giovedì 23 Settembre 2021

W le tasse

In un post di qualche giorno fa ho affermato che una delle regole d’oro per migliorare le cose è cercare di vivere la propria vita giorno per giorno nella legalità, denunciando il più possibile le situazioni illegali.
Per non essere i soliti qualunquisti “alla Grillo”, vorrei fare un esempio concreto.
Prendo allora in esame un argomento di scottante attualità: le tasse.
La domanda è: siamo sicuri che tutti le paghino? Siamo sicuri che guardandoci intorno non siano spesso evidenti palesi episodi di evasione?
Si sa che la pressione fiscale italiana è una delle più alte d’Europa, e nettamente la più alta se si prende in considerazione il costo della vita e la restituzione al cittadino in termini di servizi. I più informati sapranno che l’attuale governo sta adottando una serie di controlli incrociati per inchiodare i furbetti. Ma dandomi un’occhiata intorno nella vita di ogni giorno mi chiedo quante “situazioni” anomale  sfuggono ancora a questi sistemi e comunque sono sotto gli occhi di tutti.
Credo siano esperienze comuni di ognuno di noi uscire da un attività commerciale senza che ci abbiano fatto il regolare scontrino fiscale, oppure salutare dopo la riparazione il nostro meccanico di fiducia con 100 euro in meno ma nessun tipo di ricevuta in tasca, oppure consegnare il compenso all’idraulico sull’uscio di casa in contanti senza nessuna fatturazione. E qui mi fermo perché l’elenco potrebbe essere davvero lungo. In genere qualsiasi tipo di attività privata a “prestazione” è difficilmente monitorabile e si presta a facili furberie.
Pensateci, quante situazioni del genere vi capitano? Credo, in media, almeno una volta al giorno.
Il mio intento non è quello di puntare il dito contro i liberi professionisti, ma in un periodo in cui la pressione fiscale aumenta per risanare le casse dello stato è importante che tutti “contribuiscano”.  E’ comunque tristemente noto che la pressione fiscale sulle piccole e medie aziende (nonostante i proclami) è abnorme, quindi molti si sentono autorizzati a fare “qualche fuori cassa” per arrotondare. Purtroppo non si capisce che più le tasse non le si paga più esse aumentano….o quantomeno aumentano per chi le paga e diventano ancora più inaccettabili per chi può cercare di non pagarle.
E’ un circolo vizioso.
Morale della favola: chi lavora come dipendente  e percepisce una busta paga (in cui lo stipendio è già “automaticamente” tassato),  vede aumentare esponenzialmente la percentuale che si “lascia allo stato” e la sensazione di pagare anche per chi non paga è abbastanza forte.
Il ministro Padoa Schioppa disse qualcosa di molto significativo :”Le tasse sono belle”….sono d’accordo…..se tutti le pagassimo.
Quindi la domanda che vi faccio è: se non vi viene fatta fattura/scontrino è giusto richiederla? E’ giusto far osservare che non è per pignoleria né per rompere le scatole ma semplicemente per difendere i propri interessi, perché le tasse che non sta pagando “lui” molto indirettamente, ma sicuramente in rapporto causa effetto, le andrai a pagare tu?
Vorrei sapere cosa ne pensano i montenettiani.

 

Buona giornata


Commenti da Facebook

7 Commenti

  1. Cinzia

    Caro corvo,
    bentornato alla carica!
    Argomento “hot” che può alimentare l’eterno “conflitto” tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi…
    Dal mio punto di vista, premesso che anche 1 euro non dichiarato è – per definizione – una forma di evasione fiscale (anche se andrebbero tenute presenti le motivazioni e le condizioni per cui l’autonomo non lo dichiara quell’euro … non sono tutti furbi e ladri!), non mi scandalizza tanto l’anonimo fruttivendolo che, invece di 6 euro, ti fa uno scontrino da 4 o non te lo fa proprio, quanto mi disgusta l’illustrissimo medico specialista, che – aggirando totalmente ogni senso del pudore – applica due onorari: quello con e quello senza fattura.
    Se richiedi la ricevuta, l’importo dovuto misteriosamente aumenta… Eh beh… bisogna aiutare il “poverino” a sostenere la pressione fiscale!

