafia e ricordando l’importanza del ruolo dell’informazione di fronte a persone che lottano per avere giustizia.

    Ha preso la parola successivamente Don Marcello, che ha parlato dell’importanza di rompere l’isolamento delle famiglie, della volontà ferrea di  non fermarsi di  fronte alle inquietanti coincidenze che si riscontrano nei casi in esame. Ha sottolineato come si sta creando una mobilitazione tra i  lucani per appoggiare le vittime.

    Poi è stata la volta dei familiari.

    Comincio volutamente da Filomena, madre-coraggio di Elisa Claps.La signora ha argomentato la sua rabbia e la sua indignazione. Filomena è di statura molto minutina, ma ad essa fa da contrasto la sua gigantesca voglia di conoscere la verità. Il direttore del Quotidiano l’ha paragonata alle madri argentine di Plaza De Mayo che lottavano per i figli desaparesidos, mentre Forgioni le ha detto di ricordare l’esempio della mamma di Peppino Impastato, donna Felicetta.

    Filomena, commossa, ha detto che la figlia le è stata strappata da casa e da quel momento combatte senza arrendersi. Ha commosso tutti quando ha affermato che il momento in cui sente maggiormente la mancanza di Elisa è quando apparecchia la tavola e osserva il posto vuoto. Nonostante quel posto vuoto Filomena non ha nemmeno una tomba dove poter piangere e deve sopportare i nuovi tentativi di depistaggio. Ha inoltre detto che Elisa andava in vacanza a Scanzano e forse alcune giovani mamme la potranno ricordare per la sua educazione.

    Poi ha ricordato qualche passo della sua vicenda.E’ molto lunga, eventualmente possiamo dedicare una discussione apposita.

    Le altre due madri coraggio sono quelle di Luca  e Marirosa.

    Molti conosceranno già Olimpia, anche lei minutina ma con una tenacia invidiabile. Era più emozionata del solito trovandosi appunto a Policoro. Con la sua voce rotta dall’emozione ha provato a raccontare vent’anni di battaglie isolata da tutti e tutto. Ha ricordato Pino suo marito che si è impegnato a fondo per la verità, morendo purtroppo senza conoscerla. Questi coniugi hanno chiesto aiuto a tutti in questi anni, anche al Presidente della Repubblica; ha, poi, ricordato il suo rapporto con Dio e il suo attraversamento nel deserto della sofferenza.

    La mamma di Marirosa ha affermato la volontà di non voler che la vicenda si trasformi in una telenovela in cui venga infangata la memoria di sua figlia. Ha ricordato la testimonianza del Fotografo Cerabona, che ultimamente ha affermato a Chi l’ha visto, che  prima del ritrovamento ufficiale dei corpi ,fatto dalla mamma di marirosa, lui è stato sul luogo del delitto a scattare delle foto con degli inquirenti. Secondo tale testimonianza, dopo le foto, i cadaveri furono lasciati lì senza avvisare nessuno. E successivamente quelle foto di Cerabona sono scomparse.

    Poi ha parlato la figlia di De Mare, un camionista ucciso nel suo podere nel 1993. La famiglia dopo svariati anni ha saputo che l’omicidio probabilmente è avvenuto perché il povero De Mare si era trovato inconsapevolmente in traffici di Rifiuti Nucleari non registrati. Forse De Mare ha pagato il suo rifiuto di trasportarli. Anche in questo caso ci sono state delle negligenze insopportabili. I rilievi sul luogo dell’omicidio sono avvenuti, pensate, 5 giorni dopo, senza recintare la zona, lasciata libera per eventuali modifiche.

    Infine c’è il caso di De Blasiis, morto suicida o fatto suicidare a Potenza. Ne ha parlato la moglie, che ha fatto un profilo della figura del marito, amante dei viaggi. De Blasiis è stato vittima di false accuse giudiziare per le quali fu condotto in carcere per una ventina di giorni. E’stato riconosciuto innocente, ma uno come lui, avvocato, cultore della legge, non l’ha mai accettato.

    Poi ha concluso il presidente dell’Antimafia che ha detto che la commissione si occuperà della Basilicata e ha spronato le famiglie ad andare avanti, ricordando che anche per altri casi alla fine si è arrivati alla verità giudiziaria.

    Per chi  vuole informarsi meglio consiglio la visone dei filmati di “Chi l’ha Visto” sul sito liberabasilicata.wordpress.com.

    Ecco perché ho mostrato disappunto, perché sono dei casi drammatici che meritano un po’ di impegno da parte di tutti. Non credete?

    1. patty

      Assolutamente sì Drago,hai ragione..dal tuo resoconto immagino quanto sia stato angoscioso e devastante per queste famiglie continuare a tirar fuori fatti orrendi e dolorosi.Sai leggendo ho colto il significato delle tue parole di ” rimprovero” nel poco interesse mostrato,e capisco quanto importante sia la voce di noi tutti,nel pretendere la verità ad ogni costo.Sarebbe bello come dici tu creare una discussione a riguardo … parlarne facilita il confronto, e stimola la curiosità a voler conoscere e combattere..

  4. LomFra

    devo ringraziare il mio amico drago, che mi ha aperto gli occhi sulla vicenda. Quel giorno, a Policoro, di montescaglioso eravamo solo in quattro, pur essendo il convegno di notevole importanza per chi ha un passato come il nostro.

    Oltre ai casi citati da Drago si è parlato anche del mito della Lucania Felix, della presenza della Nrangheta, e di alcuni vecchi casi d’illegalità lucana(citando ampiamente anche montescaglioso)! la situazione emersa da Don Marcello e dal presindente della commissione parlamentare antimafia, Francesco Forgioni, non è stata delle più rosee.

    Alla fine, Drago ed io, abbiamo avvicinato Don Cozzi, e propostogli di organizzare un incontro di quel tipo anche a Montescaglioso. Sappiamo che da soli non possiamo mettere su un incontro così, ma, l’aiuto di questo mezzo potrebbe  renderci un pò meno gravoso l’impegno!!

     

    ramingo errante

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