    P.S. Le tasse sono belle, mi sembra un’affermazione a dir poco gratuita, se le predica viene da tanto pulpito…

    1. vince_ditaranto

      Ciao Cinzia,

      grazie per il bentornato, e sicuramente dici bene quando usi l’espressione “alla carica”.

      Quello che tu dici sui medici è esattissimo (che può essere esteso a dentisti, ingegneri, architetti, agronomi, fisioterapisti), infatti avevo esteso le mie riflessioni a tutti i “professionisti a prestazione”…….chiaramente è più frequente nella vita di tutti i giorni avere a che fare con idraulici e meccanici e con negozianti che non con medici, architetti e via dicendo.

      A presto

      1. gbraddi
        Quante volte vi è capitato di richiedere una fattura o un documento fiscale e per risposta vi sentite dire: “allora bisogna aggiungere il 20% di IVA”? Un ulteriore 20% vi scoraggia e così anche questa volta pagamento in nero e via. Diciamo che la miglior cosa in tutto è chiedere sempre prima il costo della prestazione e visto che non si è al supermercato dove il prezzo è quello e basta (IVA compresa), così da non trovarci a dover pagare e rimanere sbalorditi di quel 20% che purtroppo paga sempre l’utente finale e cioè il consumatore.
        In ogni caso bisogna essere coscienti che anche noi stessi spesso aiutiamo ad evadere chi ci fornisce un servizio o una prestazione: quante volte chi vi vende qualcosa specifica che il prezzo è + IVA e allora voi, che della fattura non ve ne fate nulla in quanto non detraibile, chiedete la possibilità di fare tutto in nero con pagamento cash?
  2. Raf

    Ciao a tutti.
    Devo dire che, a parte l’abuso delle virgolette nel suo post, quanto dice corvo è profondamente vero.
    Proprio qualche giorno fa ne avevamo parlato mentre mi lamentavo della mia busta paga di dicembre profondamente offesa dalla tassazione.
    Non per aprire un vecchio dualismo tra dipendenti e non, ma è indubbia la facilità di quest’ultimi nell’evadere.
    E fa tanto più rabbia quanto più alta è la tassazione sui nostri stipendi controllati fino all’ultimo cent. proprio come dice corvo: paghiamo noi pr loro.
    D’altra parte, credo che sia difficile intraprendere una piccola battaglia quotidiana, chiedendo ogni volta la fattura. Se il libero professionista di turno mi propone due prezzi (con e senza) io scelgo per forza quello più basso!
    E’ vero che se chiedessimo TUTTI lo scontrino, allora TUTTI pagherebbero le tasse e, nel LUNGO PERIODO, la pressione fiscale si abbesserebbe… Ma – appunto – nel lungo periodo! E come diceva Keynes “nel lungo periodo siamo tutti morti”
    A mio avviso, biognerebbe creare un sistema che incentivi nel BREVE a chiedere la fattura. Per esempio aumentando il perimetro di spese scaricabili, abbassando le soglie di detraibilità di alcune spese, aumentandone le %…
    In breve attuando un controllo dell’evasione “dal basso”.

  3. SpigaVacand

    Sera a tutti

    Vorrei dire la mia in merito al discorso evasione fiscale/professionisti/autonomi/dipendenti.

    Innanzitutto sono daccordissimo quando si parla di grandi evasioni da parte di liberi professionisti, sopratutto medici specialistici,che per visite di mezz’ora si “consolano” con 100€ senza fattura e tutti felice e contenti; Daccordissimo quando si afferma che dovremmo impegnarci anche noi “utenti” a chiedere scontrino o ricevuta fiscale per ogni prestazione; Molto meno daccordo quando spesso nella mente di molti vien fuori l’equazione: Lavoratore autonomo = Evasore.

    Premesso che non amo generalizzare, e che sono pienamente daccordo che fra i lavoratori autonomi spesso ci sono tante mele marce che evano fior di quattrini al fisco…però siete davvero sicuri che gli evasori si annidino solo fra gli autonomi???

    Non è un evasore l’impiegato della provincia che dovrebbe lavorare dalle 8 alle 14 ma alle 9 lo vedi ancora in giro e alle 13 ha già finito di lavorare (tanto il cartellino lo timbra il collega)??? Non è un evasore il professore che con 37° di febbre si mette in malattia per una settimana o che peggio durante le ore di lezione legge la gazzetta dello sport??? Non è un evasore l’operaio del salottifico che “m’s fatt fà nù c’rtfcàt e stòc nà s’ttman in malattia” Non è un evasore un qualsiasi dipendente di una qualsiasi azienda, pubblica o privata che sia, che percepisce uno stipendio FISSO e SICURO a fine mese senza che se lo sia meritato???…potrei sembrare di parte, ma pure essendo un “autonomo” sono figlio di lavoratori dipendenti, e con questo commento non vorrei ne accusare ne tantomeno generalizzare l’intera categoria… “chi è senza evasione, scagli la prima pietra…”

     

    1. patty

      ..la penso pari, pari come te… penso che si tenda a generalizzare un pò troppo…E’ vero che tante sono le mele marce ” autonome”.. ma ce ne saranno altrettanti di dipendendi che non svolgono il proprio dovere,che si fanno i comodi loro a lavoro,.. ecc.. ecc… Puntualmente però se si parla di evasori, si parla SOLO di imprenditori, si parla SOLO dei piccoli commercianti , si parla SOLO di coloro che si impegnano in qualcosa di autonomo e sembra che ogni volta devono faticare  otto volte in più per dimostrare che il proprio lavoro è onesto ,è faticoso, costa rischi in termini economici… ovviamente non mi riferisco alle famose mele marce… ma a tutti quelli che sono stufi di vedersi additata la categoria.. tutti gli esempi di Spiga. dell’ampiegato che si dà malato, oppure di quell’altra che si fà timbrare il cartellino dalla collega uscendo prima dal lavoro, vengono usate come battute, questo è il bello… che il dipendende che evade fà ridere, provate a vedere il famoso “Mudù” quante le barzellette sui dipendenti comunali? quante su quelli postali?… perchè? perchè il paradosso è che questi lavoratori possono fare ciò che vogliono tanto ci stanno i fessi che pagano… Volevo mettere i puntini sulle I… Il mio discorso è però diretto a tutti coloro che non svolgono il proprio dovere, che non sono onesti sul lavoro, che evadono… a prescindere dalla categoria …  :O

       

      1. giusy

        Eh caro Corvo…questo è davvero un argomento scottante!! Un altro esempio di evasori?.. I vari proprietari delle case per gli studenti.

        Io studio e vivo in una casa d’affitto a Bari. Da un paio d’anni ho la “fortuna” di vivere in una casa dove c’è un regolare contratto d’affitto, anche se, la “fregatura” c’è sempre: viene dichiarata, cioè, la metà della somma percepita! Ma almeno sotto tanti punti di vista ( ad es. a chi spetta pagare cosa, garanzia dell’affitto per l’intera durata del contratto ecc. ecc..), noi studenti siamo molto più tutelati.

        Ho dovuto cambiare casa durante il mio corso di studi e vi assicuro che si vede e si sente di tutto; alla domanda, che dovrebbe essere superflua: “ Ma il contratto c’è,vero?” il proprietario sembra scendere dalle nuvole e risponde: “ Il contratto??? NOOOO…altrimenti il prezzo cambierebbe totalmente!!!”… e vi assicuro che gli affitti a Bari sono aumentati comunque di tanto senza nessuna ragione.

        Sbagliamo noi, forse, che contribuiamo alla illegalità; spetta a noi richiedere lo scontrino, la fattura, il contratto di locazione ecc.. E’ vero anche, purtroppo, che la scelta illegale è spesso obbligata… devono intensificarsi i controlli e i provvedimenti devono essere severi e immediati.

